Palermo, "maltrattava un'alunna disabile": insegnante condannata

“Maltrattava un’alunna disabile”: insegnante di sostegno condannata

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La vittima aveva 11 anni. Decisivo il racconto dei compagni

PALERMO – La vittima, oggi maggiorenne, aveva 11 anni e frequentava la prima media in una scuola palermitana quando sarebbe stata ripetutamente maltrattata dall’insegnante di sostegno. L’imputata è stata condannata a due anni di carcere dal giudice Stefania Gallì della seconda sezione penale del Tribunale.

All’imputata P.S., (diamo solo le iniziali per salvaguardare la vittima) sono state riconosciute le attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti. I fatti sono del 2018, ma il processo si è concluso solo ora in primo grado perché è ricominciato dopo il trasferimento di un giudice.

Le accuse all’insegnante condannata

Sono stati i compagni della ragazzina a segnalare ai genitori la vicenda riepilogata nel capo d’imputazione. La studentessa soffre della sindrome Cfc (cardio-facio-cutanea), una rara malattia genetica multisistemica.

L’insegnante condannata avrebbe adottato metodi “metodi bruschi, la strattonava e la tirava per le orecchie, la tirava per le braccia con forza, la costringeva a sedersi con violenza e le strappava la bottiglietta d’acqua dalle mani per impedirle di continuare a bere, le stringeva il naso con forza, la spingeva per indurla a camminare più velocemente, impediva ai compagni di classe e all’assistente alla comunicazione di aiutarla”. “Se sbatte impara”, avrebbe detto.

Il racconto dei compagni di classe

Per cristallizzare i ricordi degli alunni sono stati ascoltati nel corso di un incidente probatorio. I racconti sono stati ritenuti pienamente attendibili nel descrivere una vicenda che ha colto di sorpresa il corpo insegnanti. La difesa dell’imputata, rappresentata dall’avvocato Marina Cassarà, si è soffermata sul fatto che, al contrario, i colleghi hanno sottolineato la correttezza del comportamento dell’imputata, considerata un riferimento all’interno della scuola. Sarà presentato ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni della sentenza.

Di avviso opposto l’accusa. I genitori e la piccola, parte civile con l’assistenza dell’avvocato Sarah Bartolozzi, hanno ottenuto una provvisionale immediatamente esecutiva per il risarcimento del danno.


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