PALERMO – Via libera alla mobilità fra le partecipate del comune di Palermo. I sindacati hanno infatti dato disco verde al bando che consentirà alle aziende Amap, Amg, Amat, Rap, Reset e Sispi di colmare i vuoti in organico attingendo dalle altre società, in particolare dal bacino degli ex Gesip. Uno stratagemma con cui Palazzo delle Aquile punta ad alleggerire di almeno un milione e mezzo di euro il costo della consortile Reset.
Sono 101 i posti liberi in palio: 30 alla Rap per lo spazzamento, 6 alla Sispi come impiegati, 5 operai in Amg e 60 in Amat, di cui 50 autisti e 10 operai per la segnaletica stradale. Non prenderà alcun lavoratore Amap, che si è già fatta carico dei 199 ex Aps. In totale 101 posti a cui aggiungerne altri 20 lasciati da chi potrà andare in pensione con l’accompagnamento dello Stato, mediante la disoccupazione, anche se di questo si parlerà in una riunione convocata per lunedì prossimo.
Il bando prevede precisi requisiti per la formazione della graduatoria e, in caso di parità di punteggio, la priorità agli ex Gesip. Non tutti i posti però verranno occupati subito: per gli autisti Amat bisognerà aggiornare o dotare ex novo i dipendenti di tutti i requisiti burocratici (patenti in primis). I lavoratori interessati dovranno possedere i titoli necessari al profilo professionale e riceveranno un punteggio basato anche sugli anni di servizio, su figli e coniuge a carico.
“Si tratta di una buona notizia sia per chi approfitterà della mobilità, sia per chi resterà in Reset. Siamo soddisfatti che la situazione si sia finalmente sbloccata e con criteri addirittura migliorativi rispetto alla normativa nazionale”, dice il segretario di Asia Salvo Barone.
“Apprezziamo lo sforzo dell’amministrazione comunale fatto fino ad oggi. I due avvisi pubblici che riguardano l’esodo volontario e la mobilità interaziendale erano alcune delle leve individuate in sede di trasferimento dei lavoratoti da Gesip a Reset e che garantiranno il recupero di risorse da destinare all’aumento di ore dei lavoratori Reset. Certo avremmo preferito vederli pronti nel 2015, così come era stato concordato in quell’accordo”. Lo afferma Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia. “Aspettiamo la pubblicazione dei due avvisi attesa per fine mese – prosegue Flauto – per potere verificare il numero delle adesioni con obiettivo di garantire ai lavoratori Reset l’aumento della ore e il riproporzionamento delle ore rispetto al livello di inquadramento posseduto, obiettivi che la Uiltucs si prefigge da sempre per portare ad una organizzazione del lavoro che tenga conto delle previsioni contrattuali, azzerando le deroghe ancora oggi presenti”.
“E’ solo un tassello, importante, ma pur sempre un tassello di un progetto che deve essere più ampio – aggiunge Mimma Calabrò della Fisascat -. Il piano di mobilità interna consentirà sì dei risparmi, ma non quelli necessari per garantire il futuro dei lavoratori. Basti pensare che per arrivare a fine anno servono tre milioni di euro. Bisogna puntare con decisione all’aumento delle ore lavorative. Come? L’unica strada da percorrere è quella dell’affidamento alla Reset di nuovi servizi. I lavoratori hanno dimostrato di essere capaci di accogliere una rivoluzione culturale, adesso si dia loro l’occasione di lavorare di più e meglio per l’intera collettività”.
“La mobilità orizzontale non è risolutiva per quello che è il vero problema di Reset, ovvero la copertura finanziaria – dice Maurizio Giannotta della Cisl – Da colloqui avuti con il Presidente Perniciaro è emerso che manca la copertura finanziaria a garanzia degli stipendi del personale in forza a Reset e neanche la mobilità delle 101 unità garantirebbe tale copertura. Si chiede pertanto all’amministrazione Comunale nonché al Sindaco un incontro di natura urgente al fine di trovare una soluzione definitiva per garantire servizi e fondi necessari e permettere così all’azienda una maggiore garanzia per il futuro dei lavoratori . Peraltro apprendiamo dalla stampa che il Comune ha varato un piano da 2,5 milioni che prevede 58 assunzioni e 20 stabilizzazioni ma non riesce invece a trovare soluzioni definitive per Reset, disattendendo gli impegni assunti precedentemente. Pertanto si chiede al Sindaco di mantenere gli accordi presi il 30 dicembre 2014 che a tutt’oggi non sono rispettati”.

