Mafia e corruzione, Iacolino pedinato "anche in sedi istituzionali"

Il manager Iacolino intercettato e pedinato “anche in sedi istituzionali”

Iacolino
I rapporti con l'imprenditore e mafioso Carmelo Vetro e la rete di amicizie

PALERMO – Lo hanno monitorato e pedinato per mesi. L’ultima informativa su Salvatore Iacolino è arrivata sul tavolo dei pubblici ministeri lo scorso febbraio. Nel decreto di perquisizione notificato dalla Procura di Palermo si fa riferimento a “numerosi incontri documentati tra Vetro e Iacolino anche in sedi istituzionali”.

Il manager della Sanità sarebbe stato a conoscenza della caratura mafiosa dell’imprenditore Carmelo Vetro, favarese come lui, che ha scontato nove anni di carcere per avere fatto parte di Cosa Nostra.

“Totale disponibilità” di Iacolino

Erano, dunque, monitorati e intercettati. Delle conversazioni nulla si conosce, ma i pm di Palermo riassumono il contenuto delle indagini e scrivono che “il legame tra Vetro e Iacolino è connotato da una totale disponibilità di quest’ultimo nell’assecondare le richieste del primo, finalizzate ad avere aiuto per le esigenze economiche e le prospettive imprenditoriali della An.sa Ambiente, società riconducibile di fatto al Vetro, circostanza peraltro perfettamente nota a Iacolino”.

Ed è grazie all’aiuto di Iacolino che un altro imprenditore, Giovanni Aveni, (in affari con Vetro che lo aveva segnalato al manager), avrebbe ampliato i suoi interessi economici a Messina, ben prima che il manager pochi giorni fa venisse incaricato di dirigere l’Azienda sanitaria provinciale nella città dello Stretto.

Il manager Iacolino fra amicizie e “pressioni”

Iacolino arrivava da altre esperienze di peso, per ultima quella di dirigente della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute dove si decide la spesa sanitaria in Sicilia. Non gli mancano le conoscenze e “si adoperava sollecitando con insistenza i direttori generale e amministrativo dell’Asp di Messina”.

Giuseppe Cuccì e Giancarlo Niutta saerebbe entrati in gioco nella procedura di accreditamento in favore della società Arcobaleno srl di Aveni con sede a Milazzo. Stavano anche cercando di attuare la “revoca dell’accreditamento regionale alla Anfiled Onlus Sezione di Messina, facente capo ad un soggetto entrato in contrasto con l’Aveni e il Vetro”.

Perché tanta disponibilità da parte di Iacolino? La risposta arriverebbe ancora una volta dalle intercettazioni. I pm di Palermo scrivono che “Vetro ha ricondotto espressamente, nel corso di una intercettazione, la totale disponibilità dello Iacolino anche a passati finanziamenti ricevuti da quest’ultimo in precedenti campagne elettorali”.

Non è tutto perché “il pregiudicato mafioso ha offerto al pubblico ufficiale la possibilità di segnalare persone da assumere in azienda attiva nell’area del messinese e Iacolino dal suo canto, ha accettato l’offerta veicolando tale opportunità di segnalazione alla vice presidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia, Bernardette Grasso, che ha poi interloquito direttamente con il Vetro per l’indicazione delle persone da assumere”. In questo caso, però, non ci sarebbe stato alcun seguito dopo un iniziale contatto.

Anche questa conversazione è stata intercettata. Di questa e di tutto il resto Iacolino sarà chiamato a rispondere venerdì prossimo davanti ai pubblici ministeri che lo indagano per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Potrà chiarire la sua posizione, respingere tutte le ipotesi, spiegare l’origine dei 90 mila euro in contanti che conservava a casa e, soprattutto, cercare di allontanare la pesantissima ombra della mafia sulla carriera. Intanto tramite i suoi legali “si dichiara totalmente estraneo alle contestazioni ricevute”.


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