Le foto social (questa che mostriamo arriva da Catania, ndr) e le cronache lo confermano. Il generale Vannacci, che è partito alla conquista di una parte della Sicilia elettorale, non è passato inosservato. Tanta gente e tanti giovani hanno presenziato ai suoi raduni isolani. Dal canto suo, Roberto Vannacci, leader di ‘Futuro nazionale’, ha fissato i punti della sua strategia.
Cosa ha detto di ‘siciliano’
Il generale non ha detto, ovviamente, ‘cose di sinistra’. Non avrebbe mai potuto. Ma cose di Sicilia. Per esempio sul famoso Ponte sullo Stretto. Eccolo: “Noi siamo a favore del Ponte sullo Stretto e siamo a favore di tutte quelle infrastrutture che portano ricchezza e progresso. C’è qualcuno che si lamenta dicendo che in Sicilia sarebbe più opportuno tappare le buche nelle strade dissestate, oppure realizzare altre infrastrutture di cui l’isola è carente. Oggi non abbiamo né il ponte, né il resto. Invece Futuro Nazionale crede nella storia che ci dimostra, per esempio, come è accaduto ai tempi dell’impero romano, che la ricchezza si crea attorno alle infrastrutture. Le strade di Roma hanno portato ricchezza, così come il ponte attirerà sviluppo e capitali” (si noti il proverbiale riferimento storico).
La strategia per le elezioni regionali
Non poteva mancare il passaggio strettamente politico. “Se andremo alle regionali in Sicilia? Certo che ci saremo – ha detto Vannacci -. Futuro nazionale rappresenta un partito politico che ha ben chiari quelli che sono i propri principi e i propri ideali”.
Appresso: “Se poi a noi si vorrà aggiungere qualcun altro che sposerà quelli che sono i nostri principi e che non travalicherà quelle che sono le nostre linee rosse ben venga, si potranno realizzare delle sinergie. Io però ho reso chiaro, sin da subito, che Futuro nazionale non negozia le proprie linee rosse, altrimenti si trasformerebbe in uno degli altri numerosi partiti che già costellano l’emiciclo parlamentare italiano”. Né poteva mancare il riferimento alla sicurezza. Che, infatti, non è mancato.
Il peso del generale
Quale potrebbe essere il peso di Vannacci, in Sicilia? Le foto social non bastano. Ma l’Ansa focalizza un tema interessante.
Non solo sindaci eletti o bocciati. Le ultime elezioni comunali aggiornano le quotazioni dei singoli partiti e segnano la crescita di Fratelli d’Italia che, con il 27,6%, stacca di sette punti il Pd di Elly Schlein. Così scrive l’agenzia, in questi giorni.
Cosa dice il sondaggio
L’istantanea è del sondaggio Ipsos Doxa che fotografa le intenzioni voto e gli equilibri tra i partiti, alla luce delle ultime amministrative e, in prospettiva, della sfida clou delle prossime politiche. Un test in cui, a condizioni attuali, è Roberto Vannacci a fare la differenza.
Se il suo (quasi) partito, stimato oggi al 4,8% si alleasse con il centrodestra gli darebbe la vittoria. Compreso il premio di maggioranza che, in base alla legge elettorale in discussione alla Camera, scatta per chi supera il 42%. Senza quel patto, invece, premio e primato andrebbero al campo progressista. Uno scenario che alcuni a destra stoppano come “prematuro” o sminuiscono come “voto di protesta”, ma che impensierisce. Fine del dispaccio.
Il centrodestra in Sicilia
Quel verbo, ‘impensierisce’, riguarda, verosimilmente, anche lo stato d’animo del centrodestra siciliano in vista delle prossime scadenze? La coalizione non è in condizioni floride (eufemismo) tra l’Aula dell’Ars e le amministrative. Ecco perchè lo sbarco di Vannacci, con la sfida alle Regionali e non solo, effettivamente, potrebbe essere un ‘pensiero’ in più.

