Finanziaria, il governo | cerca un'intesa - Live Sicilia

Finanziaria, il governo | cerca un’intesa

Approvati gli articoli del bilancio della Regione. Il voto finale arriverà insieme alla Finanziaria ancora però in alto mare. La discussione in Aula della legge di stabilità si è arenata quasi subito. L'opposizione ha presentato un pacchetto di riforme, nei confronti delle quali il governo è sembrato disponibile. "Ma cambia poco, voteremo contro", promette Musumeci.

Palazzo dei Normanni
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17 min di lettura

PALERMO – Il bilancio è stato approvato. Ma la Finanziaria è in alto mare. Questo lo stato di salute della manovra economica in discussione all’Ars. Una discussione, quella di oggi, infarcita di scontri personali. Di polemiche dirette. Mentre di intese ancora non si parla.

A dire il vero, un passo sarebbe stato fatto. Il presidente della Regione ha richiesto un incontro con l’opposizione. E i partiti di “minoranza” hanno presentato al governatore un pacchetto di interventi che dovrebbe puntare alla “riqualificazione” di una manovra deficitaria. Tra gli interventi richiesti, il sostegno ai comuni al di sotto dei 5mila abitanti, la vendita dei borghi rurali che potrebbe portare nelle casse circa 10 milioni, la chiusura dell’Esa, i contributi alle Province per il trasporto dei disabili, e lo sblocco della mobilità per i 46 palafrenieri dell’Istituto di incremento ippico siciliano. “Ma questo non vuol dire – ha precisato Nello Musumeci – che cambierà il nostro atteggiamento al momento del voto. Il nostro voto sarà contrario, perché comunque non condividiamo l’impianto della manovra”.

L’opposizione ha chiesto al presidente anche la chiusura dell’Ufficio di Bruxelles. Ma Crocetta avrebbe chiesto un anno di tempo, entro il quale il governatore potrà dimostrare l’utilità di quell’ufficio. Ma come detto, al momento l’intesa non c’è. E non a caso la discussione di oggi si è arenata molto presto, di fronte all’articolo 5 (dopo aver accantonato anche l’articolo precedente) quello riguardante le royalties per le compagnie petrolifere.

Non c’è intesa. E, stando a quanto trapela lungo i corridoi del Palazzo, stavolta il governo appare davvero preoccupato. Troppo fresco il ko inferto dai franchi tiratori sulle Province. E inaspettata è apparsa la chiusura apparentemente netta del Nuovo centrodestra a qualsiasi appoggio. Seppur “responsabile”. E, dato per scontato il voto contrario dei grillini, la maggioranza di Crocetta arriva al voto tutt’altro che bilndata.

Così, la seduta di oggi nella quale si è dato il sì definitivo al bilancio e al bilancio interno dell’Assemblea, si è snodata lungo il canovaccio delle polemiche personali. A cominciare da quella che ha coinvolto il Movimento cinque stelle, il governo e il presidente Ardizzone. “Leggo in uno degli emendamenti – l’attacco di Gianina Ciancio – che il governo ha deciso di dare due milioni in più all’Assemblea regionale. Lo reputiamo immorale. Crocetta, lei va in televisione e sui giornali a parlare di tagli, e poi decide una cosa del genere?”. Non si è fatta attendere la replica del presidente dell’Ars: “Alla fine dell’anno verificheremo anche i costi dovuti ai vari contratti stipulati in questo Palazzo. Compresi i contratti del suo gruppo parlamentare. Se davvero aveste voluto ottenere dei risparmi avreste potuto votare a favore dell’applicazione del decreto Monti”.

La polemica ha poi coinvolto il vicepresidente dell’Ars, Antonio Venturino: “E’ strano che il capogruppo Cancelleri si sia distratto e non abbia denunciato la norma che salvaguarda i contratti stipulati all’Ars entro il 31 dicembre. Forse perché anche il suo gruppo ha goduto di questa norma…”. Anche in questo caso, ecco la replica: “Non prendiamo lezioni di morale da un parlamentare che ha promesso agli elettori che avrebbe restituito lo stipendio, per poi cambiare idea”.

