Stretta sui permessi alla Regione| Sindacati sul piede di guerra - Live Sicilia

Stretta sui permessi alla Regione| Sindacati sul piede di guerra

Contestato un provvedimento del direttore del dipartimento Energia.

Dopo l'inchiesta sull'assenteismo
di
7 Commenti Condividi

PALERMO – Dopo gli arresti e i provvedimenti giudiziari contro i ‘furbetti del cartellino’ dell’assessorato alla Sanità, la Regione Siciliana ha dichiarato guerra agli assenteisti con una circolare dell’assessore alla Funzione pubblica Bernadette Grasso. E adesso ai sindacati tocca difendere i lavoratori. La circolare Grasso è stata accolta di buon grado delle organizzazioni sindacali che hanno trovato l’unità nella critica a un altro provvedimento, quello varato dal dirigente del dipartimento all’Energia Salvatore D’Urso.

Si tratta di un atto nel quale si annuncia che “non saranno più concessi permessi di alcun genere, ad eccezione di quelli di servizio esterno o per la partecipazione autorizzata ai corsi di formazione e aggiornamento”. Il provvedimento, inoltre, prevede per i dipendenti che dimentichino il badge l’impossibilità di regolarizzare la presenza attraverso una dichiarazione: scatterà, infatti, automaticamente il congedo ordinario d’ufficio.

La reazione dei rappresentanti dei dipendenti regionali così è stata unitaria. I sindacati confederali, Cisl Fp, Cgil Funzione Pubblica e Uil Fpl hanno chiesto seccamente la revoca immediata del provvedimento e un incontro urgente per riportare il tema “nell’alveo delle corrette relazioni sindacali e delle normative vigenti”. Sono stati più duri, invece, i sindacati autonomi, Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl. Questi hanno espresso il loro disappunto per un “nuovo clima di ‘caccia alle streghe'” in cui “alcuni dirigenti – così hanno scritto in una nota – calpestando ogni elementare principio di legittimità e rispetto dei contratti di lavoro, vorrebbero disporre nuove regole ingiustificatamente e soprattutto inutilmente restrittive”. Per questo le sigle autonome hanno chiesto al governo di intervenire per far revocare l’atto.

LEGGI ANCHE

Regione, guerra agli assenteisti. Basta permessi, dirigenti richiamati.

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

7 Commenti Condividi

Commenti

    Regionali, intoccabili anche quando sono presi con le mani nel sacco.

    Italia non ha mai funzionato e non funzionerà mai grazie ai sindacati.
    Pretendono che un datore di lavoro- dicasi regione- dopo le furbate dei badge facili quindi eventualmente difendibili che tutto debba restare come prima
    Contestando e pretendendo il rispetto del contratto di lavoro.
    A questi fannulloni li manderei a lavorare per davvero.
    Sindacalisti siete il fallimento dell Italia onesta e lavoratrice

    I sindacati sono la rovina dell’Italia o perché “gialli” o perché alimentano richieste fuori da ogni logica.

    Lavorare nel pubblico comporta oneri, non solo onori.

    Caccia alle streghe?? 42 arrestati per assenteismo in un solo assessorato… e la chiamano così??? Alla mancanza di dignità morale nn c’e mai fine.Amziche condannare i loro assistito per la figura da due lire , concovocano il tavolo delle trattative….. ma andate a beeeep bepppp beeep!!!

    Il problema non sono i diritti sanciti da un contratto pubblico che devono essere obbligatoriamente onorati, ma quelli previsti anche in quelli privati che non sono rispettati praticamente mai. Quindi invece di cercare di togliere diritti dovreste dare guerra a quelli negati. Il fallimento ovviamente nasce dal menefreghismo di tutti, in primis dei lavoratori, incapaci di tutelare se stessi.
    Per la cronaca, come ci sono i furbetti nel pubblico, ci sono altrettanti furbetti nel privato. Vuole un esempio. Il solo fatto di non farsi mettere in regola comporta un doppio effetto. Non pagano le tasse nè il datore di lavoro, nè il lavoratore. Chi è quindi il fannullone?

    Ecco la ciliegina: i Sindacati. Chiedo a loro: ma gli insegnanti hanno diritto al permesso e lasciano l’aula ai soli alunni. Sarebbe ora di finirla con i sindacati che difendono a tutti i costi creando disuguaglianze nel settore dei lavoratori pubblici. Nel settore privato non so come funziona, ma la domanda sorge spontanea: in Germania un lavoratore chiunque esso sia ha diritto a dei permessi durante le ore di lavoro?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *