PALERMO – “Tre anni nefasti, di mancate riforme, senza programmazione, senza alcuna razionalizzazione della spesa ma di ulteriore indebitamento. La Sicilia dell’era Crocetta rappresenta un vero e proprio passo indietro, un danno incalcolabile, una gravosa ipoteca sulla testa dei siciliani. Le lotte intestine al Partito democratico e alla maggioranza stanno creando un danno enorme all’istituzione regionale, alla nostra economia”. Così il capogruppo di Forza Italia all’Ars. Marco Falcone. “Il continuo braccio di ferro tra Crocetta e Faraone, tra Crocetta e D’Alia, le odierne dispute tra Cracolici e Baccei, tra gli esponenti della coalizione che sostiene l’esecutivo, hanno reso ancor più inconcludente l’azione di governo. Il Pd e i suoi alleati – prosegue – abbiano un sussulto d’amore verso la nostra terra, e mettano la parola fine ad una stagione da dimenticare. Abbiano il coraggio di farlo con una mozione di sfiducia all’ARS, che sarà appoggiata anche da Forza Italia, ma non creino ulteriori danni ai siciliani”.
“Crocetta deve dimettersi, non ha scelta. Ora che anche Roma gli ha voltato le spalle, condannando di fatto l’isola ad un futuro di lacrime e sangue il governatore deve capire che la sua disastrosa esperienza finisce qui”. Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars la chiave di lettura della possibile assenza di finanziamenti per la Sicilia nella legge di stabilità romana è la pietra tombale sul governo Crocetta, la parola fine alla “peggiore esperienza politico amministrativa della Sicilia dai Fenici in poi. Basta – dicono i deputati – il governatore raccolga le sue cose e vada via, non lo rimpiangerà nessuno, né i pochi che lo hanno supportato né i tantissimi che lo hanno sopportato e soprattutto osteggiato. Ci dica, il presidente , come pensa ora di approntare il bilancio di previsione per il 2016. Se pensa di turare le enormi falle ricorrendo a tagli col machete, facendo pagare ai siciliani le colpe di un governo inetto ed inconsistente, si sbaglia di grosso. La popolazione è già al collasso e nuovi tagli rischiano di innescare persino problemi di ordine pubblico. Risparmi questo ennesimo strazio alla Sicilia. Non ci sono più margini di manovra. Lo capisca lui e lo capiscano pure i partiti che pur di rimanersi attaccati alla poltrona continuano a sostenerlo”.
“L’assessore Alessandro Baccei, attraverso precisi correttivi e una attenta spending review è riuscito a salvare i conti della Regione”. È quanto afferma Giancarlo Garozzo, sindaco di Siracusa e dirigente nazionale del Pd. “Nel 2015, quando grazie al concorso del governo guidato da Matteo Renzi furono salvati i conti della Regione, si acconsentì a utilizzare per pagare gli stipendi una parte delle risorse destinate agli investimenti – sostiene Garozzo -. Questa strada per il 2016 non è più percorribile per due ragioni: la prima è che lo sviluppo della Sicilia non può più attendere; la seconda è che purtroppo il presidente della Regione, e in questo si è distinto, ha dato scarsa prova di sé in alcuni passaggi importanti e sui quali c’era grande attenzione. Mi riferisco alla riforma delle Province o alla legge sull’acqua pubblica, sulla quale i rilievi di incostituzionalità sollevati da Roma rimandano alle stesse perplessità espresse dell’assessore Vania Contraffatto; dubbi non ascoltati – continua – perché si decise di percorrere la strada della demagogia, malattia che affligge il governatore e qualche parlamentare all’Ars. Se il gioco è scaricare sul governo nazionale colpe che sono di altri, noi prendiamo le distanze. Piuttosto, le dichiarazioni di totale sfiducia nei confronti di Baccei da parte di Crocetta, rischiano di aprire l’orizzonte alle elezioni anticipate. La sensazione è che si sia rotto l’accordo che sta alla base del Crocetta ter – conclude il sindaco aretuseo – e che si stia giocando una partita stucchevole e demagogica nei confronti del governo nazionale che, fino ad oggi, a differenza di quello regionale, ha sempre dimostrato sobrietà e serietà”.
“Renzi si appresta a rottamare Crocetta e il vecchio PD utilizzando la rovina della Sicilia come casus belli e il M5S si frega le mani. Ma dei siciliani importa ancora a qualcuno?”. Se lo chiede il senatore di Un’Altra Europa con Tsipras, Francesco Campanella, a proposito delle polemiche tra il governatore Crocetta e l’assessore Baccei. “L’esperienza di Crocetta è obiettivamente fallimentare – aggiunge Campanella – ma non saranno certo i renziani o i grillini, entrambi occupati a volergli dare il colpo di grazia, a salvare la Sicilia”.
“Onestamente non capisco a cosa serva un tecnico inviato da Roma se l’unico risultato positivo è quello dello sblocco dei fondi Cipe ottenuto dal presidente Crocetta grazie ad un corretto dialogo Stato-Regione Siciliana”. Così Gianpiero D’Alia, presidente della bicamerale per le questioni regionali. “In un contesto di una Finanziaria nazionale coraggiosa e strategica per il Sud – spiega D’Alia – pensavo che avere un assessore all’economia esperto e con un’ottima conoscenza degli ambienti romani potesse essere una garanzia per gestire insieme al governo la delicata situazione finanziaria dell’Isola ma purtroppo vengo smentito dai fatti. Ora – continua il presidente dell’Udc – serve un tavolo permanente tra Roma e la Sicilia per affrontare e risolvere i nodi più delicati della vicenda economico-finanziaria e credo che chi rappresenterà la Regione dovrà avere un mandato politico forte”.
“Mi auguro – conclude D’Alia – che il presidente Crocetta sia consequenziale e si decida finalmente a varare un nuovo governo che sia espressione di tutte le forze politiche della maggioranza e dunque politicamente solido e in grado di rappresentare adeguatamente gli interessi della Sicilia e dei siciliani altrimenti – chiosa l’ex ministro – penso sia assolutamente più utile andare a votare”.

