Pupari, dinamite e pizzini | Ecco la verità di Massimo C. - Live Sicilia

Pupari, dinamite e pizzini | Ecco la verità di Massimo C.

Massimo Ciancimino ha finito la sua deposizione al processo Mori, seguita in diretta video da Livesicilia. Nell'articolo trovate le sue affermazioni più importanti, minuto per minuto. Da mister X, alla dinamite, all'archivio di suo padre, ai pizzini.
La deposizione di Ciancimino
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Massimo Ciancimino ha ripreso il suo posto di testimone d’accusa sulla “trattativa” tra Stato e mafia. Stavolta come detenuto è comparso nell’aula della quarta sezione del tribunale di Palermo, per il processo al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di avere favorito Cosa nostra. S

In un primo momento Ciancimino era stato citato per il 26 aprile ma l’udienza era stata rinviata dopo il fermo del figlio di don Vito con l’accusa di calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Ecco la cronaca dell’udienza.

11.02 Il pm Di Matteo ha mostrato i documenti che Massimo Ciancimino ha consegnato l’8 marzo 2010. Si tratta di un manoscritto del padre, l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. L’ex primo cittadino sosteneva che De Donno e Mori avevano volutamente datato in maniera falsa gli incontri fra don Vito e gli stessi carabinieri.

11.06 “Mio padre era stato contattato dai difensori dei Graviano e di Riina per testimoniare e sbugiardare Mori e De Donno al processo sulle stragi. Mio padre non lo fece su indicazione del signor Franco. Decise di rispettare i patti che aveva fatto con quest’ultimo e si avvalse della facoltà di non rispondere”.

11.09 Il pm mostra una lettera al presidente della Banca d’Italia, Antonio Fazio. E’ stata scritta da don Vito. Ciancimino dice di averla ricevuta dal misterioso suggeritore (il famoso puparo), ma non fa il nome, lo chiama “mister X”.

11.22 “Mi disse che mio padre era stato vittima della trattativa portata avanti da Mancino, Amato, De Gennaro. I documenti che ho consegnato provengono tutti dall’archivio di mio padre. Dopo il 7 aprile 2010 sono stato avvicinato da questo mister X. Mi ha citato alcuni personaggi a me cari. Sosteneva di essere stato perseguitato da De Gennaro e Falcone. Mister X era un carabiniere, autista del generale Paolantoni. L’ho incontrato a Palermo e Bologna. Mi ha dato una serie di documenti. Voleva che li consegnassi io ai pm. Lui non voleva apparire”.

11.28 “Mi ha promesso di darmi pure un manoscritto autentico di De Gennaro indirizzato a mio padre. Mi diceva di stare tranquillo: con questo documento non possono accusarti della calunnia”.

11.31 “Mister X mi ha detto di non parlare più con i pm su Mori ed altri. Perché diceva che erano stati altri a portare avanti la trattativa. Mi disse che era stato De Gennaro a organizzare l’intercettazione in Calabria per screditarmi. Mi suggerì di allontanarmi da Palermo. Di stare attento. E dopo pochi giorni mi è stato recapitato il pacco con la dinamite a casa”.

11.41 Il pm chiede allora a Ciancimino perché non ha parlato prima della dinamite con la scorta. Ciancimino risponde: “Perché temevo che mi dicessero che mi ero inventato tutto. Ero certo che l’opinione pubblica avrebbe pensato che mi ero inventato tutto perché il Prefetto Caruso mi stava togliendo la scorta”.

11.48 “Sto rispondendo alle domande dei pm. Nel momento in cui devo fare nomi importanti mi servono delle prove cartacee. Altrimenti rischio la calunnia. Ecco perché non ho detto prima alcune cose e invece dicono che faccio ammissioni a rate. Con le mie dichiarazioni ho peggiorato la mia situazione giudiziaria. Se mi stavo zitto era meglio. Vado avanti perché ho fiducia nei magistrati. Lo faccio per mio figlio”.

