CATANIA – Ieri sera su delega della Procura della Repubblica di Catania, gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di “Borgo-Ognina” hanno eseguito un ordinanza applicativa di misura coercitiva, del G.I.P. del Tribunale di Catania, traendo in arresto: C. L e C.A, in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di detenzione, porto illegale di arma comune da sparo, lesioni personali e danneggiamento. Alla fine di marzo nella centralissima via Asiago diveniva teatro di un inquietante fenomeno: diversi ignari cittadini venivano colpiti da colpi d’arma da fuoco, verosimilmente un fucile ad aria compressa. Il ripetersi dei ferimenti, ha creato un notevole allarme sociale nella cittadinanza.
Da subito gli agenti hanno avviato mirate indagini, svolte anche con l’ausilio di esperti della Polizia Scientifica – Reparto Balistica per individuare l’esatta traiettoria dei colpi, che avrebbe consentito l’individuazione dell’appartamento da cui era stati esplosi i colpi di arma da fuoco nella disponibilità di C.A. verificando, altresì, che i pallini provenivano da una carabina che era stata appositamente modificata proprio per raggiungere lo scopo di provocare danni a persone o cose. Le intercettazioni contestualmente autorizzate dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno permesso di acquisire inequivocabili elementi di responsabilità nei confronti degli indagati. In particolare, il ruolo di C.A. si profilava di supporto al progetto criminoso di C.L, proprietario dell’arma e promotore, oltre che materiale esecutore dell’esplosione dei colpi di fucile, eseguita con tecnica da cecchino, poiché diretta a colpire da postazione protetta gli ignari passanti, così diffondendo il panico fra gli abitanti del quartiere.
Le indagini hanno permesso di appurare le responsabilità dei due, C.L. e C.A. in ordine al ferimento di quattro ignari passanti. Ai due e’ stato inoltre contestato il tentato ferimento di un individuo, commesso l’1 aprile 2014, nonché i danneggiamenti ad alcuni immobili, tra cui la sede della locale Avvocatura dello Stato, della quale è’ stato infranto il vetro di una finestra, commesso in data 3 aprile 2014. Espletate le formalità di rito, C.L. è stato accompagnato presso il carcere “Piazza Lanza” mentre C.A. è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G.

