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Hotel, benzina, regali e cassate | Sei deputati verso il processo

Richiesta di archiviazione per diciassette onorevoli della scorsa legislatura.

Le spese pazze all'Ars
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PALERMO – Per le cosiddette “spese pazze” dell’Ars rischiano il processo altri sei onorevoli della scorsa legislatura. Secondo i pubblici ministeri Maurizio Agnello, Luca Battinieri e Sergio Demontis, nulla hanno a che vedere con l’attività politica una parte delle spese di Giuseppe Greco (Mps), Michele Donegani (Pd), Salvatore Lentini (Udc), Franco Mineo (Grande Sud), Franco Rinaldi (ex Pd oggi Forza Italia), Gugliemo Scammacca Della Bruca (Fli).

Seimila euro è la cifra contestata a Rinaldi, comprensiva degli hotel dove soggiornarono i suoi familiari, 15 chili di dolci e il contributo per un torneo di calcetto. Donegani, secondo l’accusa, “in particolare, si appropriava della somma di euro 25.000 sul cui impiego forniva dichiarazioni e documenti falsi”. Scammacca Della Bruca pagò 1.690 euro per il regalo di nozze del figlio dell’onorevole Nino Strano. Gli 8 mila e seicento euro contestati a Mineo riguardano spese per la benzina delle macchine personali e, aggiungono i pm, “si appropriava di 520 utilizzati dal capogruppo per l’acquisto di kg 43 di cassate siciliane al bar Caffè Mineo Rosa srl di cui egli era socio sin dal 2009 e di 229 euro utilizzati dal capogruppo per l’acquisto di un telefono cellulare Nokia a lui assegnato”. Totò Lentini avrebbe speso mille e 200 euro per la benzina della macchina a lui intestata. Greco, invece, avrebbe pagato tre segretarie per il gruppo ma in realtà avrebbero lavorato al patronato di famiglia. In più ci sono 15 mila euro per “non meglio specificate attività congressistiche”.

Contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio i pm hanno avanzato quella di archiviazione per diciassette deputati: Nino Dina, Salvatore Cascio, Giuseppe Arena, Toto Cordaro, Mario Bonomo, Michele Cimino, Raffaele Nicostra, Giovanni Cristaudo, Paolo Colianni, Antonino D’Aquino, Francesco Calanducci, Giuseppe Gennuso, Fortunato Romano, Orazio Ragusa, Giuseppe Lo Giudice, Pippo Gianni, Santo Catalano. “La richiesta di archiviazione conferma che le somme contestate all’onorevole Dina sono state impiegate per finalità esclusivamente riconducibili all’interesse del gruppo parlamentare e quindi per scopi consentiti dalla legge”, spiega l’avvocato Marcello Montalbano, legale di Dina. 

Sulla richiesta di archiviazione ha pesato una precedente sentenza del giudice Riccardo Ricciardi, resa definitiva dalla Cassazione. Non basta che i parlamentari non abbiano giustificato le spese fatte con i soldi dell’Ars. Per poterli processare e condannare il pubblico ministero dovrebbe dimostrare che davvero quei soldi siano stati spesi per fini non istituzionali. È questo il cuore della motivazione con cui il giudice mandò sotto processo solo gli ex capigruppo Giulia Adamo (Pdl, gruppo Misto e Udc), Giambattista Bufardeci (Grande Sud), Nunzio Cappadona (Aps, Alleati per la Sicilia), Rudy Maira (Udc e Pid), Livio Marrocco (Pdl e Fli), Cataldo Fiorenza (Pd e gruppo Misto), Salvo Pogliese (Pdl). Innocenzo Leontini (Pdl) era stato condannato a due anni con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il ragionamento di Ricciardi vale in sede penale ma non in quella contabile. Lo sottolineava il giudice e lo dimostrano le condanne, alcune già definitive, della Corte dei Conti per danno erariale.


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Commenti

    on abbiano il coraggio di presentarsi a eventuali elezioni politiche!!!!!!!!

    E noi paghiamo !!!
    Non lo vogliono capire, perché il popolo è becero, noncurante, menefreghista, non sa guardare i propri interessi ed è pronto a vendersi per un nulla!!
    Per questo gli ONOREVOLI si ingrassano alla faccia di tutti noi.
    In Russia per molto meno si fa la rivoluzione; in Italia si sta a guardare…

    Avranno il coraggio di ripresentarsi alle prossime elezioni ? Che domanda , certo !
    Il dramma é che ci saranno , i soliti leccapiedi , che li aduleranno , li applauderanno ,
    sbucciandosi le mani , sorrideranno , chiamasi in siciliano , santo campare.

    E’ tutto legale,oggi e’ legale rubare.

    Ma hanno fatto qualcosa di diverso rispetto ad altri non menzionati? Vogliamo approfondire tra politica, burocrazia, incarichi presidenziali, incarichi in società e chi più ne ha più ne metta….ma cosa volete ..tutti mangiano…non si vive stando digiuni è una condizione di vita per tutti…mangiare.

    Poverini, tengono famiglia, quindi l’hanno fatto per “necessità”!
    E cos’altro rientra tra le loro “necessità”? Forse anche caviale e champagne tutti i giorni, magari con due ancelle che li rinfrescano col ventaglio?

    Onorevole LENTINI,
    lei guadagna circa 10 mila euro al mese.
    Davvero non riesce a pagarsi il carburante ?
    Complimenti.

    Che schifo.. Magna magna..Magari qualche personaggio di questo ha pure la faccia di presentarsi alle regionali.. Chi le dara’ il voto non ha capito nulla…Mah

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