Palermo, l'auto "misteriosa" alla Marinella: storia di un abbandono

Marinella, la macchina abbandonata: come la salvate Palermo? FOTO

Marinella quartiere abbandonato
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Parla don Silvio, il parroco della borgata: "Il quartiere è abbandonato"
VIAGGIO IN CITTà
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La macchina abbandonata e diroccata nel cuore della Marinella si nota a un già fuggevole passaggio. Sta lì, intoccata, con un aspetto vetusto. Un residente commenta: “Forse sarà un mese che è qui”. Comunque sia, qualcuno l’ha riempita di scritte a vario titolo, di volgarità. Non più macchina. In parte totem del nulla. In parte anonima cassetta delle lettere, sfogatoio, manifesto della desolazione.

“Quella macchina è qui da…”

Per saperne di più, basta varcare la soglia della parrocchia ‘Sant’Ambrogio’, guidata da padre Silvio Sgrò, sacerdote valoroso dal significativo curriculum. Il parroco sorride e conteggia: “Sicuramente quella macchina è lì da dieci-quindici giorni, forse di più. Abbiamo fatto le opportune segnalazioni, perfino con la circoscrizione. Niente non è venuto nessuno”. Almeno era così alle quattro di ieri pomeriggio.

La chiacchierata con don Silvio è illuminante per raccontare un quartiere, questa fetta di Palermo, vicina a Mondello, piena, soprattutto, di palermitani operosi, che travagghiano. Un viaggio nella città che ci accompagnerà in estate e che comincia da qui, dai muri incrostati di scritte, dalla carcassa di un’auto.

Don Silvio Sgrò

La parrocchia e la scuola della Marinella

“La zona è variegata – dice -. Comprende, per quanto riguarda noi, le ville di via Lanza di Scalea: c’è chi ha una relazione con la comunità, anche se è la parrocchia della Marinella. Mi fa piacere. Poi ci sono i residenti dei condomini, le famiglie, i lavoratori, persone serene. E poi ci sono famiglie con disagi, con determinate storie difficili. Ogni tanto vengono in chiesa, magari non frequentando, però c’è rispetto. La comunità è accogliente e disponibile”.

“Noi – continua don Silvio – abbiamo il centro d’ascolto, la Caritas. Sosteniamo circa sessanta famiglie materialmente. Ci sono le attività per i bambini e per i ragazzi. C’è la squadra di Sant’Ambrogio. C’è il doposcuola in collaborazione con la scuola ‘Caponnetto’. La scuola mette i locali. Noi i volontari”.

“Il quartiere è abbandonato”

Giunge punto dolente. Il parroco non le manda a dire: “Il quartiere è abbandonato. Si formano continuamente discariche. Non interviene nessuno. Ci vorrebbero degli ispettori per sanzionare gli incivili. La gente butta immondizia, arrivando da fuori, dai paesi. La presenza dello Stato? La presenza del Comune? Lasciamo perdere… Quando piove, si forma un fiume di schifezze. Sono segnali terribili. La parrocchia c’è. Il resto dov’è? Anche quella macchina, ciò che ne resta, è un simbolo tremendo”.

Qualcuno la toglierà, un giorno? Quando sarà tolta, qualcuno chiederà scusa per non avere dato ai palermitani della Marinella il decoro necessario sul territorio? Vi sembra poca cosa? Ma è il centro del discorso, di tutte le speranze in forma concreta mandate al macero. Come la salvate Palermo?

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