CATANIA – “Le Cicogne Nere. Hidma, la mia fuga”. E’ questo il titolo del libro dell’attivista eritreo Abdelfetah Mohamed che venerdì alle 18:00 sarà presentato a Catania nei locali dell’Open di via Porta Ferro 38. Il testo, curato dal giornalista Saul Caia ed edito da Istos Edizioni racconta di un viaggio lungo una vita: quello dell’autore nato nel campo profughi di Wadsharifi (Sudan) durante la colonizzazione etiope e poi approdato in Eritrea, Sudan e Libia, prima di intraprendere il viaggio verso l’Europa. La Cicogna nera infatti è un uccello che vive spostandosi tra l’Europa e l’Africa. Hidma, in lingua tigrina, significa “fuga”. I due termini segnano il parallelismo tra i volatili che migrano verso l’Africa e gli uomini che invece l’abbandonano nella speranza di poter avere nuove opportunità di vita. Abdel ripercorre la sua fuga, iniziata insieme alla famiglia nel campo profughi di Wadsharifi, e i ricordi dei genitori e dei fratelli. Gli anni in Eritrea, il passaggio dal Sudan e infine la Libia.
A metà tra un romanzo di formazione e un testo di denuncia, l’autore narra il suo percorso di ricerca dell’identità, tra esili, prigionie e il lavoro nei campi di cotone, fino all’arrivo in Italia e il viaggio a ritroso da Nord a Sud (oggi l’autore vive a Catania). Una narrazione di rara intensità conduce il lettore al fianco di Abdel, per accompagnarlo nel suo cammino ostacolato dalle contraddizioni dell’esistenza. Nel corso del lungo viaggio, Abdel rievoca moltissimi momenti vissuti in prigionia, a cominciare dai centri di detenzione dell’Eritrea fino alle mezra in Libia. Le violenze e le tortura subite, le urla degli altri compagni di celle, quelle delle madri e dei loro bambini, in attesa di pagare il trafficante per potersi imbarcare e attraversare il Mediterraneo. Nel testo l’autore racconta le paure e le speranze condivise con i propri compagni di viaggio. Un lungo excursus fino all’approdo in Italia dove l’autore oggi lavora come mediatore culturale e partecipa alle operazioni di recupero di migranti nel Mediterraneo.

