Via libera alla riforma sull'edilizia | Inammissibile l'ipotesi di sanatoria - Live Sicilia

Via libera alla riforma sull’edilizia | Inammissibile l’ipotesi di sanatoria

A favore si sono espressi tutti i gruppi parlamentari. L'unico voto contrario di Giovanni Greco.

PALERMO – Con 60 voti a favore e un voto contrario l’Ars ha approvato il disegno di legge “testo unico per l’edilizia”. Il ddl, composto da 30 articoli, recepisce circa 130 norme nazionali di settore. A favore si sono espressi praticamente tutti i gruppi parlamentari. L’unico voto contrario è stato di Giovanni Greco (Pds-Mpa). Come anticipato nei giorni scorso, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha dichiarato inammissibile l’emendamento presentato dal deputato del Gruppo Misto Mimmo Fazio per una sanatoria delle costruzioni realizzate costruiti in Sicilia fra il 1976 e il 1991 entro i 150 metri dalla costa.

“Anch’io sono un ambientalista”, ha detto in aula Fazio durante il suo intervento a Sala d’Ercole. “Questo Parlamento non sa cosa è successo – ha aggiunto -, quella che ho proposto non è una sanatoria: qui siamo di fronte ad un obbrobrio giuridico, è stato violato il principio della certezza del diritto. Voglio esprimere tutta la mia amarezza, solo adesso posso fare un ragionamento nella sede opportuna, cioè in quest’aula, su una condizione devastante nei confronti dei cittadini”. Fazio ha fatto riferimento alla condizione normativa in Sicilia fra il 1976 e il 1991, periodo in cui a suo dire “migliaia di siciliani sono diventati abusivi senza saperlo”.

Secondo il deputato, infatti, in quel periodo il divieto di costruzione entro la fascia dei 150 metri dal mare sarebbe arrivato non da una norma, ma da una interpretazione successiva, che ne avrebbe fatto discendere gli effetti in maniera retroattiva. Durante il suo accalorato intervento, Fazio è stato interrotto dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: “Onorevole Fazio, il suo intervento va avanti da più di 20 minuti. L’emendamento lo ritira o no?”. Secca la risposta di Fazio: “Non ci penso neanche!”. La controreplica di Ardizzone non si è fatta attendere: “l’emendamento è dichiarato inammissibile”. Inutili i tentativi di Fazio, che chiedeva di continuare a parlare. La Presidenza ha staccato il microfono, e la seduta è proseguita con gli interventi di altri parlamentari.

“Oggi abbiamo approvato una legge importantissima per la Sicilia che prevede lo snellimento amministrativo e garantisce certezza nell’iter procedurale a tutti i cittadini. Una norma che certamente influirà positivamente su un settore importante per l’economia dell’isola qual è quello dell’edilizia”. Lo ha detto la presidente della Commissione territorio ed ambiente dell’Ars Mariella Maggio commentando l’approvazione del Testo unico sull’edilizia votato oggi dall’aula di palazzo dei Normanni. ”

Abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo approvato un disegno di legge fondamentale per la Sicilia: – ha continuato la relatrice del ddl sul recepimento del testo unico sull’edilizia, Valeria Sudano intervenendo in aula all’Ars per dichiarare il proprio voto favorevole”. “Eppure oggi – ha aggiunto – ci siamo soffermati più del dovuto su polemiche scaturite dall’emendamento sulla sanatoria: è un vero peccato, queste polemiche hanno offuscato il lavoro dell’Ars. Ci sono temi, penso all’edilizia o alla tutela delle coste, che non possono essere affrontati a ‘colpi di emendamento'”.

E di buon lavoro dell’Ars ha parlato anche il capogruppo Pd Alice Anselmo. “L’iter di questo ddl – ha spiegato – dimostra che, quando si crea la giusta condizione, il parlamento siciliano sa lavorare bene”. Soddisfatti anche i Cinque Stelle. “Una data da segnare in rosso sul calendario di questo parlamento e della Sicilia tutta”, commenta Giampiero Trizzino, parlamentare grillino. “Si tratta di un lavoro – ha detto – che arriva finalmente al capolinea dopo tre anni di lavoro e dopo 15 anni di attesa. Per questo voglio ringraziare gli organi professionali che ci hanno lavorato, e tra questi la consulta degli architetti, che hanno consentito di raggiungere questo risultato, mettendosi a disposizione con grande abnegazione e spirito di sacrificio e prestando gratuitamente il proprio tempo ad un progetto che alla Sicilia manca da oltre tre lustri”.

E su proposta di Antonio Malafarina e dei deputati del gruppo Psi, il provvedimento approvato in Sala d’Ercole ha fissato il principio che i piani paesaggistici, anche per il passato, entrano in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. “In questo modo – spiega Antonio Malafarina – si eliminano assurde posizioni burocratiche che sacrificavano i diritti dei cittadini e che ritenevano sufficiente la pubblicazione nell’Albo Pretorio dei Comuni per l’entrata in vigore dei piani paesaggistici. Questa interpretazione, unita alla formulazione dell’articolo 26 così come esitato dall’Aula – aggiunge Malafarina – avrebbe portato all’assurda conseguenza che abitazioni in possesso di regolare licenza edilizia avrebbero potuto essere dichiarate abusive da parte delle Soprintendenze e come tali da abbattere. Sarebbe stato l’ennesimo abuso da parte della burocrazia regionale che nel mero rispetto formale di norme, peraltro interpretate, avrebbe ucciso ancora una volta i diritti dei cittadini”.

“Non si tratta di una sanatoria nei cui confronti il Psi esprime profondo dissenso, come nel caso degli edifici dentro i 150 metri dal mare – conclude Malafarina – ma di ripristinare la certezza del diritto e delle procedure che cittadini e comuni avevano scrupolosamente osservato, visto che in quel momento erano assenti i piani paesaggistici. Si evita così un ‘caso Carini’ che, seppur fondato, riversa su poveri cristi inadempienze e incertezze della burocrazia”.


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