PALERMO – I poliziotti cercavano agende e dispositivi elettronici, hanno trovato un tesoretto. Il conteggio si è fermato poco sotto il milione e trecentomila euro. Erano conservati a casa di Giuseppe Nicoletti, il faccendiere per cui dalla Procura della Repubblica di Palermo chiede l’arresto per un giro di corruzione. Tangenti pagate per ottenere certificati di invalidità finalizzato al riconoscimento della pensione.
Il ritrovamento del denaro ha accelerato l’interrogatorio preventivo di Nicoletti, sentito ieri dal giudice per le indagini preliminari che deve decidere sulla richiesta di arresto. In presenza del suo avvocato, Giuseppe Piazza, l’indagato si è difeso per ore cercando di giustificare la somma di denaro che aveva nella sua abitazione a Tommaso Natale.
È una storia singolare quella di Nicoletti, da trent’anni commerciante di tessuti e tendaggi. Nel tempo però ha sviluppato una seconda attività. Il suo giro di clienti è vasto. Sono una quindicina le pratiche su cui finora hanno messo gli occhi gli agenti della squadra mobile di Palermo.
Nelle intercettazioni Nicoletti prendeva accordi con le persone a cui servivano i certificati per spingere la pratica di invalidità incassare la pensione. Ad alcuni prospettava la divisione a metà al momento del pagamento degli arretrati.
Era in contatto con i medici Leonardo Gaziano dell’Asp e Gismondo Brunetto dell’Enrico Albanese e la neuropsicologa Sonia Alcamisi che ha avuto un contratto di collaborazione, scaduto nel 2025, con il Buccheri La Ferla. I medici avrebbero attestato le patologie, in alcuni casi secondo l’accusa falsando i certificati oppure prescrivevano l’esigenza di protesi, carrozzine e presidi sanitari in modo da far risultare aggravato il quadro sanitario.
L’inchiesta è destinata ad allargarsi, visto che sono emersi contatti anche con l’ex responsabile nel dipartimento integrazione socio sanitaria all’Asp. Alcune pratiche sono passate dal suo ufficio. Nicoletti è stato intercettato pure mentre cercava di bonificare la sua macchina dalla presenza di microspie. I poliziotti sono arrivati a casa sua e si sono ritrovati davanti una montagna in soldi nascosti in cassetti e armadi dell’appartamento.

