PALERMO – Temi finanziari ma non solo: dall’agenda del nuovo governo regionale, all’indomani del rimpasto di Giunta, emergono una serie di scadenze e di sfide. Per molti di questi appuntamenti l’Esecutivo guidato dal governatore Renato Schifani avrà bisogno della sua maggioranza in Aula all’Ars. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Democrazia cristiana e autonomisti saranno chiamati a confermare il loro sostegno alle scelte di Palazzo d’Orleans.
Dopo il rimpasto di Giunta, fari puntati sull’Ars
Superati il rimpasto di Giunta e lo stop ai lavori per il voto alle elezioni amministrative, Sala d’Ercole sarà chiamata ad esaminare i ddl stralcio figli del lavoro di sartoria effettuato nell’ultima Finanziaria. Le commissioni, intanto, dovrebbero continuare il loro lavoro sui testi Stralcio I, III, IV e V.
Sono i ddl per i quali quali l’Aula si era impantanata in virtù di questioni procedurali che nascondevano, in realtà, i malumori dei partiti di centrodestra in attesa del rimpasto di Giunta. Alla luce dei cambi, che dovrebbero avere accontentato i desiderata delle segreterie, si potrà ripartire con l’esame delle norme sperando che i franchi tiratori restino lontani da Sala d’Ercole.
La riforma della dirigenza regionale
La ripartenza passerà anche dalla riforma della dirigenza regionale. Il testo, davanti al rischio bocciatura in un’Aula balcanizzata, è ritornato in commissione Affari istituzionali ed è cambiato in uno dei suoi pilastri. L’idea originaria della fascia unica dei dirigenti, infatti, ha lasciato il posto al mantenimento della doppia fascia dopo il pressing dei sindacati. Un’altra delle sfide che il governo Schifani dovrà affrontare.

Bilanci della Regione, le sfide delle parifiche
Con l’arrivo dell’estate, però, saranno i temi finanziari a dominare la scena. Giugno potrebbe essere il mese del Rendiconto 2025, che traccerà una linea netta sui risultati economici dei primi tre anni di governo. L’Esecutivo dovrà presentare i propri numeri all’Ars e contemporaneamente proseguire le interlocuzioni con la Corte dei conti sui giudizi di parifica per gli esercizi 2022, 2023 e 2024.
Saranno dei passaggi decisivi seguiti in prima persona dal governatore e dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Queste sfide per il governo Schifani potrebbero chiudersi entro luglio. La neo presidente della sezione di Controllo della Corte, Maria Aronica, ha assicurato massima disponibilità ad accelerare sui giudizi che potrebbero sbloccare l’avanzo record fatto registrare dal bilancio regionale.
Regione, avanzo di amministrazione
Dopo un lungo periodo di disavanzo, infatti, il governo Schifani in tre anni di legislatura ha azzerato quattro miliardi di deficit giungendo ad ad un avanzo di circa 5,2 miliardi, di cui 2,3 già accertati nel 2024. Molte di queste risorse potrebbero essere utilizzate già in estate ma prima dovranno essere sbloccate. Per farlo serve l’approvazione dei rendiconti da parte della Corte dei Conti. Una certificazione fondamentale per i passi che il governo, fresco di rimpasto e con i nuovi assessori in sella, si appresterà a compiere nell’estate 2026: in primis le variazioni di bilancio.

Ddl voto segreto, chi l’ha visto?
All’orizzonte ci sarà poi la Finanziaria autunnale, per la quale il governo intende mantenere la linea del sostegno al lavoro e alle famiglie. Sparito dai radar, invece, il ddl che contiene un forte ridimensionamento del voto segreto all’Ars. Nessuna notizia finora sulla calendarizzazione di un provvedimento condiviso sia da Palazzo d’Orleans che dal presidente del Parlamento Gaetano Galvagno.
Le ultime notizie risalgono a marzo, quando il ddl è stato incardinato nella commissione per il Regolamento. L’argomento è delicato e l’opposizione ha già annunciato le barricate.