12.20 “Io ho trovato la lettera a Fazio nella mia cantina di Bologna. Poi mister X me ne ha mandato una copia senza la firma di mio padre. Non so se la lettera sia stata recapitata. Mio padre mi confidò che era opportuno scrivergli perché era possibile un suo ingresso in campo. Poteva prendere in mano l’elettorato della Democrazia Cristiana che nell’aprile del 1992 si stava sfaldando”.

12.26 “Ho consegnato due lettere a Luciano Violante nella sede dell’antimafia a palazzo San Macuto. Mio padre voleva essere sentito”.

12.34 Documento del 13 settembre 2010. “Ne avevo parlato con mio padre – dice Ciancimino jr – tra il 2000 e il 2002”. Il pm dice che nella prima facciata si legge: “Ho fatto leggere al colonnello l’articolo de ‘il mondo’… ho aderito alla richiesta di Mori … anche io sono a rischio… sto andando in una direzione indicata da mio figlio Massimo”.

12.46 Il pm mostra il pizzino col nome di De Gennaro, per il quale Ciancimino è stato arrestato per calunnia.

12.50. Ciancimino: “Ho ricevuto questo scritto da mister X per posta. Mi disse che lo aveva avuto da mio padre. Ho scritto io i nomi tranne quello di De Gennaro. Me lo dettò mio padre per ricordare i suoi rapporti con le istituzioni. Ho scritto sotto la dettatura di mio padre. Mi sono meravigliato. C’erano nomi che non avevo mai sentito dire prima. Contrada, ad esempio, sapevo che aveva fatto arrestare mio padre”. Pm: “Il nome Gross è collegato con una freccia a De Gennaro”. Ciancimino: “Non ho scritto io De Gennaro. Ho chiesto a mio padre nel 2000 chi c’era dietro Gross. E mio padre mi disse che c’era De Gennaro. Poi mister X mi consegnò lo scritto col nome di De Gennaro”.

12.57 Il pm: “Lei ha però dichiarato di avere assistito mentre suo padre scriveva De Gennaro”. Ciancimino: “Ricordavo male. Mio padre aveva solo cerchiato il nome ‘Gross’. Non c’era il nome di De Gennaro, ma mio padre mi disse che Gross era il collegamento con De Gennaro”.

13.18 “Mio padre scriveva con una Olivetti. Ne aveva però un’altra più piccola con cui scriveva le lettere a Provenzano. Le teneva sotto il letto. Non sono state sequestrate, non so dove siano finite”.

13.22 Inizia il controesame da parte dell’avvocato Basilio Milio. L’archivio segreto di Vito Ciancimino, che è stato trovato dalla Dia sabato scorso dopo l’indicazione del figlio Massimo, si trovava già nella casa palermitana del testimone da tre anni, come dichiarato dallo stesso Ciancimino jr. Milio chiede quante perquisizioni ha ricevuto. “Quattro – risponde Ciancimino – in un locale non catastato ho fatto trovare molto materiale. Una parte era in una cassetta di sicurezza in Liechtenstein”.

13.37 L’avvocato Milio: “Lei ha detto che la nomina dell’avvocato Amato fu suggerita a suo padre da Mori e De Donno”. Ciancimino: “E’ vero. In totale abbiamo speso 25 milioni di lire”.

13.40 Milio chiede a Ciancimino: “Lei conosce Strangi? Non ne posso parlare. Prima devo farlo con l’autorità competente”. E subito dopo aggiunge: “Ho parlato con Strangi, la conversazione è stata mal interpretata”.

13.51 Milio: “Lei ha detto a Strangi che poteva attingere notizie sulle indagini?” Ciancimino: “Risponderò nelle sedi appropriate. Comunque non ho mai avuto rapporti con la ‘ndrangheta”.

13.58.  Ciancimino: “Ho ricevuto 50 candelotti di dinamite con una richiesta di soldi di Messina Denaro. Nel biglietto c’era la foto di mio figlio che entrava nella macchina di scorta e la scritta: stai attento a cosa dici”.

