CATANIA – Potranno stare negli alberghi ancora per un mese. Poi, se non verrà trovata una soluzione, rimarranno senza un tetto sulla testa. Sono le 22 familgie che abitavano il palazzo di via Furnari, sgomberato lo scorso 16 febbraio che, stamani, hanno protestato sotto Palazzo degli Elefanti in attesa di essere ricevuti dal vicesindaco, Marco Consoli, e dall’assessore ai Servizi sociali, Angelo Villari, per sapere quale sorte toccherà loro.
Le convenzioni con i B&B che li hanno ospitati in questi giorni, sono infatti prossime a scadenza, né sembra, stando a quanto affermano gli stessi interessati, che siano stati trovati alloggi alternativi da parte dell’amministrazione. Che, in ogni caso, ha ricevuto una delegazione di ex occupanti, assicurando loro di poter restare nelle strurtture alberghiere ancora un altro mese. Come racconta Fabrizio, del comitato Più Case per Tutti. “Le promesse fatte all’indomani dello sgombero delle 22 famiglie di via Furnari erano sostanzialmente due – afferma: permanenza assicurata in B&B per due mesi e l’accompagnamento, tramite i servizi sociali, nella ricerca di nuovi alloggi attraverso l’utilizzo del Buono casa”.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, non sarebbe stato portato avanti. Proprio per dare concretezza alla ricerca di alloggi alternativi, domani alle 10 è stato fissato un incontro con un dirigente della direzione Servizi sociali. “Ancora una volta – conclude Fabrizio – appare evidente come non si possa abbassare la guardia, ma si debba continuare a lottare per un diritto che dovrebbe essere già garantino: una casa”.

