CATANIA – Il sistema di videosorveglianza in città è sicuramente utile per le indagini delle Forze dell’Ordine ma non fondamentale per la prevenzione dei reati. Con le modifiche al piano di coordinamento, voluto dal Questore Cardona, Polizia e Carabinieri sicuramente presidiano meglio il territorio. A Catania, con i finanziamenti del PON Sicurezza (2009) si è potuto procedere alla collocazione di oltre 200 telecamere in punti strategici scelti da tecnici del Dipartimento della P.S. e dalla ditta allora incaricata alle istallazioni. La vigilanza e la estrapolazioni di immagini utili alle indagini, è possibile tramite i monitor che sono collocati nelle sale operative di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza; anche i Vigili Urbani hanno questi monitor ma solo con compiti di visione. La videosorveglianza è uno strumento utile alle indagini ma non alla prevenzione dei crimini mentre la funzione deterrente per i delinquenti non è stata all’altezza delle aspettative. Inoltre, in presenza di crimini difficilmente i tempi d’intervento permettono immediati interventi e la legislazione italiana non permette gli arresti fuori dalla flagranza di reato. Sicuramente l’implementazione dei dispositivi è utile ma non essenziale, il cittadino credo avrà una percezione migliore della sicurezza solo con la presenza di più operatori ed equipaggi, obiettivo della Polizia di Stato. C’è da dire che il sistema è anche dispendioso proprio per la non realizzazione di una sala regia unica che gestisca le immagini e monitori le zone costantemente, attualmente si è scelto di realizzare un solo sistema assegnato alle quattro sale operative, altro spreco di denaro, utile probabilmente per altri interventi.

