PALERMO – “Stritolati dalla contraddizione delle leggi. Con l’Art.20 della L.R. n.11 del 2010 la Regione siciliana stabilisce che bisogna salvare il personale di tutte le società partecipate in liquidazione. Poi, ci ripensa e dice che non sarà possibile mantenere la promessa e decide di creare un albo con l’art. 64 della L.R. n.21 del 2014 da cui attingere per future necessità. Risultato: ventuno padri di famiglia sono a spasso – spiega il segretario generale della Fisascat, Mimma Calabrò -. Senza stipendio da 11 mesi per i lavoratori di Sicilia Lavoro e da 3 mesi per i lavoratori delle società Ciem che quest’anno per la vigilia di Natale si sono visti recapitare sotto l’albero una lettera di sospensione dal lavoro. Sono finiti in un limbo che mortifica la dignità umana e che non interessa più. Lo dimostra l’esito negativo dei continui incontri avuti con i rappresentanti della politica”.
Senza stipendio da 11 mesi per i lavoratori di Sicilia Lavoro e da 3 mesi per i lavoratori delle società Ciem.
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