Ma il bilancio interno dell’Ars era stato il teatro di un altro scontro. Dopo la lettura delle relazione introduttiva del deputato questore Rinaldi, ha preso la parola Marco Forzese: “Per i casi a tutti noti, e che non voglio qui ricordare, io non mi sento rappresentato da un questore come Rinaldi. Per questo lascio l’Aula”. In questo caso, la replica del deputato Pd si è limitata ad esprimere “fiducia nella magistratura”. Il riferimento è alle indagini sulla Formazione nel Messinese che hanno coinvolto anche gli enti vicini a Rinaldi.

E la seduta si era aperta con uno scatenato Giuseppe Milazzo. Che ha attaccato sui fondi destinati alle associazioni: “Avete solo spostato dall’Ars al governo la porcata della Tabella h”. Da lì, uno scontro ad alta tensione prima con l’assessore Bianchi, poi con Ardizzone, infine con Crocetta. “Se ritiene ci sia qualcosa di irregolare, vada in Procura” ha tagliato corto il governatore.

Per il resto, al di là delle querelle, come detto, i risultati portati a casa riguardano l’approvazione dell’articolato del bilancio e del bilancio interno dell’Ars. Ma l’impressione è che, al momento, si sia percorso solo il tratto più semplice del “tappone” che porterà all’approvazione della manovra. Domani – seduta prevista alle 12 – inizia la salita vera. Arrivano gli articoli più duri della Finanziaria. Il sesto, in particolare, che prevede i contributi agli enti locali. Su quello, e su tanti altri, tra cui l’articolo che riguarda i Forestali, sarà scontro. E la maggioranza di Crocetta non si sente così forte come dieci mesi fa.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA DI OGGI

20.29 La seduta è sospesa e rinviata a domani a mezzogiorno.

20.26 Prende la parola Linda Vancheri, assessore per le Attività produttive. “Le royalties sugli idrocarburi vanno abolite per incentivare la crescita. Basta perdere tempo a decidere se devono essere al 13 o al 15 per cento. Propongo di accantonare la norma e affrontarla meglio in seguito”.

20.18 “Un evidente segnale di debolezza”. In questo modo, molti esponenti dell’opposizione commentano la volontà del governatore di aprire al dialogo con le opposizioni in vista dell’esame della Finanziaria. La rottura col Movimento cinque stelle e le fibrillazioni nella maggioranza (ieri Lino Leanza aveva ammonito: “Il governo inizia col piede sbagliato l’esame della manovra”) potrebbero far mancare la terra sotto i piedi all’esecutivo. Già affondato in più di un’occasione nelle scorse settimane dal voto segreto e dai franchi tiratori.

20.10 Parallelamente alla discussione sul bilancio vanno avanti i colloqui in vista dell’approvazione della Finanziaria. Oggi il presidente Crocetta ha chiesto di incontrare i partiti di opposizione, che hanno presentato al governatore un “pacchetto” di interventi mirati a “riqualificare” la manovra. Tra gli interventi richiesti, il sostegno ai comuni al di sotto dei 5mila abitanti, la vendita dei borghi rurali che potrebbe portare nelle casse circa 10 milioni, i contributi alle Province per il trasporto disabili, e lo sblocco della mobilità per i 46 palafrenieri dell’Istituto di incremento ippico siciliano. “Ma questo non vuol dire – ha precisato Nello Musumeci – che cambierà il nostro atteggiamento al momento del voto. Il nostro voto sarà contrario, perché comunque non condividiamo l’impianto della manovra”.

19.47 Lunghi e numerosi gli interventi sull’articolo 5, in particolare sul tema delle royalties sulle raffinazioni.

19.27 Approvati gli articoli 1, 2 e 3. Il quarto, il più discusso, e sul quale poggeranno gli equilibri di bilancio, per il quale il governo ha presentato una riscrittura, è stato accantonato. Se ne riparlerà in seguito.

19.12 Si discute sull’articolo 5 riguardante “Modifiche e integrazioni in materia di entrate”. Intervengono Alloro (Pd), Falcone (Forza Italia) e Vinciullo (Nuovo centrodestra).

