PALERMO – La cittadinanza onoraria a Abdullah Ocalan scatena le polemiche a Palermo. Il leader del Pkk, il partito dei lavoratori curdo, da anni in carcere in Turchia, è divenuto famoso in Italia ai tempi dell’asilo concesso dal governo D’Alema. Un personaggio considerato un terrorista dal governo di Ankara, mentre per altri sarebbe la guida di una minoranza oppressa.
Il sindaco Orlando ha però deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria, nel corso di una cerimonia con l’assessore di Rifondazione comunista Giusto Catania e il presidente della consulta delle culture Adham Darawsha, che rappresenterà il culmine di alcune manifestazioni svoltesi in città in onore di Ocalan. A ricevere materialmente la cittadinanza sarà il suo avvocato.
Ma, come detto, la decisione del Comune ha sollevato polemiche. “La cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan è un contentino ideologico a veterocomunisti e centri sociali”, dice il commissario provinciale dell’Udc palermitana Adriano Frinchi. “Capisco che a certa sinistra residuale restino solo romantici trasporti per i ‘guerriglieri’ – continua Frinchi – ma sfugge il senso di un riconoscimento pubblico al leader di un’organizzazione controversa. Se l’amministrazione comunale avesse proprio voluto omaggiare il popolo curdo avrebbe potuto conferire la cittadinanza a Massoud Barzani, figura chiave nella lotta contro lo Stato islamico e presidente del Kurdistan iracheno, l’unico stato de facto davvero democratico in medio oriente”.
“Siamo molto orgogliosi – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – di aver conferito al popolo curdo e per esso al suo leader, Abdullah Ocan, la cittadinanza onoraria di Palemo. A conferma del sacrosanto diritto di questo popolo di aver riconosciuto l’esistenza della propria terra: il Kurdistan, una regione divisa tra Turchia, Siria, Iraq ed Iran. La città di Palermo – continua il sindaco – riconosce le costanti azioni di promozione dei diritti umani, di tutela del diritto alla vita, di sostegno alle garanzie internazionali che devono essere previste per tutte le donne e gli uomini del pianeta, indipendentemente dall’appartenenza culturale, dalla provenienza e dall’orientamento religioso, politico, filosofico e sessuale. La nostra adesione alla campagna contro la pena di morte con il conferimento di cittadinanza onoraria a numerosi condannati a morte e la convinzione che la mobilità umana debba essere riconosciuta come un diritto inalienabile rappresentano caratteristica qualificante di una città che, con la Carta di Palermo, ha esplicitato la sua missione politica per la costruzione della pace nel mondo e prioritariamente, in ragione della sua collocazione geografica, nel bacino del Mediterraneo. Il nostro ringraziamento – conclude il sindaco di Palermo – va ad Abdullah Öcalan, che rappresenta il simbolo della lotta del popolo curdo, per il riconoscimento della sua autonomia politica e per la sua auto-determinazione. Egli è stato il promotore e l’artefice del processo di pace, riconducendo dentro canali esclusivamente politici la rivendicazione di un intero popolo, senza dimenticare che ancora oggi si trova rinchiuso in un carcere speciale, nell’isola di Imrali, in condizioni di isolamento tanto gravi da esser state giudicate “disumane” nel 2003 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, condizione che si rivela un ostacolo alla soluzione pacifica della questione curda e rappresentano simbolicamente la condizione di isolamento che vive l’intero popolo curdo, la cui richiesta di “autonomia democratica” all’interno della Turchia e il riconoscimento delle differenze culturali sono costantemente mortificati. Infine, porgo il mio ringraziamento all’avvocato di Ocalan, Ebru Gunay per essere stata qui a Palermo e alla quale ho confermato l’amicizia del popolo palermitano e siciliano con quello curdo”.
“Il riconoscimento al popolo curdo, attraverso il suo leader Abdullah Ocalan – ha detto l’assessore alla Partecipazione, Giusto Catania -, è un atto di solidarietà nei confronti di un popolo che sta combattendo il terrorismo e l’espansione del Califfato; un popolo che lotta per la sua autodeterminazione territoriale, diritto cancellato anche per la responsabilità della comunità internazionale.Consegnare nelle mani del suo leader Abdullah Ocalan la cittadinanza al popolo curdo è anche un atto di risarcimento nei confronti di un leader politico cui, in sfregio all’art.10 della nostra Costituzione, il nostro Paese non ha garantito il diritto d’asilo”.
Per il presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha, “a cittadinanza onoraria a Ocalan è l’ennesima prova che Palermo mette al primo posto i diritti delle persone e quindi dei popoli. Come fu nel caso del leader palestinese Barghuti. Anche oggi vogliamo cercare di dare un segnale tangibile di solidarietà verso un popolo che ha subito troppe ingiustizie. Auspicando che la Turchia riprenda al più presto le trattative di pace e cessa ogni violenza nel confronto del popolo curdo”.
“Con la cittadinanza onoraria a Ocalan e al popolo Curdo il comune di Palermo ha rotto il muro di ipocrisia e di silenzio di Italia e Ue”. Lo afferma il vicepresidente della commissione esteri della Camera, Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana, intervenuto oggi alla cerimonia svoltasi nella sala consiliare del Comune di Palermo. Per Palazzotto “la speranza è che altre amministrazioni seguano l’esempio di Palermo. Oggi il popolo curdo è l’antidoto alla violenza dell’ISIS sotto il profilo militare ma soprattutto politico e culturale”. Per Palazzotto “sbaglia chi non coglie il valore della cerimonia di oggi e la riduce a elemento per alimentare piccole polemiche locali. Il processo di pace in Turchia può passare, anche, da iniziative come quella odierna”.

