PALERMO – Il Movimento 5 Stelle siciliano serra i ranghi e trasforma il risultato referendario in una mozione di sfiducia popolare contro il governo dell’Isola. Nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza all’Ars, i vertici regionali del Movimento hanno analizzato il dato siciliano, tra i più alti d’Italia per la vittoria del “No”, leggendolo come la pietra tombale sull’esperienza di governo del centrodestra nell’isola.
Di Paola: “Governo inutile e dannoso”
Per il coordinatore regionale del M5S, Nuccio Di Paola, il voto non è stato solo un giudizio tecnico sulla riforma della Giustizia, ma un referendum sull’operato della giunta Schifani: “La Sicilia è la seconda regione di Italia per la percentuale di ‘No’ — ha esordito Di Paola — un ulteriore segno che questo governo è ormai delegittimato e deve andare a casa”. Secondo il leader pentastellato, il dato siciliano riflette la stanchezza di un elettorato che ha voluto lanciare “un ultimatum all’attuale esecutivo, che ormai viene percepito come incapace, improduttivo e dannoso”.
La strategia del Movimento è chiara: accelerare il processo di logoramento della maggioranza per arrivare al voto il prima possibile. “Basta chiacchiere, è ora di cambiare tutto”, è stato il monito lanciato dai banchi della sala stampa dell’Assemblea.
Di Paola: “Meloni faccia repulisti anche in Sicilia”
“La Meloni dovrebbe fare repulisti anche in Sicilia e non solo a Roma – ha aggiunto Di Paola -. Noi siamo pronti a governare, sia a livello nazionale sia a livello regionale. Non cerchiamo un candidato alla presidenza che arrivi secondo ma un federatore che riesca a fare sintesi politica tra tutte le forze di opposizione e portare avanti le riforme”.
De Luca: “Schifani dovrebbe dimettersi”
Durante l’incontro con i giornalisti, il M5S ha ribadito come la riforma bocciata fosse figlia di una visione della giustizia lontana dai bisogni reali della Sicilia, isola travolta da emergenze sociali ed economiche che il governo Schifani non starebbe affrontando. “La Sicilia non ha bocciato solo una pessima riforma, ma anche un metodo di governo”, ha sottolineato il capogruppo del M5s all’Ars, Antonio De Luca, annunciando che nei prossimi giorni verranno illustrati i programmi del Movimento per “accelerare il processo di rinnovo della classe dirigente regionale”.
“Schifani – ha spiegato De Luca – dovrebbe dimettersi non perché ha vinto il no, ma semplicemente perché è naufragata da tempo la sua maggioranza, è naufragata la sua giunta, è naufragata la sua dirigenza. Vanno a finire sui giornali solo ed esclusivamente per le indagini che li riguardano”.
De Luca: “La prossima bocciatura toccherà al centro destra”
“Stanno cercando di ripulirsi la faccia, attraverso l’operazione Meloni – ha aggiunto De Luca -, con le dimissioni degli esponenti più controversi. Peccato, però, che hanno seminato lungo l’intero territorio nazionale e regionale e questa cattiva erbaccia. Quando i siciliani riconoscono che una cosa non è buona non la sostengono. La prossima volta la bocciatura toccherà al centro destra”.
Il fronte delle opposizioni si compatta
Il messaggio inviato dall’Ars è rivolto anche agli alleati del campo progressista. Il M5S punta a guidare l’offensiva parlamentare, forte di un consenso referendario che, a loro dire, ha dimostrato come la base elettorale del centrodestra sia in forte sofferenza anche nelle roccaforti storiche. L’obiettivo dichiarato è moltiplicare gli sforzi per chiudere anticipatamente la legislatura e nel frattempo trovare un candidato che possa fare sintesi tra tutti gli alleati.

