CATANIA – Onorevole Giovanni La Via, secondo indiscrezioni, alla Regione Ncd andrebbe in direzione del governo Crocetta. Lavorando a Bruxelles forse gode di un punto di vista più obiettivo. Sa dirci esattamente qual è lo stato dell’arte?
Nei giorni scorsi Alfano ha dettato la linea e ha detto che non saremo suoi alleati. Certo, qualcuno dei nostri si è sovraesposto e ha fatto pensare diversamente, ma la verità è che non c’è intenzione di entrare nel governo Crocetta e non è previsto alcun appoggio esterno.
In nessun caso?
Alfano ha detto una cosa che mi trova concorde. Qualora Crocetta aprisse a delle risposte riformiste che noi condividiamo e riteniamo utili per il bene della Sicilia, sarebbe pronti a supportarle. Un’ipotesi da non leggere come una apertura politica, ma di buon senso.
Crocetta, però, si è intestato alcune riforme importanti, una su tutte quella degli enti locali.
Questo governo è stato un disastro assoluto. Non c’è manovra fatta che non venga impugnata. Legifera male e non in linea con le esigenze dell’Isola. Si doveva pensare ai rifiuti, invece niente. Stessa cosa per l’acqua. La riforma delle Province, poi, ha portato a un lungo commissariamento, che ha privato i cittadini degli organi democratici. Guardi, un pantano e Crocetta dovrebbe rendersene conto, facendo un passo indietro.
E il Partito democratico?
È il main sponsor di Crocetta, e sembra che come obiettivo abbia soltanto la sopravvivenza.
I maggiorenti di Ncd in Sicilia orientale, Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione, sulla scorta dell’esperienza di Renzi al governo, vedrebbero come naturale un ricollocamento del partito nel centrosinistra. Lei è dello stesso avviso?
La Germania insegna che la grande coalizione, dinnanzi a obiettivi importanti per il bene del Paese, sia una soluzione legittima. In Italia si sta facendo lo stesso. E non mi crea nessun problema accettarlo. Cosa diversa sarebbe cercare poltrone nel corso della legislatura regionale. Per gli elettori di Ncd sarebbe incomprensibile.
Veniamo a Catania. Cosa aspettarsi dal voto per il sindaco metropolitano? Come si orienterà Ncd?
Intanto bisogna vedere con quale norma si andrà a votare. In tutta Italia i sindaci delle Città metropolitane sono quelli dei capoluoghi, ed ha una sua logica. Deve essere il capo delle città più grande a farsi responsabile dell’area vasta. In Sicilia è uscita una vera stortura legislativa. Si aggiunga che al suo interno non prevede neanche dei meccanismi di proporzionalità: è chiaro che il voto del consigliere del piccolo centro non può valere quanto quello della grande città.
Crede che verrà impugnata?
Sembra che ci siano i presupposti, poi vedremo.
E il vostro candidato?
Non credo che complessivamente ci saranno tanti candidati, non mi stupirebbe che ce ne fosse uno solo in campo. A quel punto sarà importante vedere come il sindaco metropolitano vorrà formare la sua giunta, credo che a quel punto le forze politiche si confronteranno tra loro.
Tempo fa la stampa l’ha definito come l’esponente della destra del Nuovo centrodestra. Si riconosce in questa definizione?
Una volta mi avevano detto che ero un tecnico, poi che ero un poli-tecnico, oggi posso dire di essere più un politico che un tecnico. Una cosa è certa, io sono un popolare europeo. Credo nel libero mercato, nell’impresa, nello Stato leggero e non credo quindi nella presenza dello Stato nell’economia. Queste cose non le cambi.
Quali sono i suoi rapporti oggi con Pino Firrarello e Castiglione?
Ottimi. Siamo nello stesso partito, lavoriamo assieme e ci sentiamo di frequente. È un bene se qualche volta emerge qualche punto di vista differente, altrimenti ci sarebbe l’omologazione.