19.05 Si susseguono gli interventi dei deputati: Cimino, Gianni e Cirone.

18.46 E’ iniziato l’esame della Finanziaria.

18.20 Approvato il bilancio interno dell’Ars. Aula sospesa.

18.14 Ardizzone sulla Federico II: “La Fondazione in quest’anno non ha ricevuto trasferimenti dalla Regione e dal parlamento, esclusi i fondi per Cronache parlamentari e i 30 mila euro provenienti dalla Tabella H per l’organizzazione di una serie di eventi culturali e sociali”.

18.10 Rinaldi replica a Forzese: “Le sue parole? Credo siano legate più a questioni inerenti la prima commissione. Io non ho mai replicato alla stampa nè alle sciocchezze che ho sentito. Mi sono detto fiducioso nell’operato della magistratura e preferisco non aggiungere altro”.

18.09 Si passa all’esame degli articoli del bilancio interno dell’Ars.

18.05 Vullo (Pd): “Se quello accaduto con l’onorevole Rinaldi fosse successo con un altro deputato, ci sarebbero state levate di scudi”.

18.00 Giovanni Greco (Pds): “Lei presidente Ardizzone è riuscito a scontentare tutti con la sua gestione. Anche il personale di ruolo. E poi divento un pazzo quando si parla della Federico II. E’ lesa maestà chiedere la documentazione sull’attività della Fondazione?”.

17.55 Tancredi (Movimento cinque stelle): “Venturino parla di coerenza. Se lui fosse stato coerente, avrebbe dovuto dimettersi dalla seconda carica di questa assemblea. Lui è stato nominato non certo per la sua caratura politica, ma perché appartenente al gruppo del Movimento cinque stelle”.

17.50 Cancelleri (Movimento cinque stelle): “Presidente Ardizzone, porti all’interno del consiglio di presidenza il secondo gruppo di quest’Aula e il primo in Sicilia, sulla base dell’esito delle elezioni di ottobre. Le ripresenteremo gli stessi due ordini del giorno presentati l’anno scorso. E riguardano la riduzione dell’auto blu a una sola unità, destinata a lei, presidente. E l’altro è per l’eliminazione dei comandati. Lei dice che avremmo dovuto votare il decreto Monti? Noi siamo quelli che ogni mese restituiscono una buona parte del proprio stipendio in un Fondo che adesso è giunto a un milione. Non prendo lezioni da Venturino: lui ha promesso ai cittadini di restituire parte dell’indennità. Finché non lo farà, non saremo disposti a prendere lezioni da lui”.

17.45 Sudano (Articolo 4): “Non prendiamo lezioni di moralità dai grillini”.

17.42 Milazzo (Nuovo centrodestra): “I tagli non possono essere indiscriminati. Perché finirebbero per colpire i lavoratori. Ma non solo. I tagli che hanno colpito i parlamentari stanno portando molti di noi a chiudere le segreterie. I cinque stelle? Con i vostri metodi democratici avete eletto Venturini (Venturino, ndr) e ve lo piangete”.

17.39 Venturino (Misto): “Strano che il capogruppo Cancelleri, così attento, non abbia mai sottolineato la norma che prevedeva il mantenimento dei contratti dei collaboratori vigenti al 31 dicembre”.

17.33 Ancora botta e risposta tra il deputato Ciancio (Movimento cinque stelle) e il presidente dell’Ars Ardizzone. La parlamentare: “Abbia rispetto per un suo collega eletto dal popolo. Noi non facciamo nè show nè passerelle. Noi crediamo alle cose che diciamo. Ed è questa la differenza tra noi e il resto dell’Aula”. Ardizzone: “Abbia rispetto per il parlamento. Lei ha sbagliato sulle cifre e le cifre sono incontrovertibili. Non accetto che si continui a buttare fango su questo parlamento”.

17.32 Forzese, Drs: “Abbandono l’aula e vado via, non mi sento rappresentato da chi ha illustrato i dati del Bilancio dell’Assemblea, che aveva annunciato che si sarebbe dimesso e non l’ha mai fatto”.

17.30 Greco, Pds: “Questo Bilancio doveva essere cristallino, ma già parte con un’anomalia: lo avete approvato con una dotazione diversa da quella data dal governo”.