14.06 Ciancimino dice di avere deciso di raccontare la vicenda della dinamite dopo un confronto con la moglie, che gli ha detto: “Racconta tutto. A costo che andiamo a vivere in Papuasia”.

14.20 L’avvocato Milio: “Il contro papello a chi era destinato?” Ciancimino: “Era un documento che mio padre doveva fare vedere a Provenzano”. L’avvocato: “A proposito del post-it allegato al papello, come si spiega il fatto che suo padre – prudente com’era – allegasse un post-it che comprovava le sue responsabilità?” Ciancimino: “Mio padre era certo che non avrebbero mai perquisito casa nostra”.

14.55 Il presidente Mario Fontana incalza: “Non le sembra un non senso ricevere della dinamite e non dirlo ai pm?” Ciancimino: “Avevo paura, una parte l’ho fatta buttare. Era avvolta con un panno e c’era la foto di mio figlio. Ho avuto paura. A poco a poco me ne sono liberato, non volevo mettere paura a mia moglie”.

15.04 Il pm: “Suo padre aveva rapporti con il generale Subranni, allora capo dei Ros?” Ciancimino: “Mi disse che lo conosceva, ma non altro. Mi disse che era inquadrato, nel senso che era manovrabile”.

15.07 Pm: “Lei ha detto che si è disfatto di parte dell’esplosivo. Come?” Ciancimino: “Vorrei omettere nome e cognome. A voi pm l’ho detto, ora preferirei non dirlo. E’ un amico a cui ho chiesto un favore. Gli ho spiegato la situazione, che mia moglie sarebbe tornata a Bologna. Gli ho chiesto di buttare il sacchetto in mare. E così ha fatto”. Il pm insiste: “Non vuole fare il nome?” Ciancimino: “Preferisco di no”


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Commenti

    Bene scusate allora mi viene da farw due domande.
    1. Perche non vediamo come si chiamava +’autista?
    2. Se poco dopo glia hanno recapitato la dinamite mi chiedo quindia ha una decina di anni che ha la dinaminte a casa.
    Oppure euna cosa recente questo incontro.

    Ma ilcartone animanto non e finito qui perche tedra(ciancimino) parlera ancora del mr. X

    “L’ex primo cittadino sosteneva che De Donno e Mori avevano volutamente datato in maniera falsa gli incontri fra don Vito e gli stessi carabinieri.”

    Ci sono una valanga di documenti, ancora sino alla vigilia della sua morte, dove Vito Ciancimino data i suoi incontri con Mori ad agosto, esattamente come li data Mori. Ora: da un lato don Vito scrive una gran quantità di carta, dal 93 sino ancora al 2002, dove degli incontri con Mori da SEMPRE una versione (vedi “paradigma di collaborazione”) ed una datazione precisa, salvo un unico e solo documento dove avrebbe scritto, chissà perchè, il contrario di quanto ha sempre scritto, scrivendo che avrebbero detto falsa testimonianza sulla datazione, documento che guarda caso però è ritagliato e tronco, tanto che non si capisce quale sia l’oggetto della falsa testimonianza e dobbiamo farcelo SPIEGARE dal figlio. Invece le carte dove egli data gli incontri ad agosto (che, ripeto, sono copiose), quelle non sono tronche. Non si ha che da leggere il pizzino con attenzione, e leggere i verbali delle deposizioni di Mori e De Donno, per capire che egli con tutta probabilità si riferisce ai retroscena del suo arresto del dicembre 92, quando parla di falsa testimonianza, e non alla datazione dei suoi incontri con Mori.

    l’audio non va bene

    Noi non riscontriamo particolari problemi. A parte qualche “salto” normale. Grazie.

    CHE SUCCEDE? ADESSO MI CENSURATE? ALLORA E’ VERO CIO’ CHE SI DICE DELLA VOSTRA TESTATA GIORNALISTICA… SEITE STATI PURE VOI PAGATI DAL NANO MASSI?

    forse era un problema mio. Grazie a voi. Saluti

    Lei ha scritto un post pieno di insulti che la qualifica, certamente, come persona di insicura educazione. Ma siccome noi siamo ottimisti, aggiungiamo un “forse”. Affettuosi saluti.

