Calcedonio Di Maggio avrebbe trovato la vocazione dopo un periodo di reclusione a Torino, in seguito a una condanna per molestie su minori avvenute nel 1986. Ma il suo nome era finito nelle pagine di cronaca nazionale quando nel 2006 venne condannato, sempre per lo stesso reato, ma con l'aggravante questa volta di aver "abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto".