Sicilia, il Giro va 'in alto' | Le FOTO della presentazione - Live Sicilia

Sicilia, il Giro va ‘in alto’ | Le FOTO della presentazione

La presentazione.

Ciclismo
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PALERMO – Il Giro della Sicilia punta ancor più in alto, e non è solo un modo di dire: con la seconda edizione si sale di quota, e l’Etna fa la sua comparsa nel tour che dal 27 aprile al 2 maggio 2019 vedrà impegnati atleti e cicloturisti da tutto il mondo. “Un mare di montagne”, questo il claim dell’evento, che l’organizzazione annuncia ricco tanto di agonismo quanto di elementi culturali e caratteristici dei territori attraversati.

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Alla conferenza stampa di lancio nella sala Piersanti Mattarella di Palazzo Reale, sede dell’Assemblea regionale siciliana, erano presenti il presidente dell’ASD GS Mediterraneo che organizza l’evento, Marco Lampasona, la vice presidente di FCI (Federazione ciclistica italiana), Daniela Isetti, il presidente del comitato federale siciliano, Diego Guardì, l’architetto Giovanni Sabella, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, e Pietro Di Miceli per l’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. In sala anche l’ambassador dell’evento, Giampaolo Caruso, ex ciclista professionista.

Cinque tappe da oltre 500 chilometri complessivi fra i tre parchi naturalistici dellEtna, delle Madonie e dei Nebrodi, 9.960 metri totali di dislivello e 68 chilometri di prove crono, ma al contempo una serie di strumenti volti alla conoscenza del territorio siciliano: il Giro attraverserà 28 centri abitati e altrettanti centri storici. “Ci siamo chiesti come potessimo promuovere una realtà che ci godiamo ogni giorno e che a volte sembra dimenticata – spiega Lampasona –. Abbiamo deciso di unire la passione per la bici e l’amore per la nostra terra, in un progetto che riteniamo unico perché unica è la Sicilia”. Unica perché in poco meno di 30 chilometri si può passare dal mare alle montagne, sottolineano gli organizzatori, emozionando in egual misura agonisti puri e ‘semplici’ appassionati. Lampasona parla anche di obbiettivi istituzionali, “il primo quello di allungare la stagione turistica. Non è pensabile che vada da giugno a settembre, dovrebbe durare tutto l’anno”.

“Dai dati che abbiamo – dichiara il presidente Miccichè – in Sicilia c’è un vero boom del turismo, soprattutto a Palermo, anche per via del fatto che le mete nordafricane sono in crisi e il turismo del Mediterraneo è dirottato verso di noi. Non possiamo non approfittare di queste occasioni”. “Questo turismo ‘di nicchia’ – prosegue – che non è culturale ma dei sentieri, dei parchi, dello sport, è anche più ricco. E il turismo è arrivato anche in questo palazzo [Palazzo Reale, ndr], che per il turista costa cinque volte quello che costava qualche anno fa. Ed è solo perché sta guadagnando, che riesce mandare avanti mostre e altre iniziative al suo interno. Bisogna contrastare il fallimento delle attrazioni grazie a quello che le attrazioni sono di per sé”.

All’architetto Sabella il compito di svelare le cinque tappe del Giro della Sicilia 2019, a metà tra agonismo e cicloturismo e, dice, pensate non solo per l’atleta ma anche per promuovere l’Isola. “In ogni tappa si è scelta una strada piuttosto che un’altra per vedere degli scorci o sfiorare un monumento importante”. Pollina – Gratteri la prima tappa, dedicata all’Etna la seconda (definita “il tappone”), Termini – Caccamo la terza, Geraci la quarta e, infine, una crono attraverso Gibilmanna. E per chi non riuscisse a tenere il ritmo di tutte e cinque le prove, è previsto anche un giro breve che comprende solo le ultime tre tappe, con classifica a parte, per entrambe le categorie uomini e donne. Tutte le tappe partiranno dal Pollina Resort, quartier generale del Giro della Sicilia; lo stesso vale per la chiusura a eccezione della seconda, che si concluderà sul vulcano etneo.

“Il nostro obbiettivo è preparare atleti per le Olimpiadi – ricorda la vice presidente Isetti, menzionando il campione messinese Vincenzo Nibali, vincitore del Tour de France 2014; “Ma a parte le competenze maturate sui campi di gara – precisa – la federazione ciclistica ha scelto di impegnarsi in altri ambiti. La bicicletta ormai è uno stile di vita. Il turismo in bici sta facendo sempre più da padrone, e in montagna incalza ‘a grandi pedalate’ lo sci”. Un riguardo, quello nei confronti del ciclismo, che la FCI sta scegliendo di potenziare ulteriormente: sono già dieci le ciclovie nazionali, ma Isetti conferma la volontà di raggiungere il riconoscimento dell’undicesima, l’Appenninica, che va da Savona alla Sicilia: sarebbe la più grande d’Italia.

I progetti nazionali per lo sviluppo del ciclismo sono ambiziosi: “Sei anni fa – spiega la vice presidente federale – insieme alla Scuola dello sport abbiamo realizzato un corso per guide cicloturistiche. Turismo sportivo è valorizzare il territorio, andare a scoprire zone non comprese tra le destinazioni principali, andare a sviluppare microeconomie, salvaguardare l’ambiente e anche destagionalizzare, per rafforzare i flussi turistici in una stagione in cui sono inferiori. Non è soltanto un’idea sportiva, ma un aiuto reale ai territori. O di Nibali o organizzativo, ogni successo contribuisce a far grande il nostro movimento”.


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