Aperti regolarmente questa mattina i seggi in Veneto e Lombardia per il referendum consultivo sull’autonomia. Al voto quasi 12 milioni di persone: 7,9 milioni lombardi e poco più di 4 milioni veneti. Con il 50,1% dell’affluenza alle ore 19 il referendum consultivo sull’autonomia del Veneto ha superato la soglia del quorum previsto. In Lombardia alle 19, sul 90% del campione, l’affluenza ha superato il 30%. I seggi saranno aperti fino alle 23.
“È comunque una pagina di storia che si scriverà, il Veneto non sarà più quello di prima”, ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, dopo aver votato al seggio alle 7 in punto. “Mi aspetto che vinca il Sì, dopodiché mi aspetto che i cittadini lombardi e veneti capiscano che è un’occasione storica e straordinaria e accettino la sfida che abbiamo lanciato, consentendo a me e Zaia di trattare maggiori competenze e risorse”, ha ribadito il presidente della Lombardia, Roberto Maroni. Matteo Salvini, leader della Lega Nord, è sicuro: “A prescindere da tutto, se alcuni milioni di persone ci daranno il mandato, noi da domani trattiamo con il governo centrale”.
Chi vota Sì, è d’accordo sulla possibilità che le Regioni ottengano maggiori competenze dal Governo. Per Salvini ‘sarà un’opportunità trasversale’. Dal Pd, Maurizio Martina ha evocato la secessione e la ‘deriva catalana’.
I referendum non sono vincolanti. Se vince il Sì, le Regioni potrebbero chiedere al governo centrale di avviare una trattativa per ottenere maggiori competenze nelle venti materie concorrenti (tra queste spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario, lavoro, energia, infrastrutture e protezione civile) e in tre esclusive dello Stato: giustizia di pace, istruzione e tutela dell’ambiente e dei beni culturali. L’intesa tra lo Stato e la Regione interessata dovrà poi concretizzarsi in una proposta di legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere.
Aggiornamento
Vittoria del sì ai referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto. Un risultato che fa esultare la Lega Nord, nonostante i dati evidenzino una netta affermazione nella regione guidata da Luca Zaia rispetto alla Lombardia presieduta da Roberto Maroni, e da sempre ‘cuore’ del Carroccio (60% contro 40% sull’affluenza), L’affermazione dei sì rinsalda anche l’asse con Forza Italia e rafforza l’idea di Silvio Berlusconi che un centrodestra unito possa avere chance di vittoria. Un percorso però da costruire vista la contrarietà di Giorgia Meloni alla consultazione popolare appena conclusa. Esulta anche il Movimento Cinque Stelle da sempre sostenitore della democrazia diretta. Sul piede di guerra invece il Partito Democratico.

