Non si somigliano per niente, però – chissà – presto potrebbero avere un destino e un vocabolario in comune, anche se sarà difficile sintetizzare i rispettivi e veraci frasari in un impasto panormitano-padano dalla pronuncia comprensibile.
Lui è Matteo Salvini, fiammeggiante patron della Lega che non se ne lascia scappare una. Le elezioni sono alle porte, il centrodestra viaggia bene nell’oroscopo dei seggi. Così, Matteo cerca di coprire col suo acume social tutti i diritti, tutti i doveri e perfino tutti i pruriti. Qualche giorno fa, per esempio, ha rilasciato un esplicito cinguettio: “Regolamentare e tassare la prostituzione come nei Paesi civili, riaprendo le ‘case chiuse’. Ne sono sempre più convinto”.
L’altro è Vincenzo Figuccia, navigatore di lungo corso di mari parlamentari, già ex Mpa ed ex Forza Italia, uno – il più brillante, presentissimo sul territorio – dei Figuccia’s, la famiglia politica siciliana più attrezzata che c’è. Il catalogo è questo: Vincenzo deputato regionale, la sorella, Sabrina, consigliera comunale, l’altro fratello, Marco, consigliere di circoscrizione, sotto lo sguardo benevolo di Angelo, il papà che ha insegnato ai figli l’arte della mischia e della sopravvivenza.
L’altro – appunto, Vincenzo – nelle stesse ore del tweet salviniano ha mandato la seguente nota: “In Sicilia le nostre Città, soprattutto quelle metropolitane, sono diventate luoghi dove la criminalità organizzata sfrutta la prostituzione. Non dà la misura della civiltà un Paese che si volta dall’altro lato rispetto ad un fenomeno come la prostituzione che se regolamentato porterebbe gettito fiscale e garantirebbe anche verifiche sanitarie. Faccio appello al parlamento regionale affinché si intesti una battaglia per una legge nazionale sull’esercizio della prostituzione che riporti decoro nelle nostre città, togliendo dalle grinfie della malavita migliaia di persone”.
Preciso preciso. Che si profili un’affinità elettiva tra Vicè e Matteo, in vista del 4 marzo e non solo? I maligni, malignando, dicono di sì, che la corrispondenza di pensieri tutto è tranne che una circostanza fortuita, considerando pure i trascorsi recenti.
Infatti, Vincenzo – o come lo chiamano tutti, Vicè, essendo un tipo alla mano – dopo la battaglia contro i maxi-stipendi dei burocrati regionali e le dimissioni da assessore all’Energia, ai ferri corti con la sua Udc, si starebbe guardando intorno per offrire a un’altra ditta esperienza personale, appoggio elettorale e curriculum familiare. E chissà che la sponda salviniana non faccia al caso suo.
Ma i Figuccia’s non si muovono mai da soli. Uno avanza, gli altri lo seguono. Sempre qualche giorno fa Sabrina, la sorella-consigliera, ha mandato il suo comunicato, perfettamente in sintonia con una visione leghista della vita.
Eccolo: “Chi ha trasformato la Sicilia in un enorme hotspot incontrollato dove soggiornano, incontrollati, migliaia di migranti, non merita la fiducia degli elettori. L’ennesima rivolta con sassaiola contro i carabinieri che si è registrata nel hotspot di Lampedusa è solo la punta di un iceberg. Giro la provincia di Palermo e mi accorgo della metamorfosi che hanno subito interi territori con l’arrivo di migranti che occupano quelli che una volta erano gli hotel di località turistiche come Piano Battaglia e i comuni delle Madonie. Le politiche della sinistra hanno fatto perdere identità al territorio. Per questo serve, con il governo di centrodestra che uscirà dalle urne il 4 marzo, un cambio di passo che assicuri la preservazione del territorio, il rilancio turistico nel palermitano e la fine degli arrivi di migranti senza un piano chiaro”.
A prescindere dal merito – risulta sempre difficile mediare tra le legittime esigenze di un territorio e un sacrosanto impulso di umanità – i soliti professionisti dell’allusione coglieranno, ancora di più, un’altra palmare assonanza. E saranno prontissimi a rinforzare la previsione di un prossimo approdo della ‘famiglia’ in un ramo a piacere del lago di Como. Magari proprio con Sabrina, nelle liste di Salvini alle Politiche.
Sarà vero? Si vedrà. Nel caso, bisognerà mettere a punto quel famoso vocabolario panormitano-padano, innovandolo, completandolo, arricchendolo. Quel ramo del fiume Oreto…

