Chiuse le indagini

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Il procuratore aggiunto di Messina, Vincenzo Barbaro, e il sostituto Liliana Todaro, nell’ambito dell’inchiesta su alcune speculazioni edilizie a Fiumedinisi, hanno inviato un avviso di chiusura delle indagini al deputato regionale di Sicilia vera, Cateno De Luca, a suo fratello, Tindaro, al funzionario del Comune, Pietro D’Anna, al presidente della Commissione edilizia, Benedetto Parisi, tutti arrestati lo scorso giugno, e ad altri 14 indagati, tra amministratori ed ex amministratori del Comune di Fiumedinisi. A De Luca la Procura contesta i reati di abuso d’ufficio, tentata concussione e falso. Secondo la Procura il leader di Sicilia vera, che era anche sindaco di Fiumedinisi, avrebbe favorito una società di cui è amministratore, la ‘Dioniso’, che nel paesino del messinese ha costruito un albergo con annesso centro benessere, strutture ora sequestrate, utilizzando un piano comunale di riqualificazione urbanistica, approvato nonostante i rilievi della Regione che aveva bloccato il Prg del Comune. La struttura alberghiera è stata edificata in un’area in cui il sindaco aveva fatto realizzare lavori sul torrente Fiumedinisi, in modo da incrementare il valore del terreno.

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