Vescovi e Salvini in coro: | "No al suicidio assistito"

Vescovi e Salvini in coro: | “No al suicidio assistito”

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Matteo Salvini bacia un rosario (foto da facebook)
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Commenti

    La cosa più stupida che ha detto e fatto Salvini da quando è in politica. Posso capire i vescovi che vogliono gestire il gregge con la scusa di dio ma Salvini, Salvini… raccogliere voti avallando il dogma di chi fa soldi con i migranti è davvero degradante.

    Piu’ liberi di morire , strano che in un paese come il nostro dove non si è liberi di vivere dignitosamente, si è liberi però di morire.
    Certo è che soffrire di una malattia terminale e/o di una malattia degenerativa, per la quale lo Stato NON AIUTA è più facile lasciare liberi di morire, invece che aiutare la RICERCA, dicevo, soffrire non è BELLO anzi, è terribile e angosciante per chi soffre e per chi vive vicino a chi è vittima di questo calvario . Che paese(scritto minuscolo) STRANO il nostro . E’ TUTTO l’OPPOSTO di quello che in realtà dovrebbe.
    Si tolgono i bambini alle famiglie povere invece che aiutarle, si accolgono immigrati aitanti e fuggitivi invece che aiutare quelli che muoiono VERAMENTE di FAME e GUERRE, anzi si finanziano le ARMI per sterminare i popoli “sottosviluppati”, invece che aiutarli a progredire.
    Abbiamo dei Poteri Occulti che ci governano e che aspettano la FINE di noi TUTTI, tranne che di POCHI..ma non pensano che anche loro faranno la stessa FINE, perchè?
    Esiste un DIO, però quello VERO !
    Che DIO quello VERO ci AIUTI e benedica coloro che SOFFRONO!

    faremo un altro referendum come lo fu per il divorzio per dare dignità ai cittadini
    il divorzio fu il mio primo voto; da medico ritornerò a combattere qualora ve ne fosse il bisogno,era ora di dare dignità alla morte

    Fuori Salvini dal coro dei vescovi.
    Non è sufficiente baciare un crocifisso per essere un buon cattolico.

    Spero che i Vescovi la smettano di pensare di potere parlare anche per me, o di avere il diritto di condizionare la vita dei non credenti. Sarebbe una conquista culturale persino superiore a quella del suicidio assistito.

    questa decisione della consulta mi piace
    poi il solito buffone

    Condivido totalmente.

    Concordo pienamente con quanto detto da Lucia . Ormai la vita umana non ha più alcun valore : sarà tutto possibile , anche darsi la morte giustificati da una legge . No , non è una conquista , un progresso . È un regresso : la morte si potrà scegliere , programmare , come qualsiasi altro evento . Che tristezza

    Salvini deve essere sicuramente meno aggressivo e più diplomatico ma non fare l’errore di essere scendiletto della chiesa oppure ondivago nella sua politica, altrimenti diventa un Grillo o un Conte qualsiasi.

    salvini ok ma tanti di voi nemmeno cambiando l’hard disk tornate normali

    Invece di sparare frottole prova a leggere la sentenza e prova soprattutto a capirla e bedrai che non è così.

    Siete tutti bravi coi problemi degli altri.

    Secondo me deve essere il paziente a scegliere, non un medico o un giudice.
    In quanto alla posizione della chiesa, è quantomeno discutibile la sua assidua ingerenza negli affari del nostro Paese: gli alti prelati si ricordino anche che libertà di religione vuol dire anche libertà di non credere e/o di non accettare ciò che dice la chiesa.

    Spero che Salvini continui a dire e fare sempre di più. La vita è sacra e non spetta soltanto agli uomini di Chiesa difenderla ma anche ai laici (non “laicisti”) che si professano cristiani soprattutto in politica! Ma la sinistra, si sa, mentre difende gli immigrati clandestini ha promosso prima l’aborto ed oggi l’eutanasia che sono leggi contro la vita.

    Lasci stare Salvini poveraccio, ma lei non è da meno…

    vuole che i vescovi tacciano? cosa le ha fatto di male la Chiesa?
    Tolleranza: mai sentito questo termine?

    Prima che nascesse Gesù, già gli antichi greci espiavano la propria tracotanza andando a teatro a compiangere gli “eroi” delle tragedie per i loro errori commessi.

    Oggi non abbiamo alcuna giustificazione per essere tracotanti, eppure c’è chi si sente Dio decidendo perfino della vita altrui.

    Vivere non è un diritto, è un DOVERE.

    “Suicidio assistito” = “Omicidio di Stato”.

    Complimenti, tra poco ci scanneremo come i cani, sarà tutto lecito.

    sopravvivere con Atroce Sofferenza ? meglio Morire prima, sono x l’eutanasia. sono cattolica praticante, vivo vicino alla grande è brutta sofferenza.. non esiste aiuto per chi soffre da vegetale. La Morte assistita è un grande aiuto.

    sono d’accordo con te, ma, la libertà di non soffrire più la decido io, l’eutanasia è meglio del SUICIDIO.

    Secondo me, è il paziente che deve scegliere, non un medico o un giudice

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un mandato per cambiare davvero Caro Direttore, Montalto dice una cosa essenziale: il primo passo deve farlo la politica. Allora una provocazione: e se la Sicilia fosse la prima a scegliere il mandato unico? Un solo mandato per governare e realizzare, senza un secondo mandato da preparare. L’“anno bianco di fatto” sembra già iniziato: bis, candidature, liste, alleanze e posizionamenti occupano la scena. Tempo ed energie che rischiano di essere sottratti ai problemi per consolidare la propria posizione. Con il mandato unico ci sarebbe una sola scadenza e un solo modo per prepararla: lasciare risultati consolidati. Risultati capaci di aprire la strada al partito che ha governato bene, non al singolo che vuole continuare a governare. Del resto, i partiti hanno sicuramente un numeroso vivaio di possibili presidenti. Sfruttiamolo. Cinque anni per governare, poi spazio a un altro. Il consenso premi i risultati e il progetto politico che li ha prodotti, non la permanenza di chi occupa la carica.

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

Sono i comportamenti che contano Caro Direttore, Pietro Bartolo merita qualcosa di più di una valutazione di programmi e numeri. Quando parla di dignità, accoglienza, salute e giovani, parla di ciò a cui ha dedicato concretamente una parte importante della propria vita. Alla fine sono i comportamenti che contano. E la Sicilia è ricca di persone che hanno dimostrato con i fatti cosa significhino responsabilità e impegno civile. Questa volta vorrei parlare soprattutto delle donne, forse meno ricordate di quanto meriterebbero: Elda Pucci, Pina Maisano Grassi, Letizia Battaglia. Tre donne diversissime che, ciascuna nel proprio campo, hanno trasformato convinzioni e responsabilità in comportamenti. Bartolo appartiene alla stessa Sicilia: quella di chi non si limita a dire ciò che dovrebbe essere fatto, ma lo testimonia con la propria vita. È una Sicilia ricca di donne e uomini capaci di autentica abnegazione civile. E forse dovremmo cominciare più spesso da loro quando cerchiamo di capire non soltanto quale Sicilia vorremmo, ma quale Sicilia esiste già.

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