PALERMO – Una montagna di soldi accumulati con la droga e investiti in un reticolo di società in giro per il mondo. Gli investigatori hanno scoperto il canale che negli anni avrebbe alimentato la cassaforte di Matteo Messina Denaro. Ora cadono alcuni pezzi pregiati dello scacchiere, le cifre sono da capogiro.
Tre arresti
Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo finiscono in carcere tre persone. I loro nomi sono legati a fondi patrimoniali, società di investimenti e immobiliari, attività commerciali, case, ville e capitali all’estero. Una holding che vale 200 milioni di euro finisce sotto sequestro.
Le indagini dei finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti Luisa Bettiol e Bruno Brucoli, partono da Campobello di Mazara e giungono ad Andorra, Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs), Gibilterra, Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco.
Gli affari della droga con Messina Denaro
Con i soldi della droga che sarebbe stato creato un impero. Sin dall’inizio degli anni Ottanta, la famiglia Messina Denaro ha incassato una percentuale sui traffici internazionali di droga, ricostruiti dai finanzieri del Comando provinciale.
I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa. Appuntamento alle 11:00. Oltre a de Lucia, ci sarà il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.

