Salvini nel colosso |confiscato alla mafia - Live Sicilia

Salvini nel colosso |confiscato alla mafia

Una visita simbolica, a Catania, nella Geotrans sottratta alla mafia. Ecco chi sono gli Ercolano. (nella foto Enzo Ercolano)

Il ministro a Catania
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CATANIA – Il ministro dell’Interno Matteo Salvini visiterà oggi la Geotrans, colosso confiscato agli Ercolano, famiglia di mafiosi che, negli ultimi 40 anni, hanno comandato a Catania e nella Sicilia orientale. Sono i boss di Catania, braccio armato dei Santapaola, ai quali sono stati legati da uno stretto rapporto di sangue: Pippo Ercolano, il patriarca, era sposato con Grazia Santapaola, sorella di Nitto Santapaola, il capostipite dell’ala borghese della mafia. Dai padroncini ai salotti buoni delle istituzioni, gli Ercolano – Santapaola hanno rappresentato, per anni, l’essenza di una mafia negata, in alcuni casi, dagli investigatori e dagli esponenti delle istituzioni, anche dopo l’efferato omicidio del giornalista Pippo Fava, colpevole di raccontare quella catania di coppole e champagne celebrata dalla stampa e venerata dalla borghesia cittadina. Un omicidio, che subì più di un depistaggio mediatico, per il quale è stato condannato Aldo Ercolano, figlio dello Zio Pippo, oggi al 41 bis.

LE INDAGINI– La Geotrans Srl è un colosso nel settore del trasporto a basse temperature, nel controllo, fino a pochi anni fa, degli Ercolano, che rifornivano la grande distribuzione nazionale alla luce del sole. La sua confisca, eseguita dalla Dia di Renato Panvino, rappresenta il simbolo della lotta alla mafia, dell’affermazione dello Stato sulla criminalità: la prova di un possibile riscatto. Un riscatto che è nato prima nella Procura di Catania, con l’arrivo di Giovanni Salvi e con l’attuale guida di Carmelo Zuccaro, grazie anche a due magistrati che, in silenzio, hanno rappresentato la punta di diamante del contrasto alle mafie: Agata Santonocito e Antonino Fanara. Un riscatto che non sarebbe stato possibile senza le indagini del colonnello del Ros Lucio Arcidiacono che ha eseguito l’operazione Iblis nel 2010 segnando per sempre un solco nella zona grigia della borghesia mafiosa catanese.

IL COLOSSO – Geotrans è l’anello di congiunzione tra vecchia e nuova mafia, un’azienda di rilievo nazionale che era gestita da Enzo Ercolano, fratello del killer Aldo e figlio di Pippo, assolto dall’accusa di associazione mafiosa nel 2011 per i fatti antecedenti al 2009, ma incastrato dal Ros per quello che ha fatto, subito dopo, confermando di essere l’erede del boss dei boss, nel frattempo scomparso e nuovo padrino dell’omonima famiglia.

L’EREDE – Elegante e sicuro di sé, amante delle auto sportive e dei cavalli, signore dei trasporti a Catania e re dei padroncini. Con le cave di famiglia ha fornito i materiali per la realizzazione delle principali opere pubbliche e private di Catania, Enzo Ercolano, finisce in manette con l’operazione Caronte, eseguita dal Ros.

Prima di essere arrestato nel 1994, Aldo Ercolano era stato chiarissimo con Santo La Causa, ai tempi picciotto emergente dei Santapaola: Enzo non doveva fare parte attivamente della famiglia mafiosa. “Aldo Ercolano -ha raccontato Santo La Causa ai magistrati Fanara e Santonocito- mi aveva raccomandato di vigilare sul fratello per contenerlo ed evitare che si inserisse attivamente nella direzione dell’organizzazione mafiosa”.

APPALTI – La sabbia estratta ad Agnone bagni nella cava C.o.p.p degli Ercolano è servita a costruire un noto parco commerciale. Enzo Ercolano ha fornito la Scarl Sant’Agostino che si era aggiudicata l’appalto per la costruzione del centro commerciale La Tenutella. I mezzi della Geotrans entravano e uscivano dal cantiere trasportando gli inerti: un affare da quasi 2 milioni di euro. Il Ros ha intercettato i contatti tra Enzo Ercolano e i titolari di numerose imprese. Dalle intercettazioni emergeva anche il ruolo attivo del boss Pippo Ercolano, che gestiva, nonostante la sorveglianza speciale, le forniture di materiali insieme al figlio Enzo.