    Mi scusi dottor Puglisi, ma non l’hanno informata che la quantità di parole da usare ogni giorno ha un limite? Allora, mi spiego con un esempio. La quantità della parola “forse” oggi era quasi esaurita. Ce n’era un’ultima a disposizione. E l’ha usata lei per rispondere alla signora Anna. Io stavo per intervenire dicendo che “forse aveva bevuto pessimo vino” ed ora non posso più farlo. Senza il forse. La prossima volta mi chiami. Grazie.

    Se la nota circa l’educazione fosse rivolta a me..riscrivo…spero, in maniera più educata,e, spero ancora,secondo i Suoi parametri di “educazione”.
    Questo signore, detto “Il Nano” da tutti i suoi amici del circolo Lauria, (NANO era il nomignolo che il Ciancimino accettava con piacere), è stato intercettato mentre candidamente dichiara di “possedere la chiave della Procura di Palermo e di entrare e uscire da tutte le stanze dei PM con disinvoltura; ha dichiarato inoltre di poter scegliere con facilità sia i giudici con cui collquiare sia il custode giudiziario che amministra i suoi beni sequestrati. Il papà di Massimo, sig.Vito, ex-barbiere , tra i figli, lo chiamava “lo stupido(in siciliano)” e non lo aveva mai degnato di attenzioni se non per tutti i soldi che il Nano spendeva per avere la macchina, la moto, la casa, il gommone, le fidanzate e le vacanze più belle di tutti. Suo padre, al momento dell’arresto, pensò…chi dei miei figli posso usare senza rovinarlo? Gli altri si sono tutti RIpuliti…hanno studiato, lavorano, sono seri ed impegnati…la sorella è Femmina…dunque l’incensurato Nano, ancorchè stupido come una pietra, è il più adatto alla ripulitura del patrimonio prima che io(il vito) ci lasci le penne, capra e cavoli. Ieri il nano ha esordito con i PM così: vi dico ciò che volete ma lasciatemi libero. la frase da sola parla…Ditemi che devo dire ma lasciatemi andare a casa… diciamo che non ci sarebbe niente da aggiungere se non che questo signore è un pericolo per la collettività. Non sappiamo se è in grado di far cadere un palazzo pur di dimostrare ddi essere un bersaglio di non so quale Boss o Colletto bianco. Ad ogni modo, mentre un comune cittadino che non dimostra la provenienza di una scacciacani senza il tappetto rosso rischia sino a 5 anni, questo signore ha a casa la dinamite e lo lasciamo andare?
    Ad ogni modo, la debolezza del teste, disposto a dire ai PM “tutto ciò che volete pur di uscire di qui” dimostra che, a breve, avremo nuove rivelazioni, come quella che il Nano Massimo ha partecipato alle feste del Bunga Bunga, pagando anche lui, come era noto a tutti, qualche prostituta, ops, escort per non essere maleducati, insieme al Silvio nazionale.
    meditate gente meditate.
    PS spero che i toni e le parole di questo commento non urtino la suscettibilità di nessuno.
    Grazie
    PS 2 Ad ogni modo, laddove questo commento venga censurato, lo ricopierei su altri cento siti giornalistici online, aggiungendo, questa volta, che il moderatore di questa testata censura gli anti-ciancimino.
    Anna

    L’avvocato: “A proposito del post-it allegato al papello, come si spiega il fatto che suo padre – prudente com’era – allegasse un post-it che comprovava le sue responsabilità?”

    Ciancimino: “Mio padre era certo che non avrebbero mai perquisito casa nostra”.

