PALERMO – Un cambio di rotta repentino e radicale per provare a disinnescare le polemiche, per uscire dall’angolo e non passare gli ultimi mesi che lo separano dalle prossime Comunali invischiato nell’infinito dibattito sulle Ztl. La scelta del sindaco Leoluca Orlando di procedere con la sola zona 1, in pratica quella che coincide con il centro storico di Palermo, ha spiazzato tutti, amici e avversari.
La Zona a traffico limitato ha infatti rappresentato il tema più caldo del 2016, insieme al tram: due facce della stessa medaglia, visto che con i proventi della Ztl si sarebbero dovuti risanare i conti dell’azienda che gestisce anche i treni bianchi. Ma il percorso, in questi mesi, ha preso una piega assai diversa da quella che probabilmente aveva immaginato il Professore: un provvedimento sulla mobilità si è trasformato in un modo per fare cassa, comprendente un’area ampia e piena di residenti. Insomma, l’ennesimo tassello di quella rivoluzione culturale è stato percepito più come un odioso balzello.
Quello che ne è conseguito è ormai storia: i sit-in, le proteste, gli attacchi, le polemiche, il ricorso al Tar, la sospensiva, il pronunciamento del Cga fino all’arrivo dell’estate. Perché proporre un provvedimento impopolare a inizio anno era un conto, farlo dopo l’estate con le elezioni alle porte è un altro e la differenza è sostanziale. Non è un mistero, del resto, che perfino tra gli orlandiani ci fossero due fazioni: chi voleva “finanziarizzare” la Zona a traffico limitato per trovare le risorse da destinare ad Amat e chi, invece, avrebbe voluto un atteggiamento più dialogante e un avvio più graduale, per evitare che il tutto sembrasse quasi come una ulteriore tassazione.
Due tesi contrapposte che hanno provocato, al di là delle smentite ufficiali, litigi, malumori e forti tensioni perfino in giunta. A salire sul banco degli imputati alla fine è stato l’assessore Giusto Catania, che ha dato un volto al provvedimento pur non condividendolo sempre nel suo complesso. Nel dibattito sulla Ztl, vecchio di un anno, Catania era tra i fautori della sola Ztl 1, in pratica dello stesso provvedimento arrivato adesso, dopo che però l’amministrazione ha pagato un prezzo politico salatissimo. Anche dopo la sospensiva del Tar l’assessore Catania avrebbe voluto solo la Ztl 1, evitando il ricorso al Cga, ma le cose andarono diversamente e la faccia dell’assessore, alla conferenza stampa di ieri, sembrava assai eloquente.
Fino a ieri a pranzo l’incertezza ha regnato sovrana, le bozze esaminate erano talmente tante e diverse fra loro che alla fine la giunta non ha approvato nulla presentandosi in conferenza stampa con pochi punti fermi. Tutto rimandato a una prossima ordinanza. Ma il messaggio politico è chiaro: basta scontri, dialogo con tutti, apertura e nessun muro contro muro. Orlando sa che sulla mobilità si gioca buona parte della sua rielezione e, con i grillini alle porte, deve sfruttare ogni carta per vincere la partita.
La Ztl 1 sarà digerita con più facilità, si tratta di una zona della città già interessata dalle pedonalizzazioni che hanno dato ottimi frutti, le navette gratuite sono già in funzione. Orlando avrà anche rinunciato a difendere a oltranza la posizione, ma almeno ha disinnescato una possibile arma dei suoi avversari. Anche perché a settembre partono i lavori dell’anello ferroviario in via Crispi e la coincidenza con la Ztl sarebbe stata esplosiva.
Il problema adesso, semmai, sarà l’Amat. L’azienda prevede un buco per il 2016 di 15,8 milioni di euro, mica bruscolini, e dalla versione “tris” della Ztl potranno arrivarne al massimo un paio. Insomma i soldi andranno trovati altrove, magari in bilancio, anche se la gestione dell’azienda è anch’essa terreno di scontro all’interno dell’amministrazione. Non solo per la previsione dei 15,8 milioni, che qualcuno giudica eccessiva, ma anche perché via Roccazzo non ha saputo finora sfruttare per esempio gli 11 parcheggi a pagamento concessi dal Comune. Il ragionamento, in poche parole, è che anche Amat debba fare la sua parte.
Orlando adesso può guardare con più serenità ai prossimi mesi, sperando che la Ztl 1 vada talmente bene da convincere chi abita nella 2 a chiederla a gran voce, un po’ come successo con le pedonalizzazioni. Sicuro del fatto che le concessioni al consiglio comunale, ai commercianti e ai residenti renderanno assai meno burrascoso questo ultimo scorcio di sindacatura.

