Solo due alunni e una maestra | Alicudi, la scuola più piccola d'Italia - Live Sicilia

Solo due alunni e una maestra | Alicudi, la scuola più piccola d’Italia

La scuola è stata "salvata" grazie alla caparbietà di Mirella Fanti, dirigente scolastico dell'Istituto "Lipari 1" da cui dipende il plesso di Alicudi, una tipica casa eoliana di propietà del Comune di Lipari.

isole eolie
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MESSINA – Alicudi, isoletta delle Eolie con un centinaio di abitanti, ha la scuola più piccola d’Italia. Due soli alunni che frequentano la prima e la terza elementare. Con una maestra, Beatrice Zullo di Patti (Me). La scuola è stata “salvata” grazie alla caparbietà di Mirella Fanti, dirigente scolastico dell’Istituto “Lipari 1” da cui dipende il plesso di Alicudi, una tipica casa eoliana di propietà del Comune di Lipari. Un terzo alunno ha preferito trasferirsi con la sua famiglia a Milazzo. Anche lo scorso anno vi erano pochi scolari, solo tre di cui uno frequentava il Cpe (Centro preparazioni esami della media). Commenta la professoressa Fanti: “Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno a salvare la piccola scuola di Alicudi grazie alla buona volontà delle istituzioni e delle famiglie che hanno accolto le nostre sollecitazioni a non abbandonare il proprio territorio. In effetti Alicudi senza la scuola è ancora più isolata, perché tra un insegnamento e l’altro nelle ore pomeridiane si praticano anche tante attività rivolte a tutte la comunità”. Una realtà, quella della scuola di Alicudi, tanto particolare e suggestiva da aver ispirato L’ultimo giorno, un documentario prodotto da ZaLab e dal Museo del Cinema di Stromboli. L’autore e regista, Alberto Bougleux, ha dedicato il film alla scuola di Alicudi ma parla a tutte le realtà scolastiche italiane: “Un film documentario dedicato a tutti i maestri e le maestre che si battono quotidianamente per difendere il diritto dei bambini a una scuola moderna, creativa e democratica, reso possibile da un rapporto unico di collaborazione e fiducia con l’istituto Scolastico Lipari 1”.


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Commenti

    I bambini hanno tutto il diritto di andare a scuola nel comune in cui abitano. Anche se in qualche caso comporta dei costi un po’ più alti. Che paese saremmo se prevalesse solo il calcolo da ragioniere ?
    Un caloroso grazie alla Maestra Beatrice Zullo ed alla caparbia Dirigente Mirella Fanti, che ridanno un po’ di fiducia nella Scuola Italiana.

    Mi preoccupa di più il fatto che questi bambini non abbiano dei coetanei nella loro isola. Domando a chi difende queste situazioni estreme ad ogni costo, se in questo caso la scuola non svolga solo una parte del proprio ruolo sociale, si limita ad impartire nozioni, ma viene meno la funzione di strumento di aggregazione, confronto, crescita collettiva.

    Questa dirigente riesce a salvare una scuola con soli 2 alunni, da noi a Monreale fanno chiudere una scuola e in più fanno fare i turni pomeridiani ai nostri bambini. Per fortuna non tutti gli amministratori dono uguali. ..in questa isola si che le istituzioni, sono vicine ai cittadini. Noi invece ci sentiamo
    abbandonati.

    e copo dicono che abbimoa classi troppo numerose… che vergogna… una scuola per due persone…

    pensa che istruzione da schifo che ricevono…senza compagni… senza confronti… poveri ragazzi che nasceranno ignoranti…

    E’ così con tutte le comunità isolate. Non è come sulla terraferma che basta fornire un pulmino.
    Però hai ragione: i bambini hanno un estremo bisogno di uno strumento di aggregazione, confronto, crescita collettiva. Un piccolo sforzo economico ed un collegamento flat gratuito per collegarli in videoconferenza con le altre sezioni scolastiche di Lipari.

    Cosa suggerisci ? Strappare la famiglia all’isola e costringerli a trasferirsi ?

    chiudetela. Costi troppo alti

    @Valerio: la mia è solo una constatazione, lungi da me l’idea di costringere la famiglia ad una fuga dall’isola, non conosco il contesto, ma da genitore mi pongo il problema di fare crescere mio figlio lontano da altri bambini, forse io stesso avrei valutato la possibilità di trasferirmi altrove, chi lo sa………Una videoconferenza non risolve nulla, i bambini hanno bisogno di toccarsi, sentire i propri respiri, sussurrarsi qualcosa, tirarsi i cancellini, contendersi lo stesso giocattolo. Sei stato bambino anche tu, immagino che capisca cosa intendo.

    Se l’insegnante è brava, questi due bambini possono avere il privilegio di una educazione tutta per loro, di qualità, come con un precettore. E dico privilegio in senso positivo.

    Certo, ma non è che ad Alicudi ci viva solo il guardiano del faro. I bambini hanno mille risorse per crescere emotivamente. E quando il tempo è buono ci sono altre isole vicino.
    Comunque non sottovalutare la comunicazione via PC. Questa generazione cresce con facebook e gli smartphones.

    @M – mi hai preceduto, concordo.

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