PALERMO – Due soli di danza con due eccezionali danzatori, Giuseppe Muscarello e Giovanna Velardi, che daranno vita a un solo spettacolo in scena al Patafisico questo weekend. Il piccolo Teatro di via Gaetano La Loggia 5 a Palermo, da sempre aperto alle sperimentazioni e alle nuove forme d’arte con particolare attenzione alla danza alla quale ha dedicato un’intera sezione per il Minimo Teatro Festival e addirittura ospita un intero festival in cui il perno è proprio la danza contemporanea: Muxarte Conformazioni. Uno spettacolo che comprende due distinte performance al suo interno, sabato 20 gennaio alle 21 e domenica 21 alle 18 andranno in scena prima Gengé – sull’identità, di e con Giuseppe Muscarello e a seguire Look me inside, di e con Giovanna Velardi, due tra i più apprezzati ballerini siciliani.
Il sipario si apre con giuseppe Muscarello sul palco e la sua performance dal titolo “Gengé – sull’identità”, una produzione Muxarte, Fc@pin.D’oc in collaborazione con Officine Ouragan, con il sostegno di Regione Sicilia, MIBACT Ministero per I Beni e le Attività Culturali e del Turismo. Un uomo stereotipato vittima di tutti gli schemi che la società gli impone. Un uomo alla ricerca spasmodica dell’autenticità perchè si rende conto che la sua vita è assorbita dalla casualità. La consapevolezza che il suo corpo è animato dalle forme che la società esige, un corpo mortificato che assume aspetti diversi perchè diversi sono i punti di vista che lo animano, decide allora di sperimentare il vuoto, cerca di convivere con il suo nessuno e vive non vivendo. Decide quindi di non essere. Lo spettacolo è liberamente Tratto da “Uno Nessuno e Centomila” di Luigi Pirandello. Genge é il personaggio di un romanzo nato nel 1926 ma che corrisponde più che mai agli uomini d’oggi.
La seconda performance vede sul palco una donna: Giovanna Velardi, la protagonista che non ha paura di esprimersi, che si mette a nudo e grazie alla scoperta del piacere nel donarsi, si illumina e non si vergogna di mostare le sue fragilità. La danza disegna un percorso nell’ombra che diventa chiaroscuro fino ad arrivare alla luce, che trasforma chi danza in una donna piena di vitalità come una luce che ti riempie dentro, che ti scalda il cuore. Una donna felice di amare di aver scoperto quel sentimento che alle volte è difficile provare, una donna che ti invita ad esprimerti. La difficoltà la rende fragile come i rami di un albero che si adattano al tempo, al clima, allo spazio, ma allo stesso tempo la rende forte quando si propaga la luce, quando l’attraversa e la mette in risalto. Si concede a chi è curioso di lei e sa anche ribellarsi, giocare, rinnovarsi, come una suite di danza che si compie nelle differenze ritmiche.
Lei riflette gli altri attraversata dalla luce, diventa specchio di un’immagine, quella che vogliamo essere più nostra. La creatura sul palco traccia un percorso intimo di luce ed ombra proprio come siamo noi. L’importante è guardarsi dentro, guardare dentro, guardarla dentro. Questa breve piece coreografica è stata ideata su ispirazione dell’abito realizzato con un «tessuto di luce» creato da Concetta Guercio per la sua tesi con il professor Vittorio Vicari all’Accademia di Belle arti di Palermo, dal titolo «Look me inside — Indagine e progetto sui tessuti tecnologici per il costume coreografico». Il costo del biglietto è 6 euro per i tesserati e 8 per i non tesserati.