17.20 L’aula riprende. Si ricomincia con la relazione del deputato questore Franco Rinaldi (Pd) sul Bilancio interno dell’Assemblea regionale. “Le misure per il contenimento della spesa messe in campo dalla presidenza dell’Ars – dice il capo del collegio dei Questori – cominciano a dare i primi frutti”.

17.04 Sospesa la seduta d’Aula. Si riprenderà con l’esame del bilancio interno dell’Assemblea regionale.

17.03 Approvati gli articoli del bilancio. Il voto finale arriverà dopo la discussione della Finanziaria.

17.00 Prosegue veloce l’approvazione dell’articolato della legge di bilancio. Sì dell’Aula anche agli articoli 4 e 5. Ne mancano solo tre.

16.56 Approvata la rubrica Economia. Poi approvato l’articolo 2 e l’articolo 3.

16.50 Approvate le tabelle del Bilancio della Regione che riguardano i Beni culturali, l’Energia, Autonomie locali e Funzione Pubblica, Istruzione e Formazione, Turismo, Sport e Spettacolo, Politiche sociali e Territorio e ambiente.

16.30 Riprende la seduta d’Aula.

15.30 Falcone (Forza Italia): “E’ servito il nostro impulso per costringere il governo a presentare un emendamento modificativo che mettesse mani ai conti e correggesse persino alcuni stanziamenti in entrata”, così si e’ espresso l’on. Marco Falcone, relatore di minoranza su bilancio e finanziaria, durante la sospensione dei lavori d’aula, dopo l’approvazione dell’art. 1 del ddl di bilancio. Ieri, malgrado i maldipancia di qualche segmento della maggioranza, e’ stata utile la nostra richiesta di rinvio, per poter effettuare alcuni approfondimenti sul disegno di legge di bilancio – ha detto il parlamentare di Forza Italia – e rivedere cosi le entrate e trovare, al contempo, anche delle compensazioni nelle uscite dello stesso strumento finanziario. Dopo avere posto all’attenzione del governo i numerosi punti deboli del bilancio – ha concluso l’on. Falcone – ora lo stimoleremo su altri numerosi aspetti della finanziaria, alcuni dei quali vanno modificati, mentre altri soppressi”.

15.00 Aula nuovamente sospesa.

14.56 Ripresa l’Aula. Si riprende con la votazione degli stanziamenti per i singoli capitoli del bilancio. Approvato l’articolo 1 del bilancio.

14.55 Aula sospesa.

14.44 Si vota un subemendamento dei grillini col quale viene chiesta la soppressione dell’aumento di due milioni dei trasferimenti all’Ars. L’Assemblea però non lo approva.

14.39 Si passa al voto degli emendamenti governativi all’articolo 1 del bilancio. Votati tre dei quattro emendamenti che prevedono alcune modifiche come la riduzione delle previste entrate derivanti dalle concessioni demaniali.

14.32 Milazzo (Nuovo centrodestra): “I bandi sui contributi alle associazioni li fanno gli assessorati, mica io”. Crocetta replica piccato: “Noi abbiamo rispettato la legge, se lei ha dubbi di regolarità, vada a denunciarli in Procura”. Milazzo non si placa. Ardizzone lo redarguisce: “Milazzo, abbia rispetto per se stesso. Lei non rappresenta solo gli irrequieti, ma tutti i siciliani”.

14.26 Crocetta: “Oltre al punteggio, la commissione che ha valutato le istanze ha anche disposto la congruità del contributo. Ma le cifre per le associazioni, che noi avevamo previsto in 20 milioni, sono state ridotte da questa Assemblea”.

14.25 Alongi (Nuovo centrodestra): “Devo dare atto al governo di aver finalmente previsto una norma per i contributi alle associazioni. E sono certo che gli uffici hanno lavorato bene. Ma voglio fare notare che la distribuzione delle somme ha finito per penalizzare paradossalmente le associazioni che hanno ottenuto il punteggio più alto”.

14.23 Cimino (Voce siciliana): “Sono preoccupati dai 400 mila euro in meno per i servizi aerei verso le isole minori. Credo che queste somme siano necessarie per garantire i collegamenti. Io quindi userei i soldi previsti per l’Arsea per rimpinguare questo capitolo”.