    *

    Dai verbali di interrogatorio in procura di Massimo Ciancimino:

    “…mio padre aveva paura, visto che poi lo toccava lui, (sta parlando di un documento – ndr) che tutto questo potesse lasciare impronte digitali, infatti voi se avete preso… quando HANNO FATTO UNA PERQUISIZIONE A CASA DI MIO PADRE, c’era sempre, lui diceva che usava il giornale per leggere… cioè questi guanti in lattice, lui fondamentalmente diceva: fai una copia… voleva che andavo a fare io la copia, con i guanti addirittura eeh, la portavo… e le sue impronte no, perché non dovevano esserci, anche perché era già schedato, mio padre nell’84 era stato arrestato per il periodo di un anno…”

    datte na carmata

    Non mi interessa se gli facesse piacere o no. Ogni altro commento con l’appellativo “Nano” riferito a Ciancimino verrà cancellato.

    ….non capisco queste censure: l’appellativo era di suo padre, tutta palermo e dintorni sa e la redazione censurà! Ma spogliatevi da questa prosopopea ed arroganza che avete. “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”.(Johann Wolfgang Goethe)

    Se non altro, ci mettiamo nei panni dei nani. Saluti minuscoli.

    Concordo con la scelta del dottor Puglisi: gli appellativi offensivi o deridenti imbruttiscono i contenuti e hanno soltanto la funzione di “sfogatoio” per chi li utilizza. Domanda: come la mettiamo con un altro personaggio pubblico…? Come la mettiamo con Berlusconi…?

    come siete umani. Saluti da 1.92 cm

    …..e voi pensate che verso un personaggio del genere ed in particolare verso suo padre non ci si possa “SFOGARE”. Se viviamo così male in questa città lo dobbiamo anche a loro, e dovrei non “Sfogarmi”. Ma fatemi il piacere! ….e sopratutto, gli atteggiamenti lapidari e prentori che si usano non fanno altro che confermare la mia sfiducia veso la parola libertà, per la ragione che nessuno vuole la libertà per tutti; ciascuno la vuole per sé.

    mi viene da vomitare ….. lo schifo più totale. Falcone e Borsellino si stanno rivoltando nella tomba.

    Dunque, abbiamo un testimone de relato, le cui fonti sono il “signor Franco” (nessuno sa chi sia) e ora anche MISTER X

    Attendiamo con ansia dichiarazioni su Mandrake e Superciuk!

    Antonio Triolo

    Scusate ma parlare di ‘verità di Ciancimino’ mi
    sembra una contraddizione in termini! Trovate un titolo che denoti la vostra attenzione ai fatti e non al fumo.

    Chissà se Ciancimino ci racconterà anche i retroscena, oscuri, della guerra tra Roma e Cartagine: dietro la quale, sono certo, emergerà l’ombra di Berlusconi e dei suoi accoliti. Immagino quali saranno le fonti: signor Tizio, signor Caio, signor Sempronio.
    Quando finirà questa infinita vergogna?
    La Procura di Palermo è finalmente riuscita nel suo intento: far dimenticare gli eroi che l’hanno guidata, creare una profonda disaffezione nei cittadini onesti (e intelligenti), delegittimarsi da sola. E restare da sola: senza potersene minimamente lamentare (è inutile che ora si venga a piangere, e si invochi rispetto: il rispetto si guadagna sul campo, non si mendica).

    Caro sig. Puglisi, dai commenti noto una clientela piuttosto scarsa, forse la seguono perchè non hanno i soldi per comprarsi un giornale. Pochi fanno commenti costruttivi, per scoprire la verità, ma molti ironizzano, sghignazzano, insultano, offendono, si credono sapienti, giudicano, fanno processi, …..
    MA LO VOLETE CAPIRE CHE LA MAFIA UTILIZZA LA POLITICA ?
    LO STATO CON I SUOI RAPPRESENTANTI UTILIZZA LA DELINQUENZA IN GENERALE PER AVERE MAGGIORE POTERE E TOGLIERE DI MEZZO LE PERSONE SCOMODE ?
    State attenti che continuando così, prima o poi anche voi entrerete in GIOCO e …. ALLORA FARETE LA FINE DI CIANCIMINO. AH,AH,AH,AH,AH, AHHHHHHHHHHHHHH ……………….

    IO
    caro IO concordo pienamente quello che hai scritto.

