In questi ultimi anni di crisi, il divario economico e sociale tra il Nord e il Sud del Paese è aumentato. Lo ricorda l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i risultati registrati da quattro indicatori: il Pil pro capite, il tasso di occupazione, il tasso di disoccupazione e il rischio povertà. In termini di Pil pro-capite, se nel 2007 il gap tra Nord e Sud era di 14.255 euro, nel 2015 è salito a 14.905 euro (32.889 euro al Nord e 17.984 al Sud). Sul fronte del lavoro il divario del tasso di occupazione è passato da 20,1 a 22,5 punti. E per il tasso di disoccupazione la differenza è salita da 7,5 a 12 punti. Infine, la percentuale di popolazione a rischio povertà nel Sud è passata dal 42,7% al 46,4%; al Nord dal 16 al 17,4%.
Il divario cresce.
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