14.17 Crocetta: “Siamo stati noi a denunciare lo scandalo dell’Arsea. E come potrebbe funzionare con 200 mila euro? Ma abbiamo avuto numerose sollecitazioni dal mondo contadino. Si tratta di spese per lo start-up, che funzionerà attraverso risorse esclusivamente interne. E senza spese aggiuntive per la Regione”.

14.13 Bianchi riprende: “Sull’Arsea abbiamo avuto la segnalazione da parte delle associazioni di categoria e dall’assessore competente di tenere in piedi l’ente per avere la possibilità di attingere a contributi extraregionali”.

14.11 Bianchi: “Sulle cifre sulla Sanità è stata fatta un po’ di confusione. Lì non c’è alcuna discrezionalità politica, ma si tratta di trasferimenti statali. I quindici milioni in meno sulla mobilità è un successo per la Sanità siciliana: si tratta di Fondi nazionali che vengono ridotti proprio perché i siciliani sono stati costretti meno che in passato ad andare fuori dalla Sicilia. Tra gli interventi discrezionali del governo, viene aumentato lo stanziamento per la manutenzione e restauro dei beni culturali e l’aumento di due milioni di trasferimento all’Ars…”. A questo punto l’Aula è interrotta per un “botta e risposta” ad alta tensione tra l’assessore e il deputato Milazzo.

14.06 Ardizzone: “Vorrei ricordare a tutti che lo stanziamento dell’Assemblea è deciso dall’Assemblea stessa. E il governo avanza la propria proposta. Questa Assemblea, in consiglio di presidenza, ha deciso una riduzione dello stanziamento di 3 milioni di euro, da 152 a 149 milioni di euro”.

14.04 Assenza (Forza Italia): “Non si possono tagliare cento milioni alla Sanità, quando di sacche di spreco in Sicilia ce ne sono tantissime. Sull’Arsea abbiamo speso ore di discussione, e ce la ritroviamo ancora finanziata”.

13.59 Formica (Lista Musumeci): “La maggioranza continua a sollecitare a questo governo delle ‘marchette’, mucche da mungere. Ma come si può pensare una cosa del genere, in un periodo come questo?”.

13.54 Ragusa (Udc): “Il governo pensi all’associazione degli allevatori”. Gianni (Misto): “Non c’è un euro per la Novamusa: che fine fanno i dipendenti e i dirigenti di quella società?”.

13.52 Panepinto (Pd): “Com’è possibile che in bilancio si trovano stanziamenti per l’Arsea per 200 mila euro? Qui c’è stato un ragionamento ampio, che prevedeva la chiusura, dopo le notizie scandalistiche diffuse dalla stampa”.

13.50 Giovanni Greco (Pds): “Io ho settant’anni. Come posso leggere documenti stampati con caratteri così piccoli? Sembra quasi che si voglia nascondere l’emendamento che dà 2 milioni all’Ars…”.

13.48 Alloro (Pd): “Vorrei sapere che intenzione abbia il governo riguardo al futuro dell’Aras”.

13.46 Vinciullo (Nuovo centrodestra): “Credo che la riduzione di 15 milioni sia legata solo alla diminuzione di trasferimenti statali. Se è così, il governo ce lo confermi, altrimenti si tratterebbe di un fatto grave”.

13.43 Milazzo (Nuovo centrodestra): “Dovete bloccare la Tabella H che avete fatto all’assessorato alla Famiglia. Non si è fatto altro che prendere la ‘porcata’ che si faceva in Assemblea ed è stata trasferita al governo. Io voterò contro ogni cosa. E state nascondendo una serie di cose dietro alla questione dei precari”.

13.36 Turano (Udc): “Se ho capito bene, quindici milioni di euro vengono tolti alla mobilità interregionale. Sono quei soldi che il governo destina ai pazienti siciliani che sono costretti, per curarsi, ad andare fuori dalla Sicilia. Fermiamoci un attimo, e riflettiamo”.

13.32 Digiacomo (Pd): “Io mi sarei aspettato una levata di scudi su un altro fatto: la manovra si fonda su una somma di 100 milioni circa sottratta alla Sanità. Non è possibile tagliare cento milioni dal servizio sanitario e non prevedere, ad esempio, le borse di studio”.

