Torna il rapinatore "gentiluomo" |Indagato per un altro colpo in banca

Torna il rapinatore “gentiluomo” |Indagato per un altro colpo in banca

frame tratto dalle immagini di videosorveglianza della banca

Era balzato agli onori della cronaca per il suo modus operandi: al termine della rapina mandava baci alle vittime. Questa volta il Gip di Messina ha emesso un'ordinanza perchè ritenuto il responsabile della rapina in una banca di Santa Teresa Riva commessa lo scorso ottobre.

Carabinieri di Taormina
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Salvatore Cavallaro

TAORMINA – Ieri i Carabinieri di Taormina hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal sezione dei Giudici delle Indagini preliminari di Messina nei confronti di Salvatore Cavallaro, giovane rapinatore catanese di 22 anni. Il provvedimento è stato notificato nel Carcere Circondariale di Ragusa dove l’uomo è già detenuto perchè ritenuto responsabile di due rapine in due istituti di credito di Modica (RG) e Piedimonte Etneo (CT).

Il provvedimento eseguito ieri fa invece riferimento ad un altro episodio avvenuto nel Comune di Santa Teresa di Riva. L’ordinanza, nello specifico, scaturisce dalle attività investigative conseguenti ad una rapina perpetrata ai danni della Banca Monte de Paschi di Siena con sede in via Porto Salvo.

Era il primo ottobre dello scorso anno quando un ragazzo molto alto, a volto scoperto e armato di taglierino, aveva fatto irruzione nella filiale minacciando clienti e operatori. L’uomo in quell’occasione scavalcò le scrivanie e raggiunse l’operatrice allo sportello. La donna, evidentemente terrorizzata, sotto la minaccia del cutter, consegnò oltre seimila euro. Anche il direttore della filiale, intervenuto in soccorso fu, allo stesso modo, minacciato. Il rapinatore si dileguò, poi, senza lasciare tracce.

Sul posto erano intervenuti i Carabinieri della Stazione di Santa Teresa di Riva e l’unità investigativa della Compagnia. Sulla base delle dichiarazioni dei testimoni si era proceduto alla acquisizione delle tracce lasciate sulla scena del delitto e dei filmati. Il rapinatore aveva operato a volto scoperto e con un abbigliamento appariscente, una tuta da lavoro arancione con strisce catarifrangenti. Particolarmente accentuati erano poi alcuni tratti somatici che, insieme a tutti gli altri numerosi indizi, hanno di fatto consentito agli investigatori l’identificazione del colpevole nel CAVALLARO dopo che lo stesso era stato arrestato a Ragusa per altre rapine.

I Carabinieri hanno acquisito i dettagli di quell’operazione ed hanno effettuato ulteriori raffronti. Tutti i tasselli fina a quel momento acquisiti ed i nuovi riscontri effettuati, hanno portato alla precisa ricostruzione del puzzle. Gli investigatori sono ancora al lavoro per individuare eventuali complici.

 

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