Di Guido Rutolo (www.lastampa.it)
Andò a letto ministro dell’Interno e si svegliò ministro degli Esteri. Era il 29 giugno del 1992. Falcone era già stato fatto fuori, tre settimane dopo sarebbe toccato a Paolo Borsellino. Vincenzo Scotti, fino a quella notte aveva fatto coppia con il Guardasigilli dell’epoca, Claudio Martelli, nell’elaborare e produrre antimafia attiva (decreti, leggi, direttive). Erano mesi di morti ammazzati, di sospetti di tentativi golpisti e di strategie destabilizzanti.