Le gemelle Alice ed Ellen Kessler hanno sostenuto un costo di migliaia di euro per accedere al suicidio assistito tramite la DGHS, la società tedesca specializzata nell’accompagnamento alla fine vita. La conferma arriva da Wega Wetzel, portavoce dell’organizzazione, che ha fornito dettagli al portale statunitense TMZ.
Secondo quanto riferito, la tariffa standard applicata dall’ente è di 4.000 euro per una singola persona e 6.000 euro per una procedura congiunta. L’importo comprende l’assistenza medica e legale necessaria, oltre alle spese organizzative richieste dall’intero iter.
La procedura avviata più di un anno fa
Le due artiste, celebri in tutto il mondo per la loro carriera accanto a nomi come Dean Martin, Frank Sinatra e Fred Astaire, avevano contattato la DGHS più di un anno fa. L’intenzione, riferisce Wetzel, era quella di porre fine alla propria vita “con dignità, insieme, lo stesso giorno”.
La scelta definitiva è ricaduta sulla loro abitazione di Grünwald, alle porte di Monaco, dove la procedura è stata eseguita questa settimana. Il protocollo prevede che un medico somministri un’infusione contenente un sovradosaggio di anestetico, dopo aver inserito l’ago nel braccio del paziente.
L’attivazione del flusso resta però a carico della persona assistita, requisito indispensabile per la legalità dell’intervento. Una volta constatato il decesso, l’organizzazione provvede a notificare le autorità. Nell’ultimo anno la DGHS ha seguito oltre 600 interventi analoghi.
Per accedere ai servizi, ricorda l’ente sul proprio sito, è necessario essere iscritti da almeno sei mesi, presentare una richiesta formale e partecipare a diversi colloqui con medici, avvocati e, se necessario, familiari. Solo dopo questa fase preliminare viene autorizzato il percorso verso il suicidio assistito.
Alice ed Ellen Kessler avevano 89 anni. La loro decisione, secondo quanto emerge, è stata l’esito di un processo lungo e strutturato, conclusosi nella più totale riservatezza.
La Chiesa cattolica tedesca contraria al suicidio assistito
La Conferenza episcopale tedesca (Dbk) è intervenuta rapidamente sul caso, confermando la linea critica già espressa in passato nei confronti del suicidio assistito.
Interpellato da “LaPresse”, un portavoce dell’organismo ha dichiarato che “la Conferenza episcopale tedesca generalmente non commenta casi personali. Fondamentale resta la posizione espressa nella dichiarazione del Consiglio permanente del 2021”.
Quel documento, diffuso dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca del 2020 che aveva aperto la porta a una nuova cornice normativa in materia di fine vita, rappresenta tuttora la base dell’orientamento ufficiale della Chiesa cattolica tedesca.
In quell’occasione, i vescovi avevano analizzato in modo approfondito la questione del suicidio assistito, evidenziando come, pur riconoscendo l’importanza dell’autonomia individuale, tale principio non possa trasformare l’assistenza al suicidio in una pratica moralmente accettabile.
L’ultima intervista di Alice ed Ellen a una rivista italiana
La volontà di Alice ed Ellen Kessler di concludere la propria vita nello stesso momento era nota da tempo. Le due artiste lo avevano dichiarato apertamente più volte e lo avevano ribadito un anno fa nell’intervista concessa a “Gente”, l’ultima rilasciata a una testata italiana.
Nella conversazione con il settimanale le gemelle raccontarono che “tutte e due eravamo convinte di morire prima degli 88 anni”. Quindi, con un tono a metà tra ironia e consapevolezza, aggiunsero che arrivare ai 90 non rappresentava un traguardo desiderato: “Non ci teniamo, possiamo lasciare questa terra sapendo di aver avuto una bella vita. Sarebbe orribile essere ridotti ad avere bisogno di cure”.
Gemelle Kessler, la loro posizione sul suicidio assistito
Dalle loro dichiarazioni emergeva con chiarezza la volontà di preservare l’autonomia personale fino all’ultimo momento. Già nell’agosto dell’anno scorso, infatti, non avevano escluso l’ipotesi di ricorrere al fine vita. “Noi viviamo il presente, ma l’eutanasia è un’opzione”, spiegò Ellen, sottolineando che una decisione definitiva non era ancora stata presa e avrebbe richiesto un’attenta riflessione.
“Dobbiamo riflettere più profondamente sulla questione – confidò – Comunque, ci sono ancora molti permessi da chiedere, tanto in Olanda quanto in Svizzera. Di sicuro non possiamo immaginarci l’una senza l’altra”.
Le due gemelle mostrarono inoltre di conoscere già le procedure e gli aspetti giuridici legati al fine vita. Nell’intervista affrontarono anche il tema del testamento. “Lo abbiamo fatto da tanti anni”, confermò Ellen spiegando che il patrimonio sarebbe stato destinato a Medici senza Frontiere, scelta successivamente ampliata anche ad altre organizzazioni.
Il desiderio di riposare nella stessa urna
Le sorelle affrontarono anche la questione della sepoltura. “Vorremmo essere sepolte nella tomba di nostra madre, vogliamo essere cremate e poi messe in un’unica urna”, svelò Alice. Un desiderio che, tuttavia, potrebbe non essere realizzabile a causa delle stringenti normative tedesche che regolano la cremazione e la conservazione delle urne cinerarie.

