Fondo pensioni Sicilia, stoppato l'avviso per dirigenti in comando

Dirigenti ‘comandati’ al Fondo pensioni della Regione, iter congelato

Sindacati contrari ma i vertici dell'ente lanciano l'allarme: "Attività a rischio"

PALERMO – La carenza di dirigenti spinge il Fondo pensioni della Regione Siciliana a cercare figure esterne all’Amministrazione da inquadrare nei propri ranghi, ma la strada intrapresa non piace ai sindacati del pubblico impiego che al momento hanno vinto la battaglia. È ancora duello tra i vertici dell’ente previdenziale che eroga circa ventimila assegni pensionistici al mese e i rappresentanti dei lavoratori.

L’ultimo corpo a corpo risale ad oltre un anno fa, quando i sindacati si opposero al piano che prevedeva l’acquisto del palazzo ex Sicilcassa di Palermo con i soldi del fondo. Questa volta lo scontro riguarda incarichi che potrebbero costare oltre 90mila euro all’anno al Fondo pensioni della Regione.

L’avviso del Fondo pensioni e la reazione sindacale

Davanti ad un avviso pubblicato nel novembre 2025, con cui il Fondo pensioni si è messo alla ricerca di personale con qualifica dirigenziale da prendere ‘in comando’ da altre amministrazioni, i sindacati hanno fatto muro. Il livello dello scontro si è alzato dopo che le sigle sindacali hanno saputo che due figure esterne erano già state individuate attraverso l’avviso

Come funziona il ‘comando’ dei dipendenti pubblici

L’istituto del ‘comando’ è un meccanismo di mobilità temporanea che riguarda dipendenti pubblici di ruolo. Questi, pur restando formalmente titolari del proprio posto di ruolo presso l’amministrazione di appartenenza, possono essere assegnati temporaneamente a prestare servizio presso un’altra amministrazione o ente pubblico che caricano sulle loro spalle i costi dei dipendenti presi ‘in comando’.

L’azione dei sindacati

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas/Codir, Sadirs e Ugl non ci stanno. I rappresentanti del pubblico impiego temono per la tenuta economica del Fondo pensioni e così hanno scritto al dipartimento Funzione pubblica della Regione per chiedere la revoca dell’avviso e che si utilizzi la norma che consente di assegnare incarichi dirigenziali ai funzionari regionali, “con particolare e comprovata qualificazione professionale”.

Sulla vicenda si sono accesi i riflettori anche del Consiglio di indirizzo e vigilanza del Fondo pensioni, che ha chiesto chiarimenti al Cda e al direttore generale del Fondo. Un invito a “soprassedere” rispetto all’avviso emanato è arrivato anche dal dipartimento Funzione pubblica della Regione, che ha voce in capitolo dal momento che il Fondo pensioni porta avanti le sue attività grazie a 54 dipendenti regionali. Il dipartimento ha inoltre ricordato che è in corso l’istruttoria che porterà al parere del Cga sulla modifica del regolamento interno del Fondo, che aprirà all’ente la possibilità di indire concorsi in autonomia.

Paradiso: “Nessun contratto stipulato”

“Nessun contratto è stato stipulato”, precisa il presidente del Fondo pensioni, Vincenzo Paradiso, che però lancia l’allarme: “Al momento il Fondo può contare sul lavoro di tre dirigenti ma due di questi andranno in pensione nel giro di otto mesi. L’ente rischia di entrare in difficoltà. Abbiamo effettuato, come prevede la legge, una ricognizione interna tra i dirigenti regionali ma nessuno ha avuto il via libera dal proprio dipartimento. A quel punto, quasi come una mossa della disperazione, abbiamo fatto ricorso all’avviso per la ricerca di personale ‘in comando'”.

Vincenzo Paradiso, presidente del Fondo pensioni della Regione

Sindacati al tavolo con Regione e Fondo pensioni

L’intera operazione, ad ogni modo, è congelata. “La prossima settimana convocheremo un incontro con i sindacati, sperando di coinvolgere anche la Funzione pubblica – annuncia Paradiso – e la vicenda sarà anche sul tavolo del Cda. L’ipotesi di affidare gli incarichi ai funzionari? Era la strada intrapresa prima del mio arrivo al Fondo pensioni ma anche in questo caso la Regione ha stoppato quel progetto”.

Che cos’è il Fondo pensioni

Il Fondo Pensioni della Regione Siciliana è un ente previdenziale pubblico istituito con una legge regionale del 2009 per gestire le pensioni e le liquidazioni (come la buonuscita) del personale regionale. È un ente pubblico non economico, con personalità giuridica autonoma e propria autonomia patrimoniale, finanziaria e amministrativa. È sottoposto alla vigilanza da parte dell’assessorato delle Autonomie locali e della funzione pubblica.


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