PALERMO – Non un mondo fantastico, ma una comunità terapeutica assistita. È l’ambientazione di ‘Alice…’, spettacolo che sarà messo in scena dalla Compagnia Instabile con gli operatori dell’Organizzazione di volontariato (Odv) Pensiamo in Positivo e Mente Libera, il 27 maggio 2026 al Nuovo Teatro F. Zappalà, di Palermo, alle 19 (ingresso libero). Si tratta della conclusione di un laboratorio di teatroterapia.
La Compagnia Instabile, fondata nel 2010, è costituita da 18 utenti del Dipartimento di Salute Mentale provenienti da Comunità Terapeutiche Assistite, Centri Diurni e dal territorio. In scena ci saranno anche 15 operatori delle ODV Pensiamo in Positivo e Mente Libera.
L’iniziativa è sostenuta dal Cesvop (Centro servizi per il volontariato di Palermo). Lo spettacolo trasforma il viaggio surreale della protagonista del classico di Lewis Carroll in un percorso interiore, fatto di fragilità, percezioni alterate e ricerca di identità.
La regia costruisce uno spazio scenico essenziale, un ambiente sospeso tra realtà e allucinazione. Qui, Alice non cade nella tana del coniglio, ma scivola progressivamente in una dimensione mentale instabile. Gli altri personaggi — che richiamano figure iconiche come il Cappellaio o la Regina — diventano pazienti, ciascuno portatore di un punto di vista distorto.
L’interpretazione dell’attrice protagonista è intensa e stratificata: riesce a restituire una Alice meno ingenua e più vulnerabile, attraversata da momenti di lucidità e improvvisi smarrimenti. Il linguaggio alterna dialoghi realistici a frammenti più visionari, quasi poetici, creando un continuo slittamento tra ciò che è reale e ciò che è percepito.
Il punto di forza dello spettacolo sta proprio in questa ambiguità: non è mai chiaro se ciò che vediamo sia frutto della mente di Alice o della realtà della struttura. Questo rende la narrazione coinvolgente, ma anche a tratti spiazzante. Alcune sequenze risultano volutamente ripetitive o frammentate, scelta coerente con il tema ma che può mettere alla prova l’attenzione dello spettatore.
Nel complesso, ‘Alice’ è uno spettacolo coraggioso, che rinuncia alla dimensione fiabesca per esplorare il confine tra le follie di ogni individuo. Non è una visione “facile”, ma lascia un segno, invitando a riflettere su quanto possa essere fragile e forte il terreno su cui si struttura l’identità umana.

