Tragedia di Corleone, l’appello di ParlAutismo: ascoltate la nostra voce

Tragedia di Corleone, l’appello di ParlAutismo: ascoltate la nostra voce

Rosi Pennino, fondatrice dell’associazione, denuncia: ci sono risorse ferme nelle Asp

PALERMO. “La comunità dei genitori di ParlAutismo si stringe fortissimo al dolore straziante dei fatti di Corleone. Non possiamo che rivederci in tutto quello che è accaduto, perchè ogni giorno viviamo la dimensione nostra, delle nostre famiglie e dei nostri figli, legate all’incertezza del futuro, alla difficoltà di portare il peso degli anni che avanzano”. A dirlo è Rosi Pennino, fondatrice dell’associazione nazionale ParlAutismo, sulla tragedia avvenuta ieri a Corleone.

“Per queste ragioni, abbiamo bisogno di fare un appello con forza, a chi non vive questa dimensione – continua Pennino -: tacete, perchè il dolore che attraversa l’anima di un genitore che vive sulla pelle la dimensione di un figlio con disabilità non può essere compreso da nessuno”.

Non possiamo ancora sentire parole vuote che parlano del ‘dopo di noi’. Il ‘dopo di noi’ è una legge che nella realtà non si è mai tradotta, che va rivista, corretta. Noi vogliamo una legge che parli del ‘durante di noi’. Ci interessa sapere adesso, mentre siamo in vita, cosa ne sarà dei nostri figli. Occorre sostenere le famiglie oltre che le persone con disabilità, perchè hanno bisogno di supporto e sostegno psicologico durante il corso della propria esistenza. La legge che riguarda il ‘dopo di noi’ va rivista nella modalità di spesa, una modalità di spesa che è stata ancora più complicata e ingessata dalla Regione Siciliana”.

“Ci sono le risorse che riguardano l’autismo, ferme; risorse dedicate, per cui le famiglie hanno lottato, per cui sono stati fatti passi in avanti rispetto alla realizzazione del Piano Regionale Unitario per l’autismo e oggi quelle risorse nelle ASP, lentamente vengono spese e senza una modalità che venga concertata sui reali bisogni. Per queste ragioni lanciamo con forza l’appello del silenzio rispetto a chi non vive la dimensione e in quel silenzio chiediamo che invece venga ascoltata la voce delle famiglie”.


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