PALERMO – La sua firma era una rosa. A volte blu, altre di colore rosa. Un fiore che non era un segno d’amore. Provocava solo angoscia e paura in una donna. Oggi l’uomo che l’avrebbe perseguitata, P. T. è stato condannato a un anno di carcere dal giudice per l’udienza preliminare Nicola Aiello.
Lui e lei si erano frequentati per una manciata di giorni quasi vent’anni fa. Poi, l’incontro casuale nell’azienda dove lavora la donna. Sono seguiti inviti a cena, tutti rifiutati, visite al lavoro e tante rose blu. Fino a quando la situazione non sarebbe peggiorata. L’uomo avrebbe iniziato a pedinare la donna di cui si era invaghito. Un giorno lei tornò a casa e trovò, oltre alla solita rosa, il cancello chiuso con una grossa catena. I carabinieri identificarono l’uomo non lontano dall’abitazione. Aveva addosso la chiave che apriva il lucchetto.