13.28 Ardizzone replica elencando le varie riduzioni apportate al bilancio nel corso degli anni. “Alla fine dell’anno – ha contrattaccato poi – verificheremo anche i costi dovuti ai vari contratti stipulati in questo Palazzo. Compresi i contratti del suo gruppo parlamentare”.

13.23 Ciancio (Movimento cinque stelle): “Leggo in uno degli emendamenti che il governo ha deciso di dare due milioni in più all’Assemblea regionale. Lo reputiamo immorale. Crocetta, lei va in televisione e sui giornali a parlare di tagli, e poi decide una cosa del genere?”.

13.18 Si passa all’esame degli emendamenti al bilancio.

13.05 E’ iniziata la seduta d’Aula. Dovrebbe essere quella buona per l’approvazione definitiva del bilancio.

13.00 Riunione in corso a Palazzo dei Normanni tra il presidente della Regione Rosario Crocetta e gli esponenti dell’opposizione.

Dalla frenata di ieri, ai colloqui di oggi. La corsa contro il tempo per l’approvazione del bilancio si snoda anche lungo un percorso ad ostacoli. Con un obiettivo su tutti: evitare che la norma possa essere impugnata dal Commissario dello Stato.

Proprio per questo motivo il governo regionale ha incontrato stamattina il prefetto Carmelo Aronica. Una lunga chiacchierata, quella tra il Commissario e l’assessore all’Economia Luca Bianchi per fugare i dubbi sulle scelte dell’esecutivo. Scelte che hanno portato ieri l’opposizione, con l’assenso del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, a chiedere un ulteriore approfondimento degli emendamenti.

E sul tavolo di Aronica i problemi sembrerebbero quelli che lo stesso Ardizzone, qualche giorno fa in Aula, aveva indicato come “critici”. E sui quali il presidente dell’Ars aveva invitato i colleghi di Sala d’Ercole a “grande attenzione” e a “scelte rigorose”. Non a caso, in quell’occasione, Ardizzone aveva spiegato che i “problemi” riguardavano soprattutto il bilancio, ancor più che la Finanziaria.

E, in base a quanto trapela dal colloquio di stamattina, i punti al centro dell’incontro tra Aronica e Bianchi riguarderebbero in generale la “consistenza” delle entrate. “Entrate aleatorie” ha denunciato ieri in Aula il vicepresidente dell’Ars Salvo Pogliese.

Ma non solo. I dubbi del commissario sarebbero rivolti principalmente sul cosiddetto “fondo di garanzia sui residui attivi”. Una sorta di fondo-cuscinetto che dovrebbe preservare la Regione dai rischi di non riuscire a incassare crediti iscritti da anni (in alcuni casi da decenni) in bilancio. Quel Fondo, inizialmente quantificato in 300 milioni di euro, è stato via via assottigliato. Nel bilancio approdato in Aula quello stanziamento si sarebbe ridotto a una cinquantina di milioni. Una cifra insufficiente, forse, secondo il commissario dello Stato. Così insufficiente da poter ventilare ipotesi di impugnativa. Quel Fondo andrà rimpinguato, quindi. E il colloquio di oggi servirà anche a capire come e con quale entità. E il “come” in particolare preoccupa deputati e governo. Il bilancio è già ridotto all’osso. E riuscire a reperire altri milioni, oggi, pare impresa ardua.

Intanto, proprio in attesa di verificare – è in corso anche una riunione nella stanza del presidente della commissione Antimafia Nello Musumeci – gli equilibri del bilancio, la sedute, inizialmente fissata per le 11 del mattino, non è ancora iniziata. A questo punto, difficile pensare che Sala d’Ercole possa andare, oggi, nella migliore delle ipotesi, oltre l’approvazione del bilancio della Regione e di quello dell’Ars. Ma a quel punto, il bello dovrà ancora arrivare. Ci sarà la Finanziaria. Con centinaia di emendamenti, e con i soliti – quest’anno inevitabilmente più sommessi – tentativi di assalto a una diligenza non più ricca come un tempo. Ma il tempo, appunto, è l’altra variabile. Siamo già ben oltre il limite massimo. E il parlamento dovrà trovare in poche ore certezze e intese che non è stato capace di trovare in settimane di discussioni.


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