Sit in dei lavoratori:| “Sostituiti da altri precari” - Live Sicilia

Sit in dei lavoratori:| “Sostituiti da altri precari”

Una situazione che riguarda al momento diciassette dipendenti e che presto dovrebbe toccare altri sei ricercatori del Parco. Il mancato rinnovo contrattuale dipenderebbe da una norma regionale che impone il blocco delle assunzioni.

 

 

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CATANIA – Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia: sit- in dei lavoratori davanti agli uffici aziendali. Il freddo non ha fermato gli ex dipendenti dell’Ente costituito in società per azioni partecipata all’88% dalla Regione, che dopo anni di lavoro con contratti a progetto, rinnovati nel tempo, sono stati messi alla porta. Una situazione che riguarda al momento diciassette dipendenti e che presto dovrebbe toccare altri sei ricercatori del Parco. Il mancato rinnovo contrattuale dipenderebbe da una norma regionale che impone il blocco delle assunzioni. Nel caso del Parco, però, c’è da sottolineare il fatto che l’Ente, per altro considerato “un’eccellenza” da mamma Regione, non grava sul bilancio isolano ma si sostenta attraverso bandi europei legati a svariati progetti.

Ma c’è di più. La vicenda è lastricata di punti interrogativi che non riguardano soltanto i licenziamenti odierni. In primo luogo il bando emesso nei mesi scorsi dal Parco per reclutare svariate figure professionali per completare o avviare diversi progetti che allarmò i dipendenti in scadenza di contratto. Il timore, quello di una sorta di sostituzione, non sembrerebbe smentito visti gli sviluppi della vicenda, nonostante le rassicurazioni dei vertici aziendali.

Un’altra anomalia, denunciata in diverse occasioni, è legata all’aspetto contrattuale. “I dipendenti, pur di conservare il posto di lavoro – spiegano i sindacalisti della Uiltucs in presidio- nel 2012 hanno firmato un accordo con l’azienda con cui rinunciavano a contestare innanzi all’Autorità Giudiziaria le violazioni contrattuali subite fino a quel momento e a ogni tipo di risarcimento pur di poter continuare a lavorare”. “Oggi il Parco scientifico ricambia gli stessi lavoratori non rinnovando il loro contratto di lavoro giustificando la presa di posizione con la legge Regionale che vieta assunzioni ma, nel frattempo, l’Ente ha provveduto all’assunzione di nuovi precari al posto di confermare il precedente organico, che costituiva la parte virtuosa dell’azienda”, continuano.

Una situazione questa, che lascia l’amaro in bocca agli ex dipendenti che per anni hanno contribuito a fare ricerca scientifica, erogato servizi di laboratorio a privati, enti pubblici e imprese tanto da farsi definire “eccellenze” dagli stessi che oggi non danno loro risposte.


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