    LA POLITICA è IL MALESSERE DI TUTTE QUESTE PORCHERIE.

    I VERI DELINQUENTI AUTORIZZATI SONO LORO,MA NON APPENA IL VENTO CAMBIA ALCUNI POLITICI VENGONO USATI COME CAPRO ESPRIATORIO, MA IL GIOCO CONTINUA.

    ED IN CONCOMITANZA CON GLI ALTI POTERI DISTRUGGONO LA GENTE CHE PROVA A LAVORARE ONESTAMENTE, QUINDI CAMBIANO I PERSONAGGI MA IL GIOCO RIMANE SEMPRE LO STESSO.

    DELUSIONE E INDIGNAZIONE.

    @ a IO: primo “lo scarso è lei, ed anche di prima categoria”; secondo il livello dei commenti è commisurato alla qualità delle notizie e degli eventi collegati alla notizia. Ma la sfiora minimamente il dubbio che in un altro paese, e forse anche in un altra regione d’Italia (Milano esclusa), il sig. ciancimino marcirebbe in galera già da un bel pò????? La sfiora il dubbio che in qualsiasi altra procura d’Italia, nessun P.M. avrebbe gestito Ciancimino come lo ha gestito la procura di Palermo??? Vogliamo tutti la verità ma mi sa tanto che si stia inutilmente e volutamente perdendo tempo, visti i nomi che ci sono in mezzo, nella trattativa Mafia-Stato: Ciampi, Mancino, Scalfaro, Conso …. ecc. ecc. Se poi vuole può darmi i soldi per comprare i giornali, decido io quali comprare o me li suggerisce lei?????

    Io penso che prima di commentare (in un senso o nell’altro) occorra riascoltare TUTTE le udienze del processo Mori.
    Io credo che ogni cittadino dev’essere davvero partecipe di ciò che accade non semplicemente acquistando i giornali ma “presenziando” a tutte le dinamiche che un processo come questo porta con sè.
    Entrando nello specifico, invito tutti a riascoltare sia l’udienza di ieri, che quelle di febbraio e marzo 2010 e poi stabilire se Ciancimino è o non è attendibile.
    Io ho fatto così e un’idea ce l’ho.
    Solo così eviteremo di creare fazioni preconcette anche quando non ve n’è ragione.

    Caro Direttore, scusi ma devo proprio insistere…
    …faccio parte del gruppo dei coetanei di Massimo…ed ho avuto modo di frequentarlo…come conoscente.
    “NANO” era il soprannome che Massimo stesso utilizzava.
    LUI stesso lo aveva pure serigrafato sul casco e sulla tanica della splendida BMW PARIS-DAKAR, Bianca e Arancione Fluo, modello unico a Palermo. E’ storia.Parliamo del 1990.
    Tra l’altro, Massimo, diceva sempre:
    “Sono quasi calvo ma posso farmi innestare i capelli…ma per l’altezza non bastano tutti i miei soldi”
    Guardi che può facilmente informarsi con chiunque lo abbia conosciuto, vada a Mondello da Caflish e chieda alla cassa: Mi sà dire chi era “il NANO”?
    E’ lui che si è dato questo nome. Forse era scritto csì pure sui conti dello stesso Bar…
    Si informi, si documenti.
    grazie

    Insisto anche io. Lei usa il termine “nano” in senso dispregiativo. A Massimo Ciancimino non importa? Ci sono persone affette realmente da nanismo che non meritano l’irrisione involontaria. Punto e basta.

    Per il resto non posso che RIPETERE E CONFERMARE che il Ciancimino è stato intercettato mentre candidamente dichiara OGGI di “possedere la chiave della Procura di Palermo e di entrare e uscire da tutte le stanze dei PM con disinvoltura; ha dichiarato inoltre di poter scegliere con facilità sia i giudici con cui collquiare sia il custode giudiziario che amministra i suoi beni sequestrati. Io continuo a dire che una persona che ha in casa la dinamite sufficiente a fare un attentato, anche solo a se stesso, deve restare in galera.
    Gli altri inquilini del palazzo di Massimo, comprato con i soldi dei palermitani, ormai non VIVONO più… colpevoli di MALVICINATO.
    La legge sui pentiti porta i “collaboratori di Giustizia” al confino, relegati in paesini di montagna, sotto falso nome.
    Questo qui maneggia dinamite nel Suo (Nostro)salotto al centro di Palermo.
    Ripeto: se un comune cittadino (INCENSURATO)che non dimostra la provenienza di una scacciacani (!) senza il tappetto rosso rischia sino a 5 anni, questo signore (PREGIUDICATO E CONDANNATO) tiene in casa la dinamite e lo lasciamo andare?
    Ad ogni modo, la debolezza del teste, disposto a dire ai PM “tutto ciò che volete pur di uscire di qui” dimostra che è capace di dire tutto.
    BUTTATE LA CHIAVE!
    PS spero che i toni e le parole di questo commento non urtino la suscettibilità di nessuno.
    Grazie
    Anna

    Quando alcune delle dichiarazioni di massimo ciancimino saranno riscontrate, allora anche anna si ricrederà..anzi no, come l’altro bassetto, continuerà a dire che è tutta una manovra dei pm contro di lui…siamo un popolo di santi, navigatori, commissari tecnici della nazionale e giudici al posto dei giudici. Lasciate lavorare i giudici e le forze dell’ordine: sono garantista, ma meglio un innocente dentro che 1000 delinquenti a piede libero. E basta difendere i politici, solo perchè sono nostri amici…

    Egr. Massimo
    Guardi che io non ho alcun dubbio che il Bassetto Ciancimino conosca verità utili ai PM. Anzi, ne sono certo.
    Purtroppo, ripeto, è un Megalomane e come tutti coloro che soffrono di questa malattia psichica, non del tutto credibile.
    E questo è un vero peccato…perchè purtroppo anche le verità diventano poco credibili.
    La sua debolezza poi, disposto a dire ai PM “tutto ciò che volete pur di uscire di galera” purtroppo conferma e dimostra che è capace di dire tutto, e con mio timore, di FARE tutto…ad esempio far saltare in aria il proprio palazzo per dimostrare di essere un BERSAGLIO da difendere; non importa se qualcuno si fa male.
    E questo, mi scusi se insisto, è GRAVISSIMO! Certamente è più grave mettere a repentaglio nuove vittime innocenti che conoscere se e come si è arrestato prima Riina e poi Provenzano, se erano amici del nanetto Silvio, della polizia, dei carabinieri, dei giudici etc etc.
    Anche perchè, se mai si conoscesse una nuova ed inquietante verità, tutti i sospettati sarebbero già morti o decrepiti e nessuno, e dico nessuno, sconterebbe la giusta pena.
    Io, mi perdoni, ma continuo a dire che se Lei o IO (da Incensurati), avessimo in casa una scacciacani senza il tappetto rosso rischieremmo una condanna sino a 5 anni di reclusione; il Bassetto, come lo chiama Lei, è una persona che ha in casa la dinamite sufficiente a fare un attentato, anche solo a se stesso, e tra qualche giorno tornerà in giro vicino ai SUOI FIGLI ED ANCHE AI MIEI…libero di girare a Palermo…con qualche detonatore in tasca…nel Suo (Nostro)salotto al centro di Palermo.
    R I P E T O
    BUTTATE LA CHIAVE! forse otterrete qualche verità VERA e non metterete a repentaglio la vita (ed aggiungo l’Onore)di tanti altri palermitani ONESTI.
    PS spero che i toni e le parole di questo commento non urtino la suscettibilità di nessuno.
    Grazie
    Anna

    “Quando alcune delle dichiarazioni di massimo ciancimino saranno riscontrate”

    Massimo, lei ha una pallida idea, numericamente parlando, di quante dichiarazioni di questo testimone sono già state invalidate o sono risultate contradditorie?

    Non glielo domando per difendere i politici, mi creda.

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