PALERMO – Un nuovo incontro tra il governatore Renato Schifani e la Dc per tirare le somme di un dialogo che va avanti ormai da due mesi e che mostra i segni del tempo. Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando la Democrazia cristiana è stata affidata a tre commissari che hanno avuto il compito di iniziare un percorso di rinnovamento del partito, scosso dall’ultima inchiesta su Totò Cuffaro. Quel giorno partì ufficialmente la richiesta all’indirizzo di Palazzo d’Orleans: reintegro in Giunta.
Schifani-Dc, in ballo 2 assessorati
Con il passare delle settimane, e un parziale ridimensionamento delle accuse di alcuni protagonisti della vicenda, il dialogo è andato avanti ma senza mai giungere a compimento. Si è così reso necessario un nuovo incontro, promosso questa volta da Schifani, che intende concedere una sola delle due deleghe un tempo in mano ai democristiani. Schifani e i commissari Dc (Totò Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli) dovrebbero incontrarsi in settimana per verificare il punto di caduta (se ci sarà) della trattativa.

Al Mpa una delle deleghe ex Dc
La temperatura in casa Dc è tornata a salire e nel partito serpeggia più di un malumore davanti alla possibilità di dovere cedere una delle due deleghe (Famiglia ed enti locali). Schifani, infatti, sembra orientato a restituire ai democristiani soltanto la delega alla Famiglia e alle politiche sociali, affidando agli gli Enti locali al Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo che dovrà proporre una donna.
Il nervosismo in casa Dc
L’eventualità di dover cedere una casella agli autonomisti non piace alla Dc e tensioni si registrano anche in relazione ad un abbassamento dell’indice di gradimento per Ignazio Abbate, presidente della Prima commissione all’Ars. E così, per la prima volta da quando gli eredi di Cuffaro sono stati estromessi dalla Giunta, nel partito c’è chi riflette a voce alta sulla opportunità di rimanere in maggioranza. Alla Lega del vice presidente della Regione Luca Sammartino il compito di far dialogare le parti.
I tempi del rimpasto alla Regione
Bisognerà quindi attendere ancora per capire se il primo step delle modifiche di Giunta, promesso da Schifani per la fine di marzo, si concretizzerà o se tutto sarà rinviato ad un rimpasto più ampio legato agli sviluppi della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’assessora FdI Elvira Amata. Il giudice per l’udienza preliminare ufficializzerà la sua decisione il 20 aprile e a seguire arriveranno le determinazioni della politica.
“La Dc chiede pari dignità”
Di certo c’è che l’ultimo contatto Schifani-Democrazia cristiana risale a venerdì, in quel di Mussomeli, provincia di Caltanissetta e patria dell’ex ministro Totò Cardinale. Il segretario provinciale Dc, Gero Valenza, pur ribandendo che il partito “è pronto a sostenere lo Schifani-bis”, ha con garbo ricordato: “La Dc chiede pari dignità e le vicende di una singola persona (Cuffaro, ndr), che pure considero mio fratello, non possono penalizzare un intero partito”.
Valenza, nominato alla guida dell’Iacp di Caltanissetta proprio dal governo Schifani, ha parlato al congresso cittadino di Forza Italia, che in virtù delle imminenti elezioni amministrative di Mussomeli ha inaugurato, di fatto, la stagione congressuale forzista in Sicilia. Invitato anche il segretario regionale dell?Udc Decio Terrana, che si è scagliato contro i franchi tiratori all’Ars.
Schifani rinsalda con Cardinale e Salvini
Mussomeli è stata la prima tappa di un fine settimana politicamente corroborante per Schifani, che sabato è salito sul palco di Messina per la manifestazione pro-ponte. In riva allo Stretto il presidente della Regione ha rinsaldato “l’alleanza di ferro” con il leader della Lega Matteo Salvini per l’opera “alla quale – ha detto – noi siciliani non rinunciamo”.
Chi c’era a Mussomeli per Cardinale
A Mussomeli Cardinale ha riunito mezzo grupo parlamentare di Forza Italia all’Ars. Oltre all’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo e al deputato Gaspare Vitrano c’erano anche Luisa Lantieri, Nicola D’Agostino, Riccardo Gallo e Margherita La Rocca Ruvolo. In prima fila anche Rosetta Cirrone Cipolla, consigliera comunale di Niscemi e prima dei non eletti in Forza Italia alle ultime Regionali nel collegio di Caltanissetta. Sarà lei a sostituire all’Ars Michele Mancuso, che è rimasto agli arresti domiciliari dopo l’inchiesta che lo ha colpito.
La guerra in Forza Italia e lo Schifani bis
Cardinale ha citato qualche assenza ‘giustificata’ nel gruppo parlamentare, poi nel suo lungo intervento ha toccato gli argomenti più caldi: la guerra interna a Forza Italia e lo Schifani bis. Su entrambi i fronti Cardinale ha ribadito l’asse con Schifani, “che in questi anni alla guida della Regione – le parole dell’ex ministro – ha fatto cose straordinarie”. Il governatore, a seguire, ricorderà il contributo dato da Cardinale alla Regionali del 2022 “senza avere mai chiesto nulla in cambio”.

Cardinale e il “tafazzismo” di Forza Italia
Al microfono il padrone di casa ha criticato “il tafazzismo” interno a FI, ricorrendo anche a San Paolo per mettere in guardia sulle critiche interne al partito che rischiano di diventare “‘cupio dissolvi'”, ovvero ‘desiderio di essere dissolti’. Le bordate, ovviamente, sono tutte per l’ala che fa riferimento a Marco Falcone, l’eurodeputato che poche ore prima era tornato a chiedere a Schifani “un cambio di passo” sulla guida di Forza Italia in Sicilia ricevendo ancora una volta una risposta negativa.
“C’è molto fuoco amico in Forza Italia – ha affermato Cardinale -. Siamo al paradosso. Si colpisce il coordinatore Marcello Caruso per colpire il presidente della Regione, eppure non vedo all’orizzonte dei ‘Cavour’ che possano contrastare Schifani e Caruso. La destabilizzazione di Forza Italia creerebbe una terra di nessuno aprendo chance per chi vuole tentare il saccheggio”.

Cardinale: “Obiettivo Schifani bis”
Da qui l’assist al presidente della Regione. “Dobbiamo stargli tutti attorno per giocare una partita che solo lui può vincere. Alla Regione c’è un solo candidato, l’obiettivo è la ricandidatura di Schifani”. A Mussomeli c’era anche Caruso, che ricordando le date fissate a livello nazionale per i congressi nelle varie regioni (“tra aprile e maggio”) ha comunicato un dato sulla campagna di tesseramento azzurra: “La Sicilia, con circa 50mila tessere, è la prima regione in Italia. Abbiamo il dovere di dare a queste persone la possibilità di esprimersi. Io? Mi presenterò con il saldo dei risultati ottenuti in questi anni, i tesserati decideranno”.
Schifani: “Al congresso niente attacchi personali”
Un passaggio sulla fase congressuale anche da parte di Schifani, che nel suo intervento ha ripercorso i risultati raggiunti dal governo: “Auspico un congresso basato sulle idee e sul confronto, non sugli attacchi personali perché con quelli – ha concluso il governatore nelle vesti di presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia – avremmo tutti da perdere”.

