La notizia che non piace ai giornali

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Giovani e mafia
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Non si fa così, ragazzi. Così si rovinano le legittime aspettative della stampa. Leggiamo dall’ANSA: “La condanna della mafia è unanime tra gli studenti sia del Nord che del Sud Italia: per il 70% di loro la criminalità organizzata incide negativamente sulle condizioni di sviluppo del Paese, oltre l’80% percepisce la mafia come fenomeno molto diffuso e il 63,90% dei giovani dai 16 ai 19 anni vive l’ingerenza mafiosa come un ostacolo al proprio futuro professionale e personale. E’ quanto emerge da un’indagine sulla percezione mafiosa condotta per il quinto anno consecutivo dal Centro studi Pio La Torre: coinvolti 2500 studenti di 94 scuole distribuite su tutto il territorio italiano”. Peccato, sarebbe quasi una buona notizia. Ma le buone notizie – si sa – non piacciono ai giornali. Sapere che la mafia fa normalmente schifo alla maggioranza dei giovani (dato non scontato, visti i tempi) e non il contrario, quanto può valere? Una breve? Trenta righe?

Poi L’ANSA continua: “Quanto alle ragioni che rendono la criminalità organizzata così pervasiva, per l’83% dei ragazzi la mafia è ‘forte perche’ si infiltra nello Statò, perché fa paura (73,74%), e per quasi il 40% Stato e mafia ‘coincidono’. Alla domanda se sia più forte lo Stato o la mafia solo il 12,78% ha risposto lo Stato, il 25,32% le ritiene ugualmente forti, il 53,74% la mafia”. Ecco, forse c’è ancora speranza…


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