PALERMO – “Di Andrea mi manca tutto, ogni cosa che faceva e diceva, mi manca il respiro”, racconta Giovanni Miceli, padre di Andrea, una delle tre vittime della strage di Monreale.
“Era solare e amava la vita, come gli altri due ragazzi – aggiunge –. La giustizia deve essere esemplare, ci vuole un segnale per tutti. Non solo in questo processo, se qualcuno viene trovato un’arma deve sapere che sarà punito severamente”.
Un anno, è passato un anno dalla strage di Monreale. Una strage senza senso. I controlli mattutini dei cronisti avrebbero spalancato le porte dell’orrore. Tre giovani morti ammazzati davanti a un pub. La cittadina, allora come oggi, era in clima di festa per il Santissimo Crocifisso. Prima la rissa, poi le pistolettate: sul basolato restano i corpi senza vita di Salvatore Turdo, 23 anni, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, entrambi di 25 anni.

In tre sono finiti sotto processo per strage: Samuel Acquisto, 18 anni, Salvatore Calvaruso e Mattias Conti, di 19, tutti residenti nel rione Zen.
Monreale non ha dimenticato. Gli amici non hanno dimenticato. È ricco il calendario degli appuntamenti. “Mi auguro che continui così”, aggiunge Giovanni Miceli che traccia la via della speranza e del conforto: “Io trovo la forza negli altri mie due figli, nei nipoti e in mia moglie che ha bisogno di me”.

La notte fra il 26 e il 27 aprile scivola via come mille altre. I ragazzi bevono, ridono e scherzano. Alle 1:28 si nota un giovane con addosso un giubbotto di colore scuro che viene trattenuto da un altro ragazzo con un pantalone bianco. Si libera dalla presa e scappa.
All’1:30 scoppia la rissa. Turdo rimprovera uno dei ragazzi arrivati dallo Zen. Fa “lo sborone” con lo scooter – la telecamera inquadra il passaggio di almeno tre mezzi – e rischia di investire qualcuno. Non è la prima volta che decidono di trascorrere la serata della cittadina dei mosaici. Qualcuno tra i ragazzi di Monreale forse teme che vogliano rubare uno scooter.
Calvaruso viene colpito, l’equilibrio e cade dallo scooter. Si allontana da via Benedetto D’Acquisto, per poi fare ritorno. Mentre cammina estrae la pistola e spara due colpi in aria. È ora che Acquisto lo avrebbe incitato a prendere “il ferro” e a sparare ad altezza d’uomo.
All’1:31 e 51 secondi arriva la Bmw Gs guidata da Acquisto. Si ferma, sale a bordo Conti che inizia a sparare. Qualcuno tenta invano di fermarli, lanciandogli contro una sedia. Mentre si allontana mostrerebbe i muscoli in segno di vittoria. Anche Calvaruso sale in moto e scappano in direzione Palermo.
Circostanze e ruoli saranno materia processuale. Gli imputati rischiano l’ergastolo. La giustizia non riempirà il vuoto di chi ha perso un figlio, un fratello, un fidanzato. Un vuoto incolmabile, ma in fondo all’abisso bisogna “dare di nuovo gioia e speranza ai giovani”, ha detto Claudio Pirozzo, sorella di Massimo, quando ha spiegato la scelta di creare un’associazione, “un luogo per l’ascolto di cui hanno sempre più bisogno i giovani. Non voglio giudicare chi commette un atto così tremendo, ma penso che certi percorsi iniziano da bambini, e i bambini non hanno mai colpe. Bisogna iniziare da lì, spiegare loro come funziona e seguirli sino quando diventeranno adulti”.
La giornata del ricordo, patrocinata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Arcidiacono, si apre alle ore 09:30 con “Il Grande Corteo” con partenza dal campo Conca d’Oro e raduno in piazza Guglielmo II. Il percorso prevede una tappa di raccoglimento in via Biagio Giordano. La mattinata si conclude in bia Benedetto D’Acquisto con l’“Omaggio Finale”, una simbolica consegna di fiori di carta realizzati dagli studenti delle scuole di Monreale.
Alle ore 17:00, messa solenne in cattedrale. Dalle 21:00 sempre in Benedetto D’Acquisto “Il ricordo nel cuore di familiari e amici” con l’accensione dei lumi, proiezioni video, canti e testimonianze dirette. Alle22:00 un’esibizione di danza. Alle 22.30 “The Concert in a New Light” in Piazza Guglielmo II, un concerto live per pianoforte immerso in una scenografia di migliaia di candele.
“Un appuntamento – dichiara il sindaco Alberto Arcidiacono- per non dimenticare, per trasformare il dolore in bellezza e la memoria in un impegno collettivo di vicinanza e amore”.