MERCATI AGROALIMENTARI Le aziende riconducibili ad Enzo Ercolano si sarebbero occupate, secondo quanto risulta dalle indagini del Ros, del trasporto dei materiali per la realizzazione del nuovo Mercato Agroalimentare, la struttura commerciale all’ingrosso più grande del Meridione. La costruzione del Maas è stata appaltata nel 2005 alla Cmc di Ravenna che ha subappaltato i lavori a Vincenzo Basilotta, il re del movimento terra sospettato di legami con la mafia, attraverso la Incoter e Judica Appalti e alla Icob di Mariano Incarbone, autonomista condannato per associazione mafiosa. Dalle indagini del Ros sono emersi anche i contatti tra Enzo Ercolano e l’avvocato Vincenzo Ingrassia, presidente del Cda del Maas per partecipare all’aggiudicazione a trattativa privata dei lavori per la realizzazione di una piattaforma logistica.

GLI ALTRI APPALTI. Ercolano ha curato anche la realizzazione del centro commerciale Le Porte di Catania, realizzato sui terreni agricoli di Mario Ciancio, trasformati in edificabili con una variante a pochi mesi dal rinnovo del consiglio comunale del 2005: Ercolano ha curato il trasporto dei prefabbricati. E ancora, la Geotrans di Enzo Ercolano avrebbe gestito il trasporto dei prefabbricati della Sicep per la realizzazione del Sicily Outlet di Agira, per il cinema multisala di San Gregorio sequestrato ai Puglisi Cosentino, il parcheggio multipiano di Palermo antistante il palazzo di giustizia di Palermo e la Caltanissetta – Agrigento. Dalle intercettazioni è emerso il tentativo di Enzo Ercolano di lucrare, facendo da mediatore, sul trasporto di travi pesanti della Imea Spa: in questo caso Ercolano era in contatto con diversi imprenditori.

Nel 2010 è sempre Enzo a subaffittare una gru della Nika Group “ad un imprenditore vicino alla ‘ndrangheta”, sostengono gli inquirenti, per l’installazione di pale eoliche in Calabria. Si tratta di un esponente della famiglia Evalto, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare Caronte, ritenuta appartenente alla cosca Anello-Fiumara, nel vibonese. Il 17 novembre del 2010 Pippo Evalto ed Enzo Ercolano si incontrano nell’aeroporto di Torino, poco dopo, Enzo incontra anche il cugino Angelo Ercolano, numero 1 della Sud Trasporti. Altro incontro tra Ercolano ed Evalto avviene a Catania, nel giugno 2011, nel bar Pistorio di piazza Ludovico Ariosto.

GLI AUTOTRASPORTI. Attraverso la Geotrans Enzo Ercolano avrebbe stretto importanti accordi commerciali con alcuni consorzi che si occupavano anche di gestire le prenotazioni e i biglietti per l’attraversamento dello Stretto di Messina con la società Caronte. E poi, tramite alcuni imprenditori, Enzo Ercolano avrebbe promosso la formazione del Partito nazionale autotrasportatori, in prima linea per gli eco-bonus a favore delle imprese di trasporto.

IL FRONTE PALERMITANO Le indagini del colonnello Lucio Arcidiacono del Ros hanno documentato che Giacomo Greco, uomo d’onore palermitano e genero del boss defunto Francesco Pastoia, capo della famiglia di Belmonte Mezzagno e esponente di primissimo piano di cosa nostra palermitana oltre che braccio destro di Bernardo Provenzano, ha parlato di Enzo Ercolano. Interrogato nel 2008 ha riferito di aver vissuto a Catania per gestire, nell’interesse dei Pastoia, una ditta di autotrasporti che era al 50% dei Pastoia e al 50% di Enzo Ercolano, che sarebbe stato presentato come “uomo d’onore inquadrato nell’omonima famiglia di cosa nostra”.

Secondo Greco, Enzo Ercolano già conosceva Giovanni Pastoia e Pietro Virga e con gli stessi si sarebbe incontrato anche per discutere della Savise. Dopo che quest’azienda subì dei furti, Enzo Ercolano si sarebbe attivato facendo indagini personali e avrebbe individuato il responsabile: tale “Concetto” del Clan Cappello. Enzo Ercolano, secondo il racconto di Greco, avrebbe ordinato di uccidere “Concetto” e, infatti, lo stesso fu vittima di un attentato dal quale riuscì a salvarsi.


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