Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Sono dalla parte di tutte le donne e dalla parte della ragazza stuprata. E’ una vergogna come viene trattata.
spero che la giovane li mandi tutti in galera!
Tutti in galera per vent’anni almeno, sempre se è vero che sia stata stuprata, tenuto conto di come qualcuna si oppone strenuamente alla ricerca della verità e dell’ambiguità di tutta la vicenda. Perché se non è vero che è stata stuprata non c’è più una sola vittima ma tante vittime.