Trattativa, Violante a Palermo | Ascoltato sul carcere duro - Live Sicilia

Trattativa, Violante a Palermo | Ascoltato sul carcere duro

Luciano Violante a Palermo per essere interrogato sulle vicende connesse alla trattativa Stato-mafia. Si è parlato di 41 bis.

Palazzo di giustizia
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PALERMO- E’ durato circa tre ore il colloquio tra l’ex presidente della Camera Luciano Violante e i pm di Palermo, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. I magistrati hanno voluto sentire il politico sui fatti del 1993 e in particolare sui mesi che precedettero il mancato rinnovo del 41 bis per oltre 300 detenuti. In una relazione della Dia consegnata a Violante dall’ex ministro dell’Interno si parlava già di trattativa e possibile abolizione del carcere duro. Il rapporto della Dia, che risale ad agosto 1993, precede di poco un altro documento steso dallo Sco, consegnato poi alla commissione Antimafia. Anche in quella relazione veniva messo nero su bianco il sospetto che Cosa nostra cercasse in pezzi dello Stato interlocutori per una possibile trattativa. Il rapporto riservato venne consegnato all’Antimafia, allora presieduta da Violante, ma è rimasto negli archivi fino al 2011.

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Commenti

    L’ altro………………buono !

    Di questo incontro, più che le risposte, sarebbe fondamentale conoscere le domande.

    Per quello che posso capire leggendo e ascoltando quello che dice l’ onorevole Violante ho l’impressione che sia a cucchiara ri tanti pignati
    Venerdi 2 Dicembre mi sono chiesto che centrava l’onorevole Violante alla lectio magistralis tenuta dal senatore Schifani all’ARS dove ha anche dichiarato questo:

    Ricordatevi sempre che anche ‘non prendere’ o ‘ritardare’ le decisioni potrebbe finire per facilitare l’illegalità. Una democrazia sana – ha concluso – e la nostra lo è, va difesa ad ogni livello istituzionale e sopra ogni cosa”

    Dopo quanto detto da De Gennaro in Commissione Antimafia, la scorsa settimana, su quei documenti, specie nel rispondere a Lumia, e vale a dire che quei documenti contenevano considerazioni ed opinioni di carattere generale non conseguenti necessariamente ad informative sull’esistenza di presunte trattative (perchè tali informative non c’erano), per Violante sarà stato come andare in carrozza, se l’argomento dell’interrogatorio era quello.

    In quei documenti “si parlava già di trattativa e possibile abolizione del carcere duro”, nel senso che si IPOTIZZAVA (e De Gennaro ha ribadito: mera ipotesi, priva di riscontro) che gli attentati potessero essere dovuti alla volontà di Cosa Nostra di piegare lo Stato ad un allentamento del carcere duro, che in quei comunicati si auspicava non avvenisse. E allora? Infatti non è mai avvenuto. Anche “il mancato rinnovo del 41 bis per oltre 300 detenuti” del novembre 93 riguardava solo marginalmente l’elite di Cosa Nostra (anzi, probabilmente non la riguardava neppure); tra l’altro, oltre la metà dei detenuti “alleggeriti”, non erano neppure siciliani.

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