Palermo, caccia all'uomo di via Montalbo: sparatoria per vendetta

Vendetta dopo la raffica di colpi. La caccia all’uomo di via Montalbo

via Montalbo
Gli uomini pistola in pugno in via Montalbo
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Episodio collegato con i fatti di via Don Minzoni

PALERMO – Le pistolettate di via Montalbo sono state una vendetta per la raffica di colpi esplosa in via don Minzoni. Il botta e risposta fatto di piombo e sangue non è stato ancora del tutto decifrato. Intanto i pubblici ministeri Alessandro Macaluso e Francesca Mazzocco hanno disposto il fermo di tre persone per tentato omicidio con l’aggravante mafiosa: Rosario Sposito, Giovanni e Salvatore Gioè.

L’arrivo in scooter in via Montalbo

Decisive sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dalla comparazione eseguita dagli investigatori della squadra mobile sarebbe emerso che Rosario Sposito è arrivato in via Montalbo, nella zona del mercato ortofrutticolo a bordo di uno scooter. Giovanni Gioè era il passeggero.

Quando hanno individuato Danilo D’Ignoti è partita una caccia all’uomo. Gioè avrebbe fatto fuoco. Non sarebbe stato l’unico ad impugnare la pistola, anche il fratello Salvatore era armato e sarebbero partiti altri colpi di pistola. D’Ignoti ha tentato di fuggire ma è stato colpito alla coscia sinistra, mentre un proiettile vagante ha ferito una donna. Chi ha sparato lo ha fatto in una strada piena di gente e macchine parcheggiate. Scene da Far West.

La raffica di colpi in via Don Minzoni

I poliziotti della Mobile, guidati dal dirigente Antonio Sfameni, non hanno dubbi: si è trattato di una vendetta per quanto accaduto la notte del 30 aprile in via Don Minzoni. Intorno alle 2 qualcuno ha sparato una raffica di colpi contro la macchina dei Gioè, una Fiat 500 Abarth, parcheggiata davanti ad una palazzina nella zona della Fiera del Mediterraneo.

Sull’asfalto sono rimasti sette bossoli calibro 7.62 compatibili con un fucile d’assalto o un Kalashnikov.

Le telecamere hanno filmato la scena. Alcuni componenti della famiglia Gioè-Sposito erano seduti in via Don Minzoni dove è arrivata una macchina bianca. Un uomo, armato e con il volto travisato, ha iniziato a sparare prima contro la macchina e poi contro l’abitazione di Rosario Sposito.

Il ferito in ospedale e l’identificazione dei fermati

Nel tardo pomeriggio del 30 aprile, intorno alle 19:00, D’Ignoti si è presentato all’ospedale Villa Sofia. La procura della Repubblica ha comparato le immagini riprese in via Don Minzoni con quelle di via Montalbo e si è arrivati all’identificazione dei tre fermati. Sarebbero gli autori dell’agguato di via Montalbo. Il fermo per tentato omicidio disposto d’urgenza dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia passa alla valutazione del giudice per le indagini preliminari che deve convalidarlo.

Resta da chiarire il movente, ma tutto porta ai debiti per una partita di droga non pagata. I protagonisti si muoverebbero in contesti criminali organizzati di stampo mafioso.


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