PALERMO- “Sono un soldato politico, ieri sera colpendo me hanno colpito l’Idea alla quale appartengo e di cui Forza Nuova si fa strumento” e quindi “un’Italia” che non vuole farsi “legare dai legacci ideologici di una compagine” che sta “aizzando la canea dell’antifascismo militante contro di noi”. Così Massimo Ursino, il dirigente di Forza Nuova aggredito a Palermo. “Né elemosiniamo – aggiunge – la presa di posizione di alcuno o la condanna ipocrita di quelle autorità politiche che almeno moralmente hanno le mani sporche di sangue”.
“Quando vent’anni fa scegliemmo, quali capisaldi della nostra battaglia la lotta all’aborto, all’immigrazione, alla massoneria – dice Ursino in una nota – ci rendevamo conto di aver dichiarato una guerra. Oggi che queste priorità sono state comprese dal popolo italiano che rimanda al mittente il ricatto morale del politicamente corretto, il potere ci chiude ogni possibilità di dialogo cercando di dipingerci nella maniera più turpe, riuscendo a fomentare contro di noi gruppi organizzati dell’ultrasinistra, veri apologeti dell’agguato alle spalle e del rapporto 1 a 10″. “Non è con la mistificazione, non è con la demonizzazione di un movimento politico in forte ascesa come Forza Nuova, non è con le minacce farsesche di scioglimento, non è infine con l’uso sproporzionato e spettacolaristico della forza contro i nostri uomini e le nostre donne che l’Idra a molte teste del Potere riuscirà a soffocare l’avanzata di quel patriottismo per cui siamo disposti a spendere fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultima goccia di sangue”, conclude Ursino. (ANSA)

