PALERMO – “La vertenza Sispi S.p.A. si arricchisce di un capitolo paradossale: l’amministrazione comunale di Palermo sta di fatto sconfessando i propri atti deliberativi” denunciano Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu aziendali di Sispi, che, continuano “nonostante l’approvazione del Piano Industriale 2025-2027 (confermato dalla delibera di giunta n. 14 del 24/01/2025), il Comune sta svuotando la propria azienda in house della sua missione strategica relegandola a un ruolo marginale e mettendo a rischio la tenuta occupazionale e il piano industriale”.
“Siamo di fronte a un’arrampicata sugli specchi senza precedenti. Non si può approvare un Piano Industriale a gennaio e smentirlo nei fatti nei mesi successivi”, dichiarano i segretari Antonio Nobile (Fim Cisl) e Francesco Foti (Fiom Cgil) insieme alle Rsu Sispi Di Giorgi, Velardi e Flaccomio.
Il Piano Industriale approvato dalla giunta Lagalla prevede esplicitamente che Sispi diventasse braccio operativo anche per i “nuovi sviluppi” tecnologici. Tuttavia, i dati reali raccontano un’altra storia. L’esiguità degli affidamenti dei progetti assegnati a Sispi infatti (GUM, Inclusione digitale e Cittadinanza digitale), ammontano soltanto a complessivi 3,5 milioni di euro circa per il 2025, a fronte di un plafond di 24 milioni di euro circa di fondi previsti dal PON METRO Plus destinati al digitale, e ad oggi addirittura nulla per l’anno 2026.
“Così facendo l’amministrazione ha deciso di destinare solo le briciole alla propria azienda in house. La delibera non era solo un atto formale, ma l’impegno politico a sostenere la solidità di Sispi. Dirottare i progetti altrove significa rendere quel Piano Industriale carta straccia, mettendo a rischio la sostenibilità aziendale ed economica già dal budget 2026”. I sindacalisti aggiungono “l’’assessore Ferrandelli, in sede di commissione consiliare, ha parlato di ‘prospettive rosee’, dando, a dicembre scorso, rassicurazioni circa gli affidamenti sui nuovi sviluppi, ma la realtà dice che su 24 milioni di euro circa, Sispi ne vede solo 3,5. Chiediamo al sindaco e al consiglio comunale: perché si sta scegliendo di indebolire l’azienda pubblica a favore di soggetti privati? L’amministrazione sta infatti affidando a soggetti esterni le fette più ricche della progettazione digitale contraddicendo di fatto contro il piano industriale e le stesse delibere di giunta?”.
I sindacati evidenziano le pesanti ricadute di questa gestione, il piano di potenziamento dell’organico avviato di recente, citato dall’assessore Ferrandelli come prova di crescita, è oggi privo di copertura finanziaria certa a causa del mancato affidamento dei “nuovi progetti”. “Riteniamo inoltre che affidare a privati settori critici come i tributi e la riscossione non è solo una scellerata scelta economica che grava sul bilancio di Sispi e di conseguenza anche su quello consolidato comunale, ma una rinuncia al ‘controllo Analogo’ e alla sicurezza dei dati dell’ente e dei cittadini, pilastri su cui si fonda il contratto di servizio novennale”.
Fim, Fiom e le loro Rsu, chiedono al sindaco Lagalla, all’assessore Ferrandelli e alle commissioni consiliari Prima e Terza di vigilare sulla questione e, contestualmente chiedono agli stessi un incontro urgente. “Non basta ‘coprire i servizi’ ordinari, Sispi è nata per guidare lo sviluppo tecnologico della città come da contratto di servizio approvato dall’attuale consiglio comunale. Visto che l’Amministrazione continua a dirottare i fondi strutturali verso l’esterno, i sindacati annunciano da subito la proclamazione dello lo stato con successive azioni di lotta sindacale per difendere il patrimonio professionale dei 95 dipendenti e il futuro digitale di Palermo”.

