Tornatore incorona la Sicilia: "È un palcoscenico" - Live Sicilia

Tornatore incorona la Sicilia: “È un palcoscenico”

Il regista premio Oscar si è collegato in streaming durante la 67ª edizione del Taormina Film Fest 2021
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Un inno alla Sicilia. Il documentario Lo schermo a tre punte di Giuseppe Tornatore, a sottolineare il rapporto con il territorio e l’amore incondizionato del cineasta siciliano per l’isola, a conclusione del programma cinematografico della 67ª edizione del Taormina Film Fest 2021. Il regista premio Oscar con Nuovo Cinema Paradiso nel 1990, è riuscito a trasmettere scenari ironici, anche descrivendo sequenze drammatiche. Tratti e comportamenti di “una terra amata e martoriata”, quella siciliana, che Giuseppe Tornatore, conosce bene e ne dà “un’immagine trasversale e dalle mille sfaccettature”.

L’autore, in collegamento streaming, durante il confronto con uno dei due direttori artistici del TaoFilm Festival 2021, Federico Pontiggia, parla della “sua Sicilia” come luogo cinematografico, precisando che prima di lui, “un grande siciliano come Leonardo Sciascia, aveva motivato il connubio isola-cinema sostenendo che “la Sicilia è di per sé un
cinema”. “Questa isola – aggiunge Tornatore – è un palcoscenico spontaneo, dove i siciliani, attori nati, combattono ogni giorno le tragicità della vita. È un contenitore di storie e contraddizioni, di eventi drammatici o divertenti, musa
ispiratrice di tanti artisti e autori, in grado di raccontare vicende universali, dall’amarezza alla tristezza, una terra, in cui “ si può fare tutto”, ricca di storia e cultura, un punto di riferimento dal quale partire per andare avanti e perfezionarsi”. “Lo schermo a tre punte”, girato nel 1995, rappresenta la Sicilia e i Siciliani in modo inedito, attraverso più di 500 scene tratte da circa 100 film, ambientati nell’isola e fuori dall’Italia, in un’antologia cinematografica suddivisa in 14 capitoli, con il contributo del montatore Lorenzo Quaglia, prodotto dall’ Istituto Luce, Sciarlò. Opera unica nel suo genere, in cui il regista palermitano originario di Bagheria, aiutato da una squadra di giovani ricercatori, descrive la sua terra e la sua gente attraverso frammenti audiovisivi di 163 film di finzione, 100 registi, di 2 programmi televisivi e dall’archivio dell’Istituto Luce. Una selezione filmica che mostra tutto ciò che il cinema ha rappresentato dei siciliani, grazie alla Sicilia Film Commission che ha finanziato la digitalizzazione del film esistente solo in 35mm. Si comincia con “Carta geografica” e si termina con “Sciascia”, con un’intervista di Tornatore al celebre scrittore di Racalmuto.

Bastano i titoli dei capitoli per dare un’idea del taglio versatile e del tono che passa dal tragico al comico: “Storia”, “Sicilia e Siciliani”, “Urlo”, “Risata”, “Gesti codici linguaggio” (uno dei più divertenti), “Baffo”, “Omertà”, “Proverbi e massime”, “Donna”, “Baci e baciamani”, “Sentenza”, “Delitti e cadaveri”. Una pellicola a tratti ironica, a tratti drammatica, allietata dalle musiche di Ennio Morricone ed Egisto Macchi, che racconta gli animi, i temperamenti e gli stereotipi sui quali la cinepresa ha costruito negli anni, inconsciamente, un’immagine della Sicilia, patria di Pirandello, Sciascia e Bellini